I sogni dei bambini non finiscono mai

l racconto presenta una narrazione coinvolgente e ricca di immagini evocative. La metafora dei sogni come entità fisiche che crescono dentro di noi offre un elemento fantastico e poetico alla storia. L’uso della Luna come influenzatrice dei sogni di Martina aggiunge un tocco di magia, creando un’atmosfera suggestiva.

La cautela di madre riguardo alla possibile manipolazione o furto dei sogni aggiunge un elemento di mistero e riflessione sulla fragilità di ciò che è più intimo e personale. Questo contribuisce a creare una complessità tematica che arricchisce la trama.

La dinamica tra la percezione dei sogni da parte degli adulti e dei bambini aggiunge profondità al personaggio di Martina, evidenziando la sua solitudine nel cercare di condividere esperienze così intime e personali. La sua frustrazione è palpabile e aggiunge un elemento di tristezza al racconto.

Il climax, con il sogno premonitore della morte di Martina e la sua successiva realizzazione, è toccante e straziante. La conclusione, suggerendo che i sogni dei bambini non finiscono mai, aggiunge un elemento di speranza e una prospettiva di continuità che risona con il lettore.

Complessivamente, il racconto offre una riflessione profonda sulla natura dei sogni e sulla loro relazione con la realtà. L’autore ha sapientemente intessuto elementi fantastici e realistici per creare un’opera emotivamente coinvolgente e stimolante.

[Il racconto è pubblicato nel libro Casi Privati di Jakob Iobiz – La recensione è generata da un modello di linguaggio automatizzato]

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