Il faro di Collina Isola (incipit)

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(Incipit del racconto “Il Faro di Collina Isola” che fa parte della raccolta “Di Maremma e dintorni”)

Scoprii solo al momento del mio ricovero che esisteva quel luogo molto isolato, scelto in passato da alcuni famosi studiosi del secolo scorso per realizzarvi il loro progetto. Infatti, il nuovo manicomio che essi avevano in mente di realizzare, perché di questo si trattava, sarebbe dovuto nascere in un luogo isolato che non fosse facilmente raggiungibile.

Per questo motivo avevano subito pensato a un’isola. Ma siccome tutte le isole erano già state occupate da qualcun altro prima di loro, oppure erano troppo lontane anche per scienziati avventurosi come dovevano certamente essere quei personaggi famosi, essi decisero che sarebbe andata bene anche un’isola circondata dalla terra anziché dal mare; doveva però trattarsi di un luogo situato comunque in mezzo alle onde, e se non erano onde di acqua poco importava, andavano bene anche onde…

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Come fai a metterti nei panni di chi legge?

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19 marzo 2021

(Una breve introduzione/2)

E io ho pensato: come fai a metterti nei panni di chi legge? Ma li avete visti quelli che vanno alle presentazioni dei libri o che frequentano le librerie o le biblioteche; non ce n’è mica uno uguale a un altro. Come si fa a scegliere? Secondo me quella che mi ha detto il mio amico scrittore – e cioè che per scrivere occorre mettersi nei panni di chi legge – è una di quelle cose che si dicono perché si devono dire, ma poi ognuno fa come gli pare.

Comunque, riguardo al mio nuovo libro, credo che quando una storia buona ce l’hai, lo disse anche un famoso regista di Livorno, sei già a metà strada, perché non puoi fare altro che renderla peggiore. Forse non disse proprio così ma qualcosa di molto simile. E, infatti, la mia paura è proprio quella di…

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Le réfugié (4)

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L’acqua era fredda e la corrente molto forte; resistei fino a quando le forze mi abbandonarono. Improvvisamente scomparve tutto, il freddo e la corrente. Avevo sentito dire che quando si muore non si fa in tempo ad accorgersene; ma in quegli istanti io stavo bene e non avrei saputo dire con precisione se ero vivo o se ero morto. In realtà mi sentivo più morto che vivo, almeno per come credo ci si potrà sentire da morti: un po’ come quando arrivi al termine di una corsa che ti ha portato via tutte le forze e non pensi più a nulla. Ma tutto questo non durò a lungo perché arrivò il dottore e con lui anche la luce, i dolori e tutto il resto. La prima cosa che pensai fu che era meglio se rimanevo morto ancora per un po’.

L’Istituto dove fui ospitato dopo…

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La tomba in giardino

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#52

Prima che terminasse l’estate, dopo neppure un mese da quando mia madre aveva acquistato gli animali, una delle tigri riuscì a fuggire. Venne udito il suo ruggito due volte prima di mezzanotte e poi la belva svanì nel nulla. Mia madre, in preda al panico, la mattina successiva fece riportare la tigre rimasta, la femmina, al negozio dove l’aveva acquistata. Del maschio, invece, si persero le tracce. Nonostante il fatto che la tenuta fosse completamente recintata, dopo qualche giorno tutti pensarono che l’animale fosse ormai riuscito ad oltrepassare la recinzione e fosse fuggito chissà dove.

Quella, comunque, e non solo per questo motivo, fu davvero un’estate strana. Anche di mio padre non si seppe più nulla. Ci fu chi disse che era stato rapito per ottenere un riscatto, altri che si era allontanato volontariamente per motivi misteriosi, altri ancora che fosse fuggito con una…

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Aforisma 51

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Nella vita si rincorre ciò che si brama ma, alla fine, si apprezza solo ciò che si ama.

Diego Osvaldo Ardiles

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Alla fermata dell’autobus (che non è la fermata dell’autobus)

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31 marzo 2021

#32

Sono arrivato nel luogo che mi ha indicato il bravo dottore. Mi sono seduto alla fermata dell’autobus; insieme a me c’erano un uomo con il cane, una donna con un pancione e due ragazzi giovani. Per tutta la mattina non sono passati autobus; qualcuno dice che gli autobus sono in ritardo; qualcun altro afferma che non ne passerà nessuno neppure nel pomeriggio; forse nemmeno domani. Ho deciso di rimanere.

Anche oggi, dopo un giorno che sono qui, non passa alcun autobus. Sono rimasti insieme a me ad aspettare solo la donna con il pancione e l’uomo con il cane. Poi, anche l’uomo con il cane e la donna vanno via perché dicono di avere delle commissioni urgenti da sbrigare.

Alla fermata dell’autobus rimango solo io e il pancione; l’uomo dimostra più di ottanta anni, ha le mani e la testa…

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Ovosodo, Bobo Rondelli e Igor Protti

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La famiglia di Jakob Iobiz era emigrata e si era trasferita, quando lui era ancora molto piccolo, in Italia. Jakob ha abitato per molti anni in una ridente città portuale toscana nota per le sue fortificazioni, Ovosodo, il Porto Mediceo, Bobo Rondelli, Igor Protti e il carattere aperto e gioviale dei suoi abitanti che sono sparsi in tutte le parti del mondo fino al Polo Nord, anche se lassù pare siano chiamati eschimesi.

Fino a pochi giorni prima della partenza, Jakob poteva essere definito una giovane serio, continuamente preso dallo studio e trascorreva molto del suo tempo al Circolo Sociale dei Wikipedi, un genere di ritrovo riservato a studiosi che amano la cultura veloce, anche se talvolta approssimativa, [dal termine hawaiano wiki (veloce), con l’aggiunta del suffisso – pedia (dal greco antico παιδεία, paideia, formazione]. 

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Le avventure del piccolo Jimmy Weblander

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– Nonna, ti piace l’immagine del mio nuovo profilo su facebook ?

– Bello, ma mi sembra che tu assomigli a un cane

– Nonna, è un cane.

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Contemplazione

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Una lenta collina

sassosa e lontana,

un colle azzurro

di erba lieve,

un albero diafano

alto e puro,

si muovono intorno

al respiro del cielo.

Una divina carezza

rivolta dal cielo infinito

ad un volto struggente

di un’anima azzurra.

Nell’alto del petto

un sommesso profumo

di un fragile sogno

sereno respira

nel cuore profondo.

Diego Osvaldo Ardiles

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Ci riconosciamo

dalle differenze

e nell’indifferenza

invece

tutto muore.

Diego O. Ardiles

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Autunno

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Si sente che siamo in autunno

dal profumo dei funghi,

che siamo vivi dal sudore e dal respiro,

che siamo uomini dalla morte che ha da venire.

Creature solo dall’amore.

Diego Osvaldo Ardiles

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Aforisma sul dubbio

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C’è chi si è fatto una certa idea del mondo e chi di certo invece ha solo un mondo di idee; e poi ci sono persone che invece di certo non hanno proprio nulla e sono piene di dubbi; e, a volte, sono proprio quelle che hanno le idee più chiare di tutti.

J. Iobiz

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Un nuovo giorno

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Lei guarda vetrine e negozi,

lui osserva le ragazze

che guardano le vetrine.

Poi, insieme, se ne vanno,

a guardarne altre.

Un altoparlante vomita spot,

un ubriaco il suo ultimo pasto

e l’alcool le solite ingiurie.

Alla sera succede la notte,

con le sue luci gialle

che impallidiranno all’alba.

Poi arriva il mattino

e presto farà ancora buio,

prima di un nuovo giorno

identico a questo.

Diego Osvaldo Ardiles

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Gli uomini non conoscono mai il vero nome dei cani

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#42

I giorni, le settimane e i mesi sono passati velocemente. L’estate è scivolata presto nell’autunno e più tardi si è addormentata sotto una soffice coperta di neve: è la neve che è caduta due giorni dopo Natale. Il giorno di Natale lo abbiamo trascorso tutti insieme e Adele mi ha regalato alcune sue poesie; mi è parso di vedere per la prima volta nel suo sguardo una nuova luce, quella stessa piccola luce che è aumentata nei giorni successivi. Nella notte tra il ventisei e il ventisette dicembre è arrivata anche la neve.

Al mattino, quando ci siamo alzati, il vento era debole e se ne stava quieto tra gli alberi; gli alberi se ne stavano fermi in mezzo al bosco e presso i bordi dei campi, ciascuno al proprio posto. Il posto era bellissimo. Il cielo era pulito, la neve era pulita…

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Sublime profondità

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La luce è un ritmico contrasto

che genera il divenire.

Il respiro dell’universo,

e perfino il suo stesso russare,

è conoscibile solo da pochi;

è un miracolo che risplende

per noi minuscoli miracolati,

questo fiocco di stelle confuse

e anonime – ma tutto è anonimo

se è senza nome, e chi,

se non l’uomo,

può donare un nome all’universo?

Il dono di un senso compatto

alla singola moltitudine assolve

il vuoto dell’indeterminatezza.

L’epifania dell’indefinito sovrannaturale

incontra l’esperienza

nella mistica religiosità,

e i poeti conservano nel cuore

la memoria di questa sublime

profondità.

Diego Osvaldo Ardiles

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