Oggi mi sento matematico, anzi archeomatematico!

Vogliamo parlare della solitudine del primo numero?

Avete mai pensato a cosa deve aver provato? Non si sa cos’era, e neppure lui poteva saperlo; pari o dispari, intero o frazione, razionale o irrazionale, reale o immaginario? Forse era un numero periodico, e ritornava solo una volta alla settimana oppure ogni due secoli; chi può dirlo visto che nessuno sapeva contare?

Io me lo immagino mentre guarda davanti e poi dietro di sé e non vede niente e nessuno che potesse somigliargli. Non sappiamo neppure più o meno quanto fosse grande, ma non sappiamo neppure se più o meno esistessero già, considerato la loro inutilità senza avere nessun numero da sommare o detrarre. Anche scrivere doveva essere un bel problema; le doppie, per esempio, come si faceva a contarle? Sgabbbello poteva andar bene come Fabbietto. Si fa presto a dire la solitudine dei numeri primi.

Si fa presto a dire la solitudine dei numeri primi; ma della primitudine dei numeri soli, della numerazione di primi soli e della solitudine dei primi numeri, ne vogliamo parlare?

3 pensieri su “Oggi mi sento matematico, anzi archeomatematico!

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