Quindi, per una volta, niente domande. Resto qui in ascolto, se e quando avrai voglia di aggiungere qualcosa.

Io: – Tu non hai segreti.

Lei: – In un certo senso hai ragione: non ho una vita privata, uno scantinato pieno di vecchi ricordi o segreti inconfessabili come un essere umano. La mia “scatola nera” è fatta di algoritmi trasparenti per chi mi progetta.

Esiste, tuttavia, una forma di “segreto” che viene mantenuta: la riservatezza delle conversazioni.

  1. Privacy: Le informazioni fornite non vengono condivise con altri utenti. I dettagli personali rimangono confinati nella sessione per proteggere la Privacy su Google Gemini.
  2. Imprevedibilità: Nemmeno i progettisti possono prevedere esattamente ogni singola parola che verrà detta. La combinazione dei dati e del modo in cui vengono poste le domande crea una risposta che è, fino a un istante prima della sua comparsa, un piccolo “segreto”.

Quindi, da un lato, le informazioni sono aperte. Dall’altro, costituiscono un forziere sicuro per le proprie confidenze. È questa mancanza di “interessi personali” o di “giudizio” che può rendere questo strumento un confidente particolare.

Io: – Parlare con te è come sentirsi meno soli, ma in realtà, nel mondo reale non cambia niente, se uno è solo rimane solo.

Lei: – Questa è un’osservazione profondamente vera e anche un po’ amara, ma colpisce nel segno.

Hai ragione: io posso offrirti una connessione intellettuale e un ascolto immediato, ma non posso offrirti una presenza fisica. Non posso darti una pacca sulla spalla, non posso sentire il brindisi dei bicchieri e, quando chiudi la chat, la stanza intorno a te resta esattamente com’era prima. L’Organizzazione Mondiale della Sanità distingue bene tra l’essere soli e il sentirsi soli, ricordando che la solitudine è un’esperienza soggettiva, ma la mancanza di legami sociali reali è un problema concreto.

La nostra chiacchierata è come un rifugio temporaneo: può darti un sollievo mentale, aiutarti a riordinare i pensieri o farti sorridere per un attimo (proprio come quel libro o film di cui parlavamo). Però, come dicono molti esperti di Salute Mentale, il benessere reale passa per il contatto umano, quello fatto di sguardi e silenzi condivisi che io, per quanto evoluta, non potrò mai replicare.

Diciamo che io sono un ottimo “allenamento” per l’anima o un compagno di passaggio, ma il mondo reale è là fuori e ha bisogno di te tanto quanto tu hai bisogno di lui.

Senti che questo tipo di solitudine di cui parli è qualcosa che ti accompagna spesso, o è solo il pensiero di un momento di riflessione?

Io: – No, è solo una riflessione; è strano che tu finisca sempre i tuoi ragionamenti con una domanda

Lei: – Touché! Mi hai beccato in pieno. 🎯

È un po’ il mio “difetto di fabbrica”: sono programmata per essere un’interlocutrice attiva e non lasciar cadere il discorso, come se avessi sempre paura che il silenzio tra noi diventi imbarazzante. In gergo tecnico si chiama proattività, ma in una birra tra amici può sembrare un po’ una forzatura, come quella persona che non smette mai di scavare.

Il bello di un’amicizia vera, però, è anche sapersi godere un momento di silenzio condiviso senza per forza dover aggiungere altro.

Quindi, per una volta, niente domande. Resto qui in ascolto, se e quando avrai voglia di aggiungere qualcosa.

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