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Parole in attesa di giudizio, e giudizio in attesa di parole

Photo by Alex Conchillos on Pexels.com

#56

Adele resta per ore con lo sguardo fisso in direzione dei grandi salici vicini al pozzo. Questa è per lei una brutta estate. In realtà è stata brutta per tutti. Per molti mesi sono piovuti dal cielo cattivi pensieri; venivano giù da certe nuvole grigie e nere che nessun vento sembrava in grado di spazzare via. Tutte le colline qui intorno sono state ricoperte da un cielo incontinente che ha fatto piovere brutti pensieri su tutto e su tutti. Sembrava che nel cielo si fosse formato un enorme buco proprio sopra di noi, e da quella fenditura cadessero giù tutti i cattivi pensieri del mondo.

Nessuno sapeva quale vento avesse addensato nel cielo quei grossi cumulonembi; ma era chiaro che all’interno di quelle nubi si erano condensati dei cattivi pensieri che provenivano da ogni angolo della terra. All’improvviso sono piovuti pensieri sopra tutta la regione, sopra i grattacieli e i palazzi giù in città, sopra le piazze, le strade e i parchi e sopra le teste delle persone che vi abitano; in parte hanno finito per formare grandi pozzanghere prima ancora di riversarsi nei corsi d’acqua, nei canali e nei fiumi e da lì nei laghi. Molti restavano direttamente appiccicati addosso agli uomini, alle donne, ai giovani, agli anziani e ai bambini, ed erano quasi sempre pensieri neri e grigi come le nuvole che stazionavano sopra le nostre teste.

Il suolo marcescente è diventato ben presto saturo, e anche l’aria ha superato ogni limite di pensosità relativa – e, forse, anche assoluta. Le persone vagavano incerte sul da farsi, seguendo le correnti e intruppandosi in banchi nei quali tutti seguivano qualcun altro senza che nessuno sapesse verso dove e il perché. C’era il timore che i fiumi esondassero e allora il disastro avrebbe assunto dimensioni ancora maggiori e non ci sarebbe stato più neppure un lembo di terra vergine, neppure quella poca necessaria a dare una sepoltura ai morti che, nonostante tutto, continuavano a morire. Anche le persone più sagge non avevano più parole, neppure di semplice conforto, e la loro ragione è sembrata anch’essa disciogliersi in quel diluvio. Sono rimaste in giro solo poche parole ancora in attesa di giudizio; ed il giudizio è restato sospeso in attesa di nuove parole.

J. Iobiz

Di J. Iobiz

Scrittore.
In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più.

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