Il Re di Spagna

Ho letto che il cinque dicembre accadevano in Spagna strane cose; certo non ero di aver ben capito, ma pareva che il trono fosse vacante. Forse una donna voleva salirvi, ma tutti quanti erano contrari perché una donna, come si sa, non può mica ascendere al trono. Ah, povera Spagna senza il suo re!

Ma, finalmente, fu annunciato che la Spagna aveva di nuovo il suo re!

Veramente una grande sorpresa, confesso, lo fu anche per me, perché sapete come era andata finire, che ero io il nuovissimo re. E quando ho firmato Ferdinando dovevate vedere che silenzio. Ma che altro potevo fare se ero Fedinando Ottavo!

Nel gennaio di quell’anno stesso, che viene subito dopo febbraio, non riuscivo bene a capire che razza di stato fosse la Spagna. Mi avevano rapato a zero sebbene fosse a tutti chiaro che non volevo fare anche il monaco perché mi bastava essere re.

Poi venne l’inquisitore e mi versò acqua fredda sulla testa, e mi colpì forte con un bastone e ciò mi dette un gran dolore. Io me ne rimasi nascosto sotto una vecchia sedia, sapevo che lui mi odiava perché era amico degli inglesi. Sapete che il re ha ora sul capo non più la corona ma un bernoccolo grande e grosso, livido e rosso e mi fa molto male.

Ma non è mia madre quella che siede là vicino alla finestra? O mamma almeno tu aiutami, ti prego, non lasciarmi solo.

(Liberamente ispirato a Le memorie di un pazzo di Gogol’)

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