Le réfugié (4)

Jakob Iobiz

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L’acqua era fredda e la corrente molto forte; resistei fino a quando le forze mi abbandonarono. Improvvisamente scomparve tutto, il freddo e la corrente. Avevo sentito dire che quando si muore non si fa in tempo ad accorgersene; ma in quegli istanti io stavo bene e non avrei saputo dire con precisione se ero vivo o se ero morto. In realtà mi sentivo più morto che vivo, almeno per come credo ci si potrà sentire da morti: un po’ come quando arrivi al termine di una corsa che ti ha portato via tutte le forze e non pensi più a nulla. Ma tutto questo non durò a lungo perché arrivò il dottore e con lui anche la luce, i dolori e tutto il resto. La prima cosa che pensai fu che era meglio se rimanevo morto ancora per un po’.

L’Istituto dove fui ospitato dopo…

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