Disadattato

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

All’improvviso ha gettato il cappello per aria

e il vento glielo ha portato via

mentre il tempo gli portava via la vita.

Ora è fermo all’angolo della via e della vita

la fronte fugge da non sai cosa

le orecchie sventolano ai lati del viso.

La pancia spancia più del dovuto

e del voluto, senz’altro più del goduto.

Pagine e dita ingiallite, reparti e case imbiancate

vette e storie inviolate.

Qui è un triste andirivieni

dove è facile andar perduti

senza più venir trovati.

Il viso è fisso davanti alla tivù

come il quadro alla parete

e lo sguardo nel vuoto.

Come quel soprabito

disabitato appeso ad un attaccapanni di ferro

inchiodato ad una parete verticale.

Il muro scende a piombo

tra soffitto e pavimento,

croste e crepe, vicino ad un portaombrelli chiusi.

Uno specchio non pensa

ma riflette ora una immagine vuota

ora un vecchio ora un raggio di…

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