Ho deciso che smetterò di scrivere!

E la colpa è del mio lettore ideale. Anzi della mia lettrice ideale; improvvisamente è scomparsa!

Quella che stava seduta di fronte a me mentre scrivevo, che mi seguiva nelle mie elucubrazioni e digressioni senza mai perdere il filo del discorso e della storia; quella che mi accompagnava e con la sua presenza era in grado di suggerirmi i sentieri da percorrere; il suo taciturno lavoro è stato per me indispensabile (Talvolta ho dubitato che non fosse lei ad essere la mia lettrice ideale ma piuttosto io il suo scrittore ideale. In una cosa certamente eravamo uguali: ambedue ideali, l’uno per l’altra. Forse troppo ideali).

Ad ogni modo, se mai esisterà ancora un mio lettore ideale vorrei che fosse come era lei, una lettrice che adora leggere molti libri ed è alla continua ricerca di qualcosa di nuovo e originale; una ragazza che ama tutti i generi letterari ma preferisce la letteratura non di genere; che in libreria si perde tra saggistica e narrativa seguendo traiettorie immaginarie che solo lei è in grado di vedere.

Ma adesso basta con le chiacchiere inutili.

Dovunque sia finita, deve sapere che ho preso una decisione importante: crede di essere stata lei ad abbandonare me? Niente affatto, sono io che ho deciso di cancellarla! Ucciderò la mia lettrice ideale; non so ancora esattamente come ma sento che è arrivato il momento di farla finita. Non ci sarà spargimento di sangue, non è necessario nel mondo ideale ci si uccide in modo incruento.

Comunque ho deciso che lei non mi serve più, non ne ho più bisogno; anzi la sua presenza potrebbe solo inquietarmi: ma cosa vuole da me? Non faceva altro che dirmi: «Sono qui!», e poi: «Erano giorni che non ti vedevo più!» oppure «Lo sai che non puoi scrivere niente senza che ci sia io ad ascoltarti».

Adesso c’è una novità: non voglio più scrivere nulla; mi arrendo. Non ne ho più voglia,  non so più cosa scrivere e credo sia meglio così.  Mi dispiace per lei ma sono convinto che troverà presto un altro autore ideale con cui consolarsi. È giovane, ama leggere e ha tanti interessi, sono sicuro che non sarà difficile. Il mondo è pieno di persone che scrivono e pubblicano libri di qualsiasi genere; il mondo è pieno di autori che hanno estremo bisogno che ci sia qualcuno ad ascoltare quello che scrivono. Il mondo è pieno di tutto.

Se lo desidera le potrò dare qualche nome e indirizzo. E così potrà rinascere non appena sarà morta dalle sue stesse ceneri e ricominciare a fare quello che ha sempre fatto.

Anche se devo dire che un po’ mi dispiace. Mi dispiace perché mi ci ero affezionato e so che mi mancherà; e mi dispiace perché c’era una ultima storia che volevo raccontare. Mi sembra una storia carina. Ormai che siamo qui la racconto.  

È quella di un Dio che si arrabbia con gli uomini per tutte i casini che combinano senza mai prestare ascolto alle sue parole e ai suoi ammonimenti e perciò decide di punirli; stanco delle cavallette e di altre piaghe simili, cerca di inventarsi qualcosa di nuovo. Pensa e ripensa, decide di far piovere sulla terra la confusione tra destra e sinistra. Essendo tuttavia un Dio misericordioso decide di lasciare almeno un termine sostitutivo per indicare destra e sinistra e opta per di qua e di là. In tutto il mondo, improvvisamente, spariscono dai vocabolari, dai manuali d’istruzione e dal cervello delle persone queste due semplici parole: destra e sinistra. Ne segue un caos tremendo. Il traffico stradale va immediatamente in tilt; anche i voli aerei sono sospesi così come si arrestano le rotte di navigazione. Ma ci sono conseguenze enormi anche negli ospedali; regna la confusione nei Pronto Soccorso, nei reparti di ortopedia, negli studi dentistici, ma anche nelle case di abitazione, nelle scuole, nei campi di calcio, di rugby, di basket e di altri sport. In una parola tutto il mondo piomba nella confusione.

Trattandosi di un Dio veramente buono, quando vede tutto questo, anche se ha dalla sua parte tutte le ragioni del mondo, si pente della punizione che ha comminato agli uomini e la elimina. Tutto ritorna come prima. È stato come un piccolo mancamento ma il mondo si riprende immediatamente; riparte il traffico stradale, riprendono i voli aerei e quelli marittimi, le partite momentaneamente sospese nei campi da gioco e tutto sembra tornato normale.

Ma non proprio tutto torna come prima perché, forse involontariamente, un po’ di confusione rimane; un po’ come la polvere che si annida nei luoghi più chiusi e nascosti ed è renitente anche alle pulizie più meticolose.

Sì, perché è solo in questo modo, immaginando questo improvviso e momentaneo mancamento, che riesco a spiegarmi cosa possa essere accaduto nella mente dei politici che non sanno più distinguere la destra dalla sinistra e se ne vanno tranquillamente di qua e di là  senza mostrare nessuna vergogna.

Ecco fatto.

Con queste righe credo di aver ucciso per sempre la mia lettrice ideale. Lei non si sarebbe mai aspettata da me una cosa simile. Forse, fino a un certo punto, mi ha anche seguito ma poi deve essere caduta esangue.

Le auguro buona fortuna e di trovare presto un nuovo scrittore ideale che la faccia sognare viaggiando sulle ali della fantasia come ho cercato di fare io in questi anni senza infangarle con la tristezza delle cronache quotidiane

(Ovviamente è solo un racconto, non ho per nulla intenzione di smettere di scrivere).

J. Iobiz

12 pensieri su “Ho deciso che smetterò di scrivere!

  1. Della serie … “Fahrenheit 451 mi fa un baffo… “ quelli bruciavano libri … tu lettrici, anzi una in particolare … quella del “sale dello scrittore” e adesso ? Se la mela avvelenata è stata morsa… bisognerà cambiar modo di scrivere per risvegliarla … iniziamo a buttar giù una bozza di “favola” … eh?
    Magari che comprenda una verità morale, in modo semplice, magari fornirà a chi la scrive un insegnamento, dopo una serie di fatti narrati,… magari proprio quelli che han fatto fuori (per adesso) la lettrice ideale …. 🙂

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  2. Il di qua e di là ha sempre una direzione …. Se pensi che una buona parte di noi non riconosce la destra dalla sinistra magari il di qua e di lá … sono come un’opzione di scelta volontaria e non imposta. anche se ho notato che il Dio buono ancora una volta l’idea l’ha voluta cambiare… forse ti ha dato poca fiducia in questo racconto doveva insistere…😊 risorse di noi umani sono infinite e ppoi è dal “caos” che si mettono a posto le cose davvero.

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  3. Anche se non ti conosco ancora, per il momento, mi si sono incollate le lenti degli occhiali al tuo post, dunque non soltanto ho ben compreso la perdizione delle traiettorie politiche, ma anche quella di un Dio che accoglie parole ormai rinsecchite. La tua lettrice sta in te, e mai credo potrà abbandonarti se non per dar vita ad altre riflessioni, è intimità espressiva, il senso poetico dell’atto insito in chi ama scrivere. Io sto pausando dalla mia scrittura, vuoi per cottume estivo, vuoi perché ho necessità di riconnettermi con la mia di intimità che ultimamente è stata messa a durissima prova. Ringrazio la Cate per avermi suggerito il tuo blog….

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