Il contrabbasso

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27 marzo 2021

#23

Ricordo che alla televisione, quando ero piccolo, non avevano ancora inventato il sistema stereofonico e il contrabbasso lo vedevi e basta, ma non lo sentivi. Ora invece, che la televisione è diventata quasi sempre stereofonica, il contrabbasso lo vedi e lo senti e capisci anche a cosa serve, mentre prima te lo immaginavi solamente, e nemmeno sempre; e invece… quanto è importante!

Il contrabbasso nella musica è come il chiaroscuro nei quadri.

Sì, la melodia è come il disegno, l’armonia ha la funzione del colore in un dipinto, ma è il contrabbasso che dà il senso della profondità. Quelli che suonano il contrabbasso, bisogna farglielo sapere che tengono tra le mani la profondità della musica, e che se smettono di suonare ritorna tutto piatto.

Secondo me, anche dentro la Terra ci sono i contrabbassi che suonano, che se smettono di suonare la…

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SCRIVERE FA BENE

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18 marzo 2021

(Una breve introduzione/1)

Quando sono arrabbiato vedo tutto nero e, anche se il nero è un bel colore, va a finire che non vedo più nulla. Figuriamoci se è il caso, addirittura, di cominciare proprio ora a lavorare al mio nuovo libro come invece vorrei fare io.

Che invece, se non sei arrabbiato, per scrivere un libro non ti serve quasi nulla: basta un computer, una storia che non sia ancora stata scritta, o almeno che non sia stata scritta nel modo in cui la vuoi raccontare tu, e la voglia di raccontare. Qui per me, però, nasce già un problema: perché io il computer e la storia ce li ho, ma è la voglia di raccontare che a volte ce l’ho e a altre volte no. Mi piacerebbe poter dire solamente due o tre cose e che si capisse subito tutto quello che voglio dire; e…

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Il giorno dopo sarai allegro come il giorno prima?

In questo post, invece, il riferimento è al grandissimo Hemingway

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20 marzo 2021

(Una breve introduzione/5)

Stavo dicendo: basta che il giorno dopo tu sia allegro e contento almeno come il giorno prima, altrimenti, dopo aver gettato via diciotto delle venti pagine che hai scritto, vai a cercare anche quelle che hai scritto nei giorni precedenti per buttarne via altre quaranta o sessanta o… tutte quante!

A questo proposito, e cioè riguardo a sbalzi di umore, nervosismo, pessimismo, eccetera, ho letto che uno scrittore americano, famoso famoso, sosteneva che va bene scrivere quando si è ubriachi, ma poi, una volta sobri, occorre correggere quello che si è scritto; e pare che lui seguisse proprio questo metodo, e con ottimi risultati, visto che ha scritto pagine indimenticabili.

Ma io penso che allora, se lui doveva mettersi a bere, vuol dire che, anche se era famoso famoso, scrivere non gli bastava per farsi passare il nervoso.

Io, invece, bevo solo qualche birra…

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Una buona abitudine

Lo scrittore famoso che pare avesse questa abitudine è Carlo Cassola

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20 marzo 2021

(Una breve introduzione/4)

Mi hanno sempre detto che quando si scrive bisogna essere sintetici, ma a me, quando non sono arrabbiato, e addirittura sono quasi allegro come adesso, non mi viene di essere sintetico. Anzi, mi verrebbe da scrivere tutto quello che mi passa per la testa, e con quella roba lì ci potrei anche scrivere un libro intero, se continuassi a essere allegro per un tempo sufficiente a scriverlo dall’inizio alla fine.

Che poi, scrivere tante pagine tutti i giorni non è per niente una brutta abitudine, anzi. So che un scrittore famoso scriveva tutte le mattine venti pagine e il giorno dopo ne buttava via diciotto. Va bene, dico io, basta che il giorno dopo tu sia allegro e contento almeno come il giorno prima, altrimenti, dopo averne buttate via diciotto, vai a cercare anche quelle che hai scritto i giorni precedenti per buttarne via…

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Fragilitudine

Dall’introduzione del mio romanzo “La vita è solo una malattia mortale sessualmente trasmissibile? – Ed altri dubbi metafisici da annegare nell’amicizia e nel vino rosso”

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26 marzo 2021

#18

Le case e i palazzi si dividono in due categorie: quelle abitate e quelle non abitate. Quelle vuote, di solito, ma non sempre, sono le case più tristi. Anche nella mia strada ho visto che c’è una casa vuota; allora ho chiesto: «Chi sa dirmi perché quella casa è vuota?». Mi è stato risposto che fino a qualche anno fa era abitata.

Ci viveva un uomo anziano che andava spesso dal tavolo all’armadio, dall’armadio alla cucina e poi dalla cucina al bagno; poi andava a dormire. Un giorno andò dal tavolo all’armadio e non tornò più.

Dopo gli eredi vendettero la casa. Ci andò ad abitare un ragazzo giovane che studiava letteratura italiana, ma non ci rimase per molto tempo perché andò a fare il ragazzo giovane che studiava letteratura italiana da un’altra parte. Disse che qui in città il…

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Un faticoso tentativo

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21 marzo 2021

(Una breve introduzione/6)

Proseguendo nel mio faticoso tentativo di redigere una breve introduzione per il nuovo romanzo che tra qualche giorno inizierò a scrivere, mi è venuta in mente questa riflessione.

Ci sono scrittori famosi che, a volte, ci mettono solo le idee, e a scrivere per davvero i loro romanzi sono altre persone meno famose, o magari note solo a chi sa che sono quest’ultime a scrivere i libri per gli scrittori famosi; ma questa è una cosa che di solito sanno in pochi, se non in pochissimi.

E poi, gli scrittori famosi hanno spesso degli editor che gli dicono se quello che hanno scritto va bene oppure no; e cosa devono correggere o aggiungere. Così è tutto più facile.

Figurarsi che c’è stato uno scrittore che è diventato famoso perché scriveva racconti brevi e sintetici, e poi hanno scoperto che i racconti lui li scriveva…

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Colori

Questo è uno dei primi post che ho pubblicato sul mio blog. Fa parte dell’introduzione al romanzo “La vita è solo una malattia sessualmente trasmissibile? – Ed altri dubbi metafisici da annegare nell’amicizia e nel vino rosso”

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22 marzo 2021

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(Una breve introduzione/9)

Che poi, ripensandoci, all’inizio di questa introduzione, ho detto che il nero è un bel colore; e questa cosa proprio non so da dove mi sia venuta fuori, perché, in realtà, per me, il nero non è per niente un bel colore.

E non è che ho cambiato idea mentre scrivevo queste pagine – perché qualcuno potrebbe anche pensare, giustamente, che quando si scrivono delle introduzioni troppo lunghe possa accadere di cambiare idea strada facendo; io, per esempio, conosco un tizio che scriveva libri di seicento pagine, e anche di più, e quando iniziava a scrivere partiva sempre con un’idea e finiva tutte le volte con un’idea opposta; e il libro non glielo pubblicava nessuno. Per forza, dico io.

Sia come sia, secondo me, dei bei colori sono il verde e il blu, tanto è vero che quando…

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Suspense…

Il famoso scrittore di Indianapolis è, ovviamente, Kurt Vonnegut, e questo è uno dei suoi “otto consigli di scrittura”

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23 marzo 2021

(Una breve introduzione/10)

Mentre ero alla ricerca di un buon testo che spiegasse come si deve scrivere una introduzione per un romanzo – che non ho trovato – mi sono imbattuto nelle parole di un famoso scrittore di Indianapolis; questi dava dei consigli preziosi su come scrivere racconti destinati al successo; uno di questi suggerimenti – me lo ricordo bene perché da solo non ci sarei mai arrivato – era quello di scrivere fin dall’inizio cosa accadrà al protagonista dentro a quel racconto, tanto più se si tratterà di qualcosa di brutto o di tremendo.

“Fregatevene della suspense” diceva lui.

Ecco a cosa servono i consigli degli scrittori famosi, anche se poi, se non hai niente da dire, non te ne fai nulla; non ti servono a niente neppure i consigli degli scrittori famosi.

J. Iobiz

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Daniil Charms

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«C’era un uomo con i capelli rossi, che non aveva né occhi né orecchie. Non aveva neppure i capelli, per cui dicevano che aveva i capelli rossi tanto per dire. Non poteva parlare, perché non aveva la bocca. Non aveva neanche il naso. Non aveva addirittura né braccia né gambe. Non aveva neanche la pancia, non aveva la schiena, non aveva la spina dorsale, non aveva le interiora. Non aveva niente! Per cui non si capisce di chi si stia parlando. Meglio allora non parlarne più.»

(Daniil Charms, Quaderno Azzurro, n. 10, 1937)

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Albe morbide

Nella notte galleggiano le stelle sulle onde, mollemente galleggiano gli amanti e i diamanti e ogni cosa brilla di luce riflessa. Tu riposa la tua testa stanca sul cuscino e tendi l’orecchio ad ascoltare il buio muto della notte, con gli occhi chiusi per non vedere il silenzio che ti circonda. Albe morbide e piogge … Leggi tutto Albe morbide

Aforisma 67

Sarà più facile capire cosa è veramente il tempoquando finalmente lo potremo vedere fermo.Diego Osvaldo Ardiles

Aforisma 65

Quando il cielo è chiuso e carico di nuvole nere, l’aria diventa irrespirabile; allora, è la terra stessa che invoca il sopraggiungere del temporale, e la massa non può fare altro che rimanere vittima delle intemperie. Diego Osvaldo Ardiles

Aforisma 64

Rassegnarsi vuol dire anche fare cose inutili sapendo che sono inutiliDiego Osvaldo Ardiles

Aforisma 63

I pesci stanno dentro al mare come la realtà dentro a Internet.Diego Osvaldo Ardiles