Lettera di commiato di uno scrittore esausto (non sono io!)

È un po’ lunga, ma non ha avuto il tempo di scriverla più corta (cit.).

1.

È scomparso il mio lettore ideale.

Quello che stava seduto di fronte a me

mentre scrivevo, quello che mi seguiva

nelle mie elucubrazioni e digressioni

senza mai perdere il filo del discorso e della storia.

Quello che mi accompagnava

e con la sola sua presenza

era in grado di suggerirmi i sentieri

che dovevo percorrere.

Il suo taciturno lavoro è per me indispensabile.

Talvolta, dubito che sia stato lui

a essere il mio lettore ideale,

e piuttosto io il suo scrittore ideale.

In una cosa certamente siamo uguali:

siamo ideali ambedue, l’uno per l’altro.

Forse troppo ideali

nel senso che nella realtà non abbiamo riscontro.

2.

Adesso, non sono più neppure sicuro

che sia mai esistito!

Però, se mai fosse stato veramente

me lo immagino… come un…

no, piuttosto non un ma come una lettrice,

una che ama leggere molti libri

ed è alla continua ricerca

di qualcosa di nuovo e originale;

una ragazza che non ama i generi letterari

ma preferisce la letteratura non di genere;

che in libreria si perde tra saggistica e narrativa

seguendo traiettorie immaginarie

che solo lei è in grado di vedere.

3.

Ma adesso basta con le chiacchiere inutili.

Devo comunicarle una decisione importante:

ho deciso di ucciderla.

Non ci sarà spargimento di sangue,

non è necessario, nel mondo ideale

ci si uccide in modo incruento.

Non scriverò più

E quindi lei non mi serve più;

Anzi la sua presenza mi inquieta,

ma cosa vuole da me?

Non fa altro che dirmi: «Sono qui!»,

e poi: «Mi hai fatto paura.

Erano giorni che non scrivevi più!»,

oppure «Lo sai che non puoi scrivere

niente senza che ci sia io ad ascoltarti».

Lo so, so bene.

Ma c’è una novità: non voglio più scrivere nulla!

Non ne ho più voglia,

non so più cosa scrivere e credo sia meglio così.

Mi dispiace per lei,

ma sono convinto che troverà presto

un altro autore ideale con cui consolarsi.

È giovane, ama leggere e ha tanti interessi,

sono sicuro che non le sarà difficile.

Il mondo è pieno di persone

che scrivono e pubblicano libri di qualsiasi genere;

il mondo è pieno di autori

che hanno estremo bisogno di essere ascoltati,

il mondo è pieno di tutto.

Se lo desidera, le potrò dare qualche nome e indirizzo.

E così potrà rinascere non appena sarà morta

dalle sue stesse ceneri

e ricominciare a fare quello che ha sempre fatto.

Anche se devo dire che un po’ mi dispiace,

e so che non potrebbe essere diversamente.

Mi dispiace per lei, perché mi ci ero affezionato

e so che mi mancherà; e mi dispiace per me,

perché c’era una ultima storia che vorrei raccontarle.

4.

È la storia di un Dio

che si arrabbia con gli uomini

per tutte i casini che combinano

senza mai prestare ascolto alle sue parole

e perciò decide di punirli.

Stanco delle cavallette e di altre piaghe simili,

cerca di inventarsi qualcosa di nuovo.

Decide di far piovere sulla terra

la confusione tra destra e sinistra.

In tutto il mondo, improvvisamente,

spariscono dai vocabolari, dai manuali d’istruzione

e dal cervello delle persone

queste due semplici parole: destra e sinistra.

Ne segue un caos tremendo.

Il traffico stradale va immediatamente in tilt;

anche tutti i voli aerei sono sospesi,

così come i traffici marittimi.

Ci sono conseguenze enormi anche negli ospedali;

regna la confusione nei Pronto Soccorso,

nei reparti di ortopedia, negli studi dentistici,

ma anche nelle abitazioni,

nelle scuole, nei campi di calcio, di rugby,

di basket e di altri sport.

In una parola, tutto il mondo piomba nella confusione.

Essendo un Dio veramente buono,

quando vede tutto questo,

anche se ha tutte le ragioni del mondo,

si pente della punizione che ha comminato e la elimina.

Tutto ritorna come prima.

È stato come un piccolo mancamento

ma il mondo si riprende immediatamente.

Riparte il traffico stradale,

riprendono i voli aerei e quelli marittimi e

le partite momentaneamente sospese nei campi da gioco.

Tutto sembra tornato normale.

Ma non proprio tutto è tornato come prima

perché, forse involontariamente,

un po’ di confusione è rimasta qua e là;

come la polvere

che si annida nei luoghi più chiusi e nascosti

ed è renitente anche alle pulizie più meticolose.

Sì, perché solo in questo modo,

immaginando questo improvviso

e momentaneo mancamento,

riesco a spiegarmi cosa possa essere accaduto

nella mente dei politici

che non sanno più distinguere

la destra dalla sinistra

e se ne vanno tranquillamente

di qua e di là senza mostrare vergogna.

5.

Ecco fatto.

Con queste righe

credo di aver ucciso per sempre

la mia lettrice ideale.

Lei non si sarebbe

mai aspettata da me una cosa simile.

Forse, fino a un certo punto

mi ha anche seguito

ma poi deve essere caduta esangue.

Le auguro buona fortuna

e di trovare presto un nuovo scrittore ideale

che la faccia sognare

viaggiando sulle ali della fantasia

come ho cercato di fare

in questo periodo,

senza infrangere i suoi sogni

con la tristezza delle cronache quotidiane.

Addio.

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