Oggi mi sento matematico, anzi archeomatematico!

Vogliamo parlare della solitudine del primo numero? Avete mai pensato a cosa deve aver provato? Non si sa cos'era, e neppure lui poteva saperlo; pari o dispari, intero o frazione, razionale o irrazionale, reale o immaginario? Forse era un numero periodico, e ritornava solo una volta alla settimana oppure ogni due secoli; chi può dirlo … Leggi tutto Oggi mi sento matematico, anzi archeomatematico!

Se diventerò famoso, di @iobiz

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Se diventerò famoso anch’io, magari non famosissimo ma faccio anche solo un po’ di successo, di sicuro ci sarà un giornalista che mi domanderà quali sono i libri che hanno influenzato il mio modo di scrivere. Allora gli dovrò spiegare – o le dovrò spiegare, se sarà una giornalista donna, come è molto probabile, anzi quasi sicuro –, che proprio per non essere influenzato da altri libri, prima di mettermi a scrivere il mio romanzo sono stato un bel po’ di tempo senza leggere niente, e quel periodo l’ho utilizzato solo per scrivere questa introduzione; e lei, chissà, mi dirà: «Un po’ lunga come introduzione». E io le risponderò: «Sì, un po’».

Mi sto accorgendo che questa cosa della lunghezza sta davvero prendendomi la mano e va a finire che mi ci fisso, e per un autore non c’è cosa peggiore di fissarsi con…

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Cercasi lettori beta readers

Ciao a tutti, avrei nuovamente bisogno di qualche volontario che ha voglia di leggere in anteprima mondiale un mio nuovo lavoro e dirmi cosa ne pensa, suggerirmi qualche correzione oppure spingermi a gettare tutto nel cestino (speriamo di no!). Il genere è tra l'umorismo e il surreale. Si tratta di un testo molto corto, meno … Leggi tutto Cercasi lettori beta readers

Un faticoso tentativo, di @iobiz

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Proseguendo nel faticoso tentativo di redigere una breve introduzione per il nuovo romanzo, che tra qualche giorno sicuramente inizierò a scrivere, mi è venuta in mente questa riflessione.

Ci sono scrittori famosi che, a volte, ci mettono solo le idee e a scrivere per davvero i loro romanzi sono altre persone meno famose, o magari note solo a chi sa che sono quest’ultime a scrivere i libri per gli scrittori famosi; ma questa è una cosa che di solito sanno in pochi, se non in pochissimi.

E poi, gli scrittori famosi hanno spesso degli editor che giudicano se quello che hanno scritto va bene oppure no; e cosa devono correggere o aggiungere o eliminare. Così è tutto più facile.

Figurarsi che c’è stato uno scrittore che è diventato famoso perché scriveva racconti brevi e sintetici e invece hanno scoperto che i racconti lui li…

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Il giorno dopo, di @iobiz

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(Photo by Kurt Hutton/Picture Post/Hulton Archive/Getty Images)

Stavo dicendo: basta che il giorno dopo tu sia allegro e contento almeno come il giorno prima, altrimenti, dopo aver gettato via diciotto delle venti pagine che hai scritto, vai a cercare anche quelle che hai scritto nei giorni precedenti per buttarne via altre quaranta o sessanta o… tutte quante!

A questo proposito, e cioè riguardo a sbalzi di umore, nervosismo, pessimismo, eccetera, ho letto che un famoso scrittore americano sosteneva che va bene scrivere quando si è ubriachi, ma poi, una volta sobri, occorre correggere quello che si è scritto. E pare che lui seguisse proprio questo metodo, e con ottimi risultati, visto che ha scritto pagine indimenticabili.

Ma io penso che allora, se lui doveva mettersi a bere, vuol dire che, anche se era molto famoso, scrivere non gli bastava per farsi passare il nervoso.

Io, invece, bevo solo qualche birra…

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Shazam – La tecnologia ci fa compagnia

Sono in auto e alla radio ascolto una canzone che mi piace ma non conosco. Prendo il cellulare e metto in funzione Shazam. Poi ripongo il telefono senza guardare il display perché sto guidando. Arrivo a casa e vado in bagno. Porto con me il cellulare perché sono curioso di conoscere il nome della canzone … Leggi tutto Shazam – La tecnologia ci fa compagnia

Come fai a metterti nei panni di chi legge?, di Iobiz

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E io ho pensato: come fai a metterti nei panni di chi legge? Ma avete visto le persone che vanno alle presentazioni dei libri o che frequentano le librerie o le biblioteche? Non ce n’è mica una uguale a un’altra! Come si fa a scegliere? Secondo me, quella cosa che mi ha detto il mio amico scrittore – e cioè che per scrivere occorre mettersi nei panni di chi legge – è una di quelle cose che si dicono perché si devono dire, ma poi ognuno fa come gli pare.

Comunque, riguardo al mio nuovo libro, credo che quando una storia buona ce l’hai – lo disse anche un famoso regista di Livorno – sei già a metà strada, perché non puoi fare altro che renderla peggiore. Forse non disse proprio così ma qualcosa di molto simile.

E, infatti, la mia paura è proprio quella di renderla più brutta, questa…

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SCRIVERE FA BENE

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Studio per un’introduzione a un romanzo.

Quando sono arrabbiato vedo tutto nero e, anche se il nero è un bel colore, va a finire che non vedo più nulla. Figuriamoci se è il caso di cominciare proprio ora a lavorare al mio nuovo romanzo come invece sto per fare.

Che, invece, se non sei arrabbiato, per scrivere un libro non serve quasi nulla: basta un computer, una storia che non sia ancora stata scritta, o almeno che non sia stata scritta nel modo in cui la vuoi raccontare tu, e la voglia di raccontare. Qui, però, nasce già un problema: perché io il computer e la storia li ho, ma è la voglia di raccontare che a volte c’è e altre volte no. Sì, perché mi piacerebbe poter dire solamente due o tre cose e che si capisse subito tutto quello che voglio dire; e non dover star lì a…

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Confesso che è un periodo che non riesco a scrivere nulla. Non ho idee, e quelle poche che ho non mi piacciono. Allora ho pensato che potrei: scrivere una storia minimalista su di me che parlo con un cinghiale – ce n'è uno che viene veramente tutte le sere a mangiare sotto una quercia in … Leggi tutto

Ognuno al proprio posto

La sera, per andare a casa, passo davanti a un bar dove si ritrovano i giovani aperitivisti. Poco più avanti ce n’è un altro dove vanno le persone più mature, quelle un po’ sfigati che a quaranta o cinquant’anni fanno ancora l’aperitivo perché a casa li sta aspettando la mamma oppure non hanno nessuno con … Leggi tutto Ognuno al proprio posto

The father

Ho finito adesso di vedere il film The Father - Nulla è come sembra, diretto da Florian Zeller e interpretato da Anthony Hopkins sul dramma dell'Alzheimer. Avevo già visto lo spettacolo teatrale con Lucrezia Lante Della Rovere e Alessandro Haber e ne ero rimasto impressionato. Che dire? Niente, se non un pensiero un po' triste. Mi … Leggi tutto The father

Chi sono

Ho aggiornato il blog. Dopo quasi un anno dalla nascita ho pensato che fosse arrivato il momento di presentarsi veramente, quindi... Mi chiamo Fabio Iozzi, vivo in una piccola cittadina toscana, ho fatto e farò ancora per un po’ il libero professionista. Sono sposato, ho tre figli e due grandi passioni, la musica e i … Leggi tutto Chi sono

Dedicato al grande Enzo Jannacci e a Beppe Viola, il mio mondo pieno di dubbi

Quelli che hanno le idee chiare e quelli che ce l’hanno scure, Quelli che hanno idee trasparenti – così puoi vedere cosa c’è nascosto dietro, Quelli che hanno idee colorate, bionde, opache o in bianco e nero, Quelli che hanno idee digitali, analogiche o satellitari, Quelli che sono chiari loro ma non hanno idee, Quelli … Leggi tutto Dedicato al grande Enzo Jannacci e a Beppe Viola, il mio mondo pieno di dubbi