Scrivere un romanzo

Scrivere un romanzo per me assomiglia al procedimento che serve per produrre l’olio di oliva.

Serve la materia prima, cioè le olive per l’olio e le idee per un romanzo, e poi occorre portare tutto al frantoio; qui si separa la materia prima dalle impurità, si macina, fino a farne una amalgama omogenea e poi si spreme a lungo per estrarre il prodotto finito.

Chi assapora un buon olio di frantoio, come chi legge un bel romanzo, non pensa – ed è giusto che sia così – a tutto il lavoro che c’è stato prima.

Io però, che in questo momento sono in mezzo alle macine del frantoio, non posso farne a meno.

Speriamo che esca un prodotto con una buona fragranza e un retrogusto interessante!

Immagini di repertorio?

Ogni tanto provo a scrivere cose intelligenti, non è la mia specialità ma mi impegno.
Questa credo lo sia, poi non so…

Perché non obbligano le emittenti televisive a specificare luogo e data di ripresa delle immagini che accompagnano i servizi giornalistici? Oppure a scrivere che si tratta di immagini di repertorio come usava un po’ di tempo fa?
È mai possibile vedere immagini prese a caso e abbinate a servizi che dovrebbero essere d’informazione?
Ecco, l’ho scritta.
Ora vado a vedere il TG

E tu, a cosa stai pensando Facebook?

A cosa stai pensando Jakob? Mi chiede ossessivamente Facebook ogni volta che apro la pagina.

E io, siccome sono una persona educata, gli rispondo.

Caro Facebook,

sto pensando che i libri sono come l’acqua. Alcuni li usi per allungare il caffè, altri per toglierti la sete, altri ancora ti scivolano sulla pelle come il getto della doccia. Ma ce ne sono alcuni in cui t’immergi interamente e sono capaci di rivelarti un oceano nascosto.

E tu, a cosa stai pensando Facebook?

(Se non mi risponde… singifica che non è un social ben educato)

Romanzo fermo in officina per autorevisione

La pubblicazione del mio nuovo romanzo richiederà più tempo del previsto.

Mi dispiace, so che lo state attendendo con una certa ansia, ma l’ennesima autorevisione è più lunga e radicale di quanto pensassi. Spero solo che dopo aver eliminato tutto il superfluo resti ancora qualcosa… e non solo il titolo.

Alla scoperta di un’isola (un po’ di leggerezza)

Jakob Iobiz

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Il Capitano Forseènatounforsennato, ufficiale di lungo corso ma di scarsa memoria, privo di cognome ma che poteva vantare un nome di un certo rispetto, scoprì molti anni fa un continente incontinente della cui esistenza fino ad allora nessuno sapeva nulla, e del quale, dopo di allora, nessuno ha più saputo niente.

Al momento dello sbarco su quella nuova terra sconosciuta, un burrocrate, piuttosto grasso e untuoso, gli chiese la parola d’ordine.

«Non la conosco» rispose il capitano Forseènatounforsennato.

«Mi dispiace, ma se è così non la posso far scendere a terra, dovrà rimandare la sua scoperta».

«Ma noi abbiamo bisogno di scendere! Non abbiamo più acqua, né carne né pesce, per non parlare dei succhi di frutta, del caffè, della marmellata e delle sfogliatine di riso… ».

Il burrocrate si sciolse a compassione. Forseènatounforsennato colse quel leggero mutamento di rigidità.

«Mi dia un aiutino!»…

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Turisti lunari

Il mio vecchio Packard Bell del 2009 ogni tanto mi invia messaggi indecifrabili e inquietanti. Forse dovrei mandarlo in pensione ma voglio tenerlo in vita il più possibile perché nella memoria di questo portatile nero un po’ sgangherato ci sono tutte le cose che ho scritto. È la mia cassapanca segreta.

(In realtà non è segreta per nessuno e i file li ho copiati tutti su un disco rigido esterno, o almeno così credo; ma se si spiegano tutte le cose in modo troppo preciso sparisce tutta la poesia!).

Ecco, in questa cassapanca stasera ho trovato questo. Lo potrei inviare a Elon Musk?

TURISTI LUNARI

Gli astronauti-turisti scendono sulla Luna anche quando è piena.

Se però è troppo piena, rimangono a bordo delle loro navicelle spaziali e aspettano che un po’ di gente vada via. Solo allora mettono piede sulla superficie lunare, vi piantano le loro bandiere colorate – che somigliano molto a quelle che abbiamo qui sulla Terra ma sono solo un po’ più rigide –, fanno lunghi calcoli di algebra lunare, mangiano pizza ai peperoni lunari – ambedue le cose sono simili alla nostre, ma molto meno pesanti – e poi sparano palline da golf nello spazio siderale in direzione di Plutone a velocità enormi, sperando di non colpire nessuno – ma questo, con certezza, non lo possono mai sapere.

Alla fine ciascuno riceve in dono un sasso, un po’ di polvere bianca e una graziosa rosa lunare in ricordo dell’impresa compiuta; si fa un selfie, dove si vedono la Terra, o un altro pianeta, e la stazione orbitante, dopodiché ritorna da dove è venuto; e lei, la Luna, continua a fare le sue lente rivoluzioni e, seppur mezza pallida, non appare mai stanca di mostrare a tutti la solita faccia.

(Che ne pensate, sta diventando verosimile?)

Il libro secondo me

Jakob Iobiz

Breve mezzo decalogo su cosa penso dei libri.

  1. I libri sono una bella cosa ma occorre avere la pazienza di leggerli
  2. Anche i grandi scrittori scrivono brutti libri
  3. Tanti libri sarebbero molto più belli se fossero più brevi; tanti altri resterebbero brutti anche se fossero più brevi (o più lunghi)
  4. Nella grande letteratura ha molta più importanza il libro rispetto all’autore; nella classifica dei libri più venduti, quasi sempre, è vero il contrario
  5. Saper scrivere non è sufficiente per scrivere un bel romanzo o un bel racconto; purtroppo, ci vuole anche l’ispirazione

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Premio Strega 2021

Ho comprato Due vite di Emanuele Trevi e da domani inizierò a leggerlo. Ne ho sentito parlare molto bene e poi ha vinto il Premio Strega, anche se questo non significa molto, almeno per me. Il libro che vinse lo scorso anno…. lo posso dire…. sì? È un pessimo libro. Ormai l’ho detto. È scritto bene e da un ottimo scrittore ma non c’è ispirazione.

Otto montagne di Paolo Cognetti, invece, è un libro bellissimo, secondo me. Il colibrì, no.

Speriamo nel vincitore di quest’anno.

Buonanotte 😊