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L’uomo che conosce il futuro

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Le potrà apparire impossibile, caro giovane, ma io posso conoscere il futuro. Ormai ho i capelli bianchi, quei pochi che mi sono rimasti, eppure tutti i miei ricordi stanno là, nel futuro. Quando la guardo so già in anticipo cosa lei sta per fare, quali saranno i suoi movimenti. Per la verità, ho solo vaghi ricordi del futuro remoto; e questi non riguardano tutte le persone che incontro. Eh no, altrimenti sarei un indovino!  I ricordi che ho del futuro sono solo quelli del mio futuro, non del futuro in generale.

Il vero problema, le potrà sembrare strano, è che non so più nulla del passato. Praticamente non so chi sono o cosa ho fatto.

Ma, non so se glielo ho già detto, i miei ricordi del futuro sono molto nitidi solo rispetto al futuro prossimo, sono invece nebbiosissimi quando si tratta del futuro remoto. Poi, sa cosa mi accade? A un certo punto i miei ricordi s’interrompono; riesco a vedermi vecchio, ma solo fino ad un certo punto. Dopo non c’è più nulla! Certo, questo mi consola un po’, perché almeno so che non morirò accoppato o a causa di qualche incidente…  come dice? Sono già abbastanza anziano?  Può darsi…

Be’, comunque le dico che è molto antipatico sapere cosa farò tra mezz’ora o tra un’ora o un giorno e non riuscire a ricordare invece cosa ho fatto ieri o il mese scorso!

Per questo motivo mi sono messo a scrivere; scrivo tutto quello che mi accade così so che potrò rileggerlo, e anche se mi sembrerà di leggere le cose accadute nella vita di un’altra persona, so invece per certo che quegli avvenimenti sono accaduti proprio a me. Vuol sapere quando ho iniziato?

Be’, ho iniziato non appena nel mio cervello si sono fatti vivi i ricordi del futuro: mi vedevo scrivere ogni cosa e così ho iniziato a scrivere. Lei mi potrebbe chiedere, allora, se la mia vita è già tutta scritta. Forse sì, ma non saprei dirlo. Ad ogni modo tutte le nostre vite sono già scritte da qualche parte, ma visto che non le possiamo leggere che differenza fa? E poi, a dire la verità, non penso sia proprio così.

Non so se le ho già detto di non riuscire a ricordare tutto il mio futuro ma solo una parte… come dice? Glielo ho già detto?… bene, bene. Anzi male: vede anche lei qual è il mio problema, non ricordo nulla del mio passato… nulla!

Per questo motivo scrivo tutto. Però anche questo, le confesso, non mi serve a un granché. Perché? Perché non so più leggere. Sono diventato un mezzo analfabeta. Senza memoria del passato è impossibile imparare a scrivere; è impossibile imparare qualsiasi cosa! Ripeto su dei fogli di carta dei segni che vedo nel mio futuro, ma so anche che, quando arriverò a leggerli, non sarò in grado di capire cosa c’è scritto.

Allora sa cosa faccio: mi registro. Ho una videocamera, da qualche parte, e ogni tanto mi registro; dico delle cose, racconto dei fatti, parlo delle persone che ho incontrato.

Lo sa però qual è il guaio? Che non ricordo mai dove ho riposto le registrazioni e ogni volta devo ricominciare da capo, e così in realtà non ho mai niente: nulla di nulla!

Vede, è per questo che le ho chiesto oggi di prendere un caffè qui con me. Ho bisogno che lei mi aiuti; e vedo nei ricordi del mio futuro prossimo che lei lo farà, che lei mi sarà vicino. Cosa deve fare? Be’ non molto. Mi dovrà guidare, tenendomi aggiornato su ciò che mi è accaduto e conservare un po’ di informazioni sul mio conto. Vedo che lo farà, ne sono certo. Ho molte immagini di noi due insieme nel nostro futuro prossimo. Poi lei è giovane e io invece sono già vecchio. Lei potrebbe essere mio figlio, lo sa? Come dice? Lei è mio figlio?

J. Iobiz

Di J. Iobiz

Scrittore.
In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più.

7 risposte su “L’uomo che conosce il futuro”

A volte mi domando se invecchiare è diventare così da un lato lucido ma dall’altro smemorato sia un doveroso normale percorso di navigazione in una barca alla deriva… lui almeno ha la certezza (nel racconto) visiva che qualcuno lo accompagnerà in questo ultimo navigare senza bussola nel mare della vita … la verità per me è che ci è dato a volte di sapere, sperare, immaginare ma… non di ricordare. Buona giornata.

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