Piccola storia di un vecchio seduto su una panchina (2)

Jakob Iobiz

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Ma il vento non parla; forse saprebbe farlo ed è solo che non gli va di parlare. Magari perché è un vento notturno e taciturno, introverso che soffia in direzione contraria. O chissà, forse è stanco perché è stato indaffarato nei giorni precedenti a trascinare grossi cumuli di nembi e a pulire le rotte lasciate dagli aerei e ogni angolo di cielo dopo le folate delle correnti; per questo avrà preferito rimanere lassù in alto, dove l’aria è più fine e il cammino più sgombro.

Sarà per caso un vento vanitoso, di quelli che si danno aria di sapere e invece non scoprono niente, anzi ricoprono tutto di nubi e di sabbia e mulinelli di foglie morte e carta straccia, bianca e sporca?

Adesso, seguendo il vento dei suoi ricordi, il vecchio si ritrova tra le dolci colline e i laghi della campagna dove è…

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