Il nonno con gli occhiali da sole (fine)

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Chi invece aveva avuto buoni risultati a scuola era stato Ferdinando, uno dei due figli dei signori che abitavano l’altra casa sulla collina, quelli senza il cane. Aveva studiato molto, era diventato un bravo avvocato e scriveva libri che parlavano di banche e di soldi; li scriveva così bene che era diventato presidente di una banca. Abitava in una bella villa con un grande tetto pieno di abbaini e tutt’intorno c’era un parco di pini, cipressi, abeti e lecci. Adesso aveva anche un cane che non si vedeva dalla strada ma si sentiva abbaiare dietro un grosso cancello marrone scuro.

I nonni, invece, abitavano in un altro quartiere, dove avevano iniziato a costruire nuove strade e case dopo la fine della guerra. Il loro appartamento era al piano terreno di una casa un po’ vecchiotta. Quando erano arrivati, dietro la loro casa c’era solo la campagna ma in quel periodo al posto della campagna costruirono una gran quantità di palazzi a cinque o sei piani e la campagna si allontanò per sempre dalla loro vita.

Un fratello del nonno, Luigi, che nel frattempo era diventato don Luigi, diceva che in città si stava meglio, perché c’erano molte più cose e, più che tutto, molte più persone e questo era quello che a lui interessava di più. Don Luigi diceva anche che, secondo lui, era più bello il lavoro che faceva il nonno rispetto a quello che faceva Ferdinando, il figlio dei signori che stavano nell’altra casa sulla collina, e cioè il presidente della banca; molto meglio stare vicino ai ragazzi che a dei mucchi di soldi. Lui diventò quasi vescovo, ed essere vescovo, secondo il nonno,  è molto più importante che essere presidente di una banca, perché il presidente lo fai fino a quando non arriva un altro presidente mentre vescovo resti per tutta la vita, anche se poi da vecchio diventi emerito.

Infatti, quando arrivò il nuovo presidente della banca, Ferdinando se ne dovette andare e non fu molto contento. Questo avvenne quando la sua banca iniziò a costruire un grosso complesso di edifici i cui lavori però stentavano a progredire perché, almeno così dicevano, il terreno che era stato scelto aveva un sacco di difetti. Di pari passo, invece, andavano spediti i lavori di certe ville vicino al mare di proprietà di varie persone più o meno amiche o parenti di Ferdinando. Può darsi che là il terreno fosse migliore, ma questa faccenda non piacque ai controllori della banca perché secondo loro il vero problema non era il terreno. Di questi fatti si interessarono i carabinieri, i giudici, eccetera, eccetera e Ferdinando ritornò a fare l’avvocato e si specializzò nel difendere i presidenti e delle banche dalle accuse ingiuste, trovando anche un sacco di clienti.

Alla fine, io e il nonno, non ci siamo neppure avvicinati al nuovo albergo; ci sembravano tutti stranieri e ci siamo sentiti un po’ a disagio. Ad un certo punto ci è venuto incontro un cane: era bello, aveva il pelo lungo e chiaro, quasi bianco, ma aveva l’aria un po’ stupida. Non abbaiava neppure; ci ha girato un po’ intorno e poi è andato via.

Noi siamo ritornati a casa con l’autobus, scendendo dalle colline alla pianura come l’acqua quando piove di continuo in quelle giornate lunghe d’inverno che durano settimane. Ma il nonno non aveva più molta voglia di parlare. Ha fatto tutto il viaggio con gli occhiali da sole, anche se il sole era già tramontato da un pezzo.

J. Iobiz

6 pensieri su “Il nonno con gli occhiali da sole (fine)

  1. Purtroppo non si può fermare il tempo e il cambiamento… a volte bisognerebbe solo trovare il coraggio per non tornare nei luoghi del passato … e tenerli vivi in noi con i ricordi. ma la curiosità il bisogno di sapere vince sempre sulla paura della scoperta. Il più delle volte la delusione poi è grande. Occhiali scuri, un modo per non vedere quello che ci circonda attorno per non trasmettere il nostro dispiacere per le aspettative mancate. Le persone anziane non sono più fragili, sono semplicemente molto più sensibili di quello che erano un tempo e questo credo che faccia parte di un percorso di vita che ci accomuna tutti. Avere accanto il nipote nel viaggio del ritorno è di grande conforto in ogni caso, solo che il nonno ha bisogno di stare con se stesso anche se in mezzo a un sacco di gente.

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