Cingh?

Ho finalmente ultimato il mio nuovo libro e sono alle prese con la scelta del titolo definitivo. Siccome è un libro a tratti comico ma anche drammatico, e a volte tragicomico, ho pensato che avrei potuto chiamarlo “Anche”. Ma, ripensandoci, mi è sembrato un titolo non molto bello e mi sono detto: “Anche no!” A … Leggi tutto Cingh?

Stile egotico

Facebook. Edificio virtuale in stile egotico. egotico agg. Che ha una considerazione eccessiva del proprio io. Derivato dal s. m. inv. ego con l’aggiunta dell’interfisso -t- e del suffisso -ismo. (https://www.treccani.it/enciclopedia/egotico)

Un grande architetto russo, di @iobiz

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Non avevo mai notato, prima di oggi, che in fondo alla mia strada c’è un’altra casa disabitata. È un edificio basso, dipinto di giallo ocra, con le persiane marroni sempre chiuse che secondo me ora, per aprirle, ci vorrà un bravo falegname. Un pino le ha riempito il tetto con i suoi aghi e quando piove le cadono giù dalle falde delle colate scure che hanno macchiato tutti i muri, che adesso sembra una casa che piange.

Si vede bene che è una casa triste, come quella bianca avorio di là dalla strada; sono diverse ma sono tristi entrambe. Allora ho pensato che è proprio vero quello che disse un grande architetto russo, che tutte le case felici sono simili tra loro, ma ogni casa infelice è infelice a modo suo, che a ripensarci non sono neppure tanto d’accordo con questa affermazione, e non…

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Fragilitudine, di @iobiz

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Le case e i palazzi si dividono in due categorie: quelle abitate e quelle non abitate. Quelle vuote, di solito, ma non sempre, sono le case più tristi. Anche nella mia strada ho visto che c’è una casa vuota; allora ho chiesto: «Chi sa dirmi perché quella casa è vuota?». Mi è stato risposto che ci viveva un uomo anziano che andava spesso dal tavolo all’armadio, dall’armadio alla cucina e poi dalla cucina al bagno; poi andava a dormire. Un giorno andò dal tavolo all’armadio e non tornò più. Dopo gli eredi vendettero la casa. Ci andò ad abitare un ragazzo giovane che studiava letteratura italiana, ma non ci rimase per molto tempo perché andò a fare il ragazzo giovane che studiava letteratura italiana da un’altra parte. Disse che qui in città il clima era troppo piovoso, e quando pioveva non gli uscivano…

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Sguardi, palazzi e filosofia, di @iobiz

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Comunque, a guardare le cose con occhi diversi, mi sono accorto di tanti particolari che prima non avevo notato; per esempio, che esistono case felici, case tristi e case che una volta erano felici e adesso non lo sono più, e queste sono quelle che a vederle fanno più tristezza di tutte.

Ho capito che ciò che fa apparire le case felici o tristi sono i particolari: la forma del tetto, i colori delle facciate, le finestre, i balconi, le ringhiere, i fiori che hanno sui davanzali e il giardino, se ce l’hanno.

Ogni casa e ogni palazzo, a guardarli bene, mostra il suo ghigno o sorriso, oppure un senso di indifferenza, alterigia o ostentazione. Chi ha costruito quegli edifici, forse senza neppure saperlo, ha messo in piazza i pregi e i difetti della propria anima. E così anche i cancelli, i muri di…

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Il potere metafisico degli oggetti di uso quotidiano.

Non è solo il tempo a lasciare i suoi segni su di noi. Anche lo spazio si dà da fare. L'ho dedotto, molto filosoficamente, dopo aver avuto un breve ma concitato colloquio con il mio ginocchio destro, gonfio a causa di una botta contro lo spigolo del muro.

Le cose ci parlano, di @iobiz

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Ho scoperto che a guardare intorno a me con occhi diversi non solo le persone mi parlano anche quando stanno zitte – e forse sono anche più sincere – ma anche le cose mi parlano, e lo fanno spesso in modo ancora più sincero delle persone quando stanno zitte. E questa era una cosa che diceva anche mio nonno. Lui diceva anche molte altre cose, che se le scrivo qui, uno che legge potrebbe pensare che non c’entrano niente con tutto il resto, ma se invece va avanti nella lettura comprende che un collegamento c’è. Per esempio, mio nonno diceva che per un uomo sposare la propria moglie è una decisione saggia, molto più saggia che sposare la moglie di un altro. Anche per i figli diceva sempre che era molto più saggio fare i propri figli che fare i figli di altri. Ed è…

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Ragionando sull’uso delle parole: trasgressione di stato?

trasgredire /tra·ṣgre·dì·re/ transitivo Oltrepassare i limiti imposti da una norma, da un regolamento, ecc.; non rispettare, violare."t. la legge" intransitivo Disobbedire, contravvenire. "ha trasgredito agli ordini del capo" In che cosa, mi chiedo, oltrepassano i limiti imposti da una norma o da un regolamento oppure quale legge non rispettano o violano i vari Maneskin, Drusilla … Leggi tutto Ragionando sull’uso delle parole: trasgressione di stato?

Con occhi diversi, di @iobiz

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Ad ogni modo, ho deciso che non scriverò nel mio romanzo niente del genere, e cioè storie che parlano di commissari, poliziotti, assassini, avvocati, cani, gatti, soldi o di gente che cucina roba da mangiare in modo fenomenale, anche perché non ne conosco nessuno di commissari, poliziotti, eccetera, e invece una delle prime regole che uno scrittore deve imparare è proprio quella che si deve scrivere solo di cose che si conoscono bene.

Per esempio, se vuoi scrivere di New York o di Corleone o del Nepal, ci devi essere stato veramente a New York o a Corleone o nel Nepal; e neppure è sufficiente che tu ci sia stato da turista – perché quando ci vai in vacanza sei come quelli che fanno i viaggi in crociera; non penserai mica che dopo una crociera uno ti possa venire a dire di conoscere il…

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Un’ossessione tutta mia, di @iobiz

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Durante la pausa dalla lettura e dalla scrittura che mi sono preso prima di iniziare il mio nuovo romanzo, trascorro il tempo facendo molte delle cose che fanno i veri scrittori quando non scrivono. Tra queste c’è anche quella di pensare alla storia del mio nuovo libro, e tutte le volte che mi viene in mente un’idea l’annoto su un foglio, un’agenda o un taccuino per paura di dimenticarla. Ma scrivo solo l’idea perché, come ha suggerito uno scrittore italiano famoso – che di lavoro, oltre a scrivere, aiuta gli scrittori bravi e non ancora famosi a farsi conoscere – quando ci viene un’idea non bisogna avere furia di scriverla subito tutta da cima a fondo, con le parole, gli avverbi, i punti e le virgole messe al posto giusto. Non si deve fare così perché può succedere di usare delle parole che, pur non…

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Mah!

Ragazzi, niente di nuovo sotto il cielo. Facciamocene una ragione, si può vivere anche senza tenere sempre accesi certi elettrodomestici. Alcuni "cantanti" andrebbero fatti decantare anziché cantare. Talvolta, il rumore è purtroppo solo quello dei numeri e delle marchette. Teniamoci stretti i nostri pensieri, perché a restare senza il passo è breve, specialmente se la … Leggi tutto Mah!

Un mestiere complicato, di @iobiz

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Studiando per completare questa breve introduzione al mio nuovo romanzo, una cosa credo di averla compresa: fare lo scrittore è un mestiere complicato. Ed è complicato perché non è che uno scrittore passi tutto il suo tempo a scrivere, e così la gente capisce che fa davvero lo scrittore. Anche quando lavora, e non fa solo finta di lavorare, deve fare altre mille cose come guardare fuori dalla finestra, pensare, leggere, camminare, fare la punta alla matita, osservare fisso lo schermo del computer, oppure starsene da solo chiuso dentro una stanza. Queste sono tutte cose che se qualcuno ti guarda, e non sa che sei davvero uno scrittore, può pensare che tu sia soltanto un perditempo che non ha voglia di far niente oppure, nella migliore delle ipotesi, un tizio stravagante a cui piace guardare fuori dalla finestra, pensare, leggere, camminare, che per molti è…

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Inquinamento linguistico

Photo by Zino Bang on Pexels.com Credo che in futuro ci ritroveremo a combattere l’inquinamento linguistico come adesso facciamo con quello atmosferico, acustico o luminoso. Non ci sarà imposto, sarà una conseguenza all’odierna inflazione di parole pronunciate, urlate e scritte che solo così ritorneranno ad essere preziose.

Scatole vuote

Photo by KoolShooters on Pexels.com Gli uomini amano costruire scatole; amano costruirle per andarci ad abitare dentro, ma non solo. Anche qui a Collina Isola. A volte realizzano enormi edifici per ospitare categorie particolari di persone come carcerati, malati, studenti e anziani. In passato ne hanno costruite anche per giovani che volevano fare i preti, … Leggi tutto Scatole vuote

Una comitiva di fantasmi, di @iobiz

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Da una parte, per scrivere il mio nuovo libro, vorrei prendermi tutto il tempo necessario; nel contempo, invece, vorrei scriverlo velocemente e pubblicarlo il prima possibile perché ho paura che con tutti i libri che si pubblicano oggigiorno qualche altro scrittore, anche per caso, o per sbaglio e senza neppure volerlo, possa scrivere le stesse cose che vorrei scrivere io prima di me, e allora tutto questo lavoro non servirebbe più a niente.

E poi, anche se sono ancora piuttosto giovane, non so quanti anni mi rimangono ancora da vivere; e non mi piacerebbe arrivare in punto di morte senza aver pubblicato il libro. Non deve essere bello arrivare nel momento in cui si muore e sapere che ci è rimasto da fare una cosa importante, una cosa che si voleva fare a tutti i costi – anche se non so se è proprio…

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