Categorie
Libri

Beati gli ultimi (5)

Photo by Sanaan Mazhar on Pexels.com

In un angolo c’è un prete che ripete parole che ho ritrovato scritte nei libri: «Vivono e muoiono insieme la verità sull’uomo e Dio, e l’uomo non è se Dio non è. Simul stant et simul cadunt. Solo il divino è stabile. Stanno e cadono insieme. Il resto è fumo. Solo in Dio c’è amore pieno. Nihil nisi divinum stabileest. Caetera fumus. Nothing is stable if not divine. The rest is smoke. Solo quello che veramente è amore rimane; il resto sono solo scorie che andranno perdute per sempre nel nulla». Ombre scure lasciano i loro contorni sfumati sulle ampie vetrate dell’hangar e queste rimangono impressionate da quelle anonime sagome. Si mormora di focolai di guerra in diverse regioni del nord. La frontiera rimarrà ancora chiusa per un periodo indeterminato.

Arrivano dei vecchi autobus e lentamente ci fanno salire. Lungo tutta la frontiera vi sono zone dove si concentrano persone che chiedono di essere raccolte. Ci trasportano per molti chilometri in un grande piazzale sul porto. Là vediamo la nave. È grande e grigia. È simile a uno grosso dirigibile che ho visto in un film. C’è un gran via vai di persone indaffarate che si agitano. Veniamo imbarcati; si mettono in movimento le grandi eliche e ci allontaniamo dalla banchina. Noi troviamo posto all’interno, in uno dei ponti superiori, vicino a un oblò. La nave ha delle fiancate altissime e mi sento sospeso tra il nero del mare e il cielo completamento buio. Mio nonno è seduto accanto a me e ha l’aria distratta: poi avvicina la sua testa alla mia e guardiamo insieme fuori dal piccolo oblò. Rimaniamo con le tempie vicine a fissare il nulla.

Il viaggio dura un giorno intero e a me sembra non finire più. Verso sera, sentiamo il motore procedere a un ritmo prudente, rispettoso; né dal ponte di coperta né da quello di comando è possibile distinguere il profilo della terra intorno a noi ormai completamente nera come il cielo.

L’oscurità confonde nei nostri occhi le luci lontane e sperdute di stelle deserte con quelle isolate di qualche sobborgo abitato, adagiato sulle colline intorno alla baia. Quando siamo abbastanza vicini a terra, vediamo la sagoma degli edifici della città ingrandirsi sempre di più. Possiamo addirittura distinguere le finestre dei palazzi. Alcune hanno ancora al loro interno le luci accese; riempiono il basso orizzonte come tessere di un puzzle dal disegno misterioso; altre, invece, sembrano delle macchie di luce gialla, dipinte senza neppure un contorno, simili a creature irreali spuntate per magia in mezzo all’oscurità. Non si vede nient’altro. Ci sarà ancora altro mare, alberi con dei campi neri,  sogni, segreti e pensieri di tanti uomini, donne e bambini sospesi sul margine di una nuova notte.

(continua)

J. Iobiz

Di J. Iobiz

Scrittore.
In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...