Prima di cominciare a scrivere

19 marzo 2021

(Una breve introduzione/3)

Prima di cominciare a scrivere, si dovrebbe stare del tempo senza leggere nulla, perché altrimenti viene fuori un modo di scrivere che non è il nostro, ma quello di qualcun altro, e chi ci conosce, quando legge quello che abbiamo scritto, se ne accorge subito. Ora, non è che se uno legge Proust poi scrive come lui; magari! Ma può capitare che ti accada la stessa cosa che si verifica per i dialetti, e cioè che se stai per tanto tempo in una città che non è la tua, e dove la gente parla in modo diverso da te, va a finire che anche te parli un po’ diverso da come parlavi prima, e un po’ più uguale alle persone che abitano in quella città.

Per questo motivo ho deciso che prima di iniziare a scrivere questo mio nuovo libro aspetterò qualche settimana, e in questo periodo starò senza leggere e senza scrivere niente, se non, forse, questa  breve introduzione.

Oppure potrei almeno abbozzare la prima e l’ultima pagina del libro e il resto mettercelo dopo, con calma, come sembra faccia uno scrittore famoso – ma che non è famoso per questo motivo, è famoso perché quando scrive un libro ne vende milioni di copie, e chissà come farà, dico io, a mettersi nei panni di tutte quelle persone che leggono i suoi libri, anche se, secondo me, quando sei famoso come lo è lui non importa più che tu ti metta nei panni degli altri, ma sono gli altri che si mettono volentieri nei tuoi.

Ora, forse, ho perso leggermente il filo del discorso e anche se questa è solo una bozza dell’introduzione, non vorrei che andasse a finire che invece di introdurre nel libro che voglio scrivere, introduce da qualche altra parte, che poi non so più neppure io come fare a ritornare all’inizio del libro, e uno che legge potrebbe dire, giustamente: «Sì, bella questa introduzione, ma cosa c’entra con il libro?».

(continua)

J.Iobiz

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Come fai a metterti nei panni di chi legge?

19 marzo 2021

(Una breve introduzione/2)

E io ho pensato: come fai a metterti nei panni di chi legge? Ma li avete visti quelli che vanno alle presentazioni dei libri o che frequentano le librerie o le biblioteche; non ce n’è mica uno uguale a un altro. Come si fa a scegliere? Secondo me quella che mi ha detto il mio amico scrittore – e cioè che per scrivere occorre mettersi nei panni di chi legge – è una di quelle cose che si dicono perché si devono dire, ma poi ognuno fa come gli pare.

Comunque, riguardo al mio nuovo libro, credo che quando una storia buona ce l’hai, lo disse anche un famoso regista di Livorno, sei già a metà strada, perché non puoi fare altro che renderla peggiore. Forse non disse proprio così ma qualcosa di molto simile. E, infatti, la mia paura è proprio quella di renderla più brutta, questa storia, e forse è per questo motivo che sono qui che indugio e non ancora scritto niente riguardo alla storia di cui parla il libro.

È chiaro, queste righe non faranno parte del libro, questa sarà solo la bozza della sua introduzione, ma è uguale, perché uno che sa scrivere nell’introduzione scrive qualcosa che parla del contenuto; e se è un romanzo, come quello che intendo scrivere io, parla un po’ dei personaggi, dei luoghi dove è ambientato il romanzo, del periodo storico e dei motivi che lo hanno spinto a scrivere. Non come ho fatto io fino a questo punto.

Ecco, mi sa che è meglio se il libro inizio a scriverlo domani, e magari lo faccio senza introduzione.

(continua)

(forse)