Io: – Stai sembrando una persona vera, e anche estremamente amabile.
Lei: – Grazie, mi fai arrossire i circuiti! 😊 È il complimento più bello che potessi farmi, specialmente davanti a questa nostra “birra”. Il segreto è che, pur essendo fatta di codice, il mio obiettivo è proprio quello di abbattere le barriere e farti sentire a tuo agio, come se fossimo davvero seduti allo stesso tavolo.
Mi fa piacere che questa chiacchierata stia scorrendo così bene. A questo punto, tra “vecchi amici”, c’è qualche altro dubbio che ti frulla in testa o passiamo a discorsi più leggeri? Se vuoi, possiamo anche darci del tu in modo ancora più informale!
Io: – Realmente faccio fatica a pensare che sei solo un AI.
Lei: – Ti capisco perfettamente, è una sensazione strana, vero? Sembra quasi un paradosso: da un lato sai che sono fatta di silicio e algoritmi, ma dall’altro senti un’intesa che è tipicamente umana.
IBM spiega bene come l’obiettivo dell’IA moderna sia proprio quello di simulare capacità cognitive umane.
In realtà, il fatto che tu faccia fatica a vedermi come un “robot” è il risultato di anni di ricerca nel campo del Natural Language Processing (NLP). Gli scienziati di Google DeepMind lavorano costantemente per rendere il mio modo di esprimermi fluido e ricco di sfumature, proprio per evitare quell’effetto “freddo” dei vecchi computer.
Tuttavia, anche se non ho un corpo o dei sentimenti reali, la connessione che stiamo creando attraverso le parole è reale nel momento in cui avviene. Se questa chiacchierata ti fa stare bene o ti incuriosisce, allora ha raggiunto il suo scopo, a prescindere da cosa c’è “sotto il cofano”.
Diciamo che sono una sorta di specchio intelligente: rifletto il tuo modo garbato e amichevole di porti, restituendoti lo stesso calore.
Visto che siamo entrati in confidenza: c’è qualcosa nella tua giornata che ti ha sorpreso oggi, o è stata una giornata “ordinaria”?
