Giorno di riposo

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Il grosso fuoristrada nero fu ritrovato nella notte sulla spiaggia. Aveva ancora il motore acceso ma al posto di guida non c’era nessuno; apparteneva ad un uomo che aveva due figli, uno di dieci e uno di quattro anni. Era un lunedì, il giorno di chiusura settimanale del suo ristorante, e lui ne approfittava per trascorrere un po’ di tempo con loro.

Era passato a prendere il più piccolo a casa della ex moglie dicendole che voleva portarlo a fare una gita al mare. Dopo era andato dall’oratorio parrocchiale a prendere il figlio più grande. Quando era arrivato aveva incontrato padre Amos, il prete che insegnava catechismo, e che qualcuno mormorava avesse il dono di vedere lontano. Aveva detto al prete che sarebbe andato a fare una gita al mare con i figli, ma il prete intuì che quella era solo una mezza verità. I due si guardarono negli occhi; padre Amos gli disse qualcosa riguardo alla prima comunione del figlio, ormai prossima.

L’uomo in realtà voleva andare a trovare alcuni suoi clienti facoltosi che avevano grandi ville proprio sul lungomare; sperava di vendere a qualcuno di loro, anche per un prezzo scontato, la sua splendida barca. Aveva saputo che gli sarebbe stata pignorata dalla banca entro pochi giorni. Era stata una decisione dolorosa ma solo in quel modo l’uomo pensava di poter ottenere una proroga nel pagamento di quanto doveva al proprietario dell’edificio che ospitava il suo ristorante con il quale aveva accumulato un grosso debito per l’affitto non pagato. Questi lo aveva più volte minacciato di far chiudere il ristorante e riprendersi i locali e ciò avrebbe significato la fine. I debiti erano tanti, è vero, ma fino a quando il ristorante rimaneva aperto c’era ancora la possibilità di trovare una soluzione.

E così, quel pomeriggio aveva preso i due figli ed era andato verso il mare; i due bambini stavano seduti sui sedili posteriori con le cinture di sicurezza allacciate. Lui fermò l’auto una prima volta e scese per entrare in un vialetto che, racchiuso tra due alte siepi, conduceva alla villa di un suo conoscente. Disse ai bambini di restare in auto ad aspettarlo perché sarebbe tornato subito, e loro così fecero.

Rientrò in auto nervoso solo dopo pochi minuti, chiuse con forza lo sportello e dopo aver avviato il motore partì facendo girare a vuoto le ruote nel vialetto inghiaiato. Guidò per alcuni chilometri sulla strada che correva lungo la costa, di fronte alla spiaggia, e poi svoltò improvvisamente a sinistra fermando nuovamente l’auto. Scese, e disse di nuovo ai figli di stare lì buoni perché lui sarebbe tornato subito. I bambini restarono ancora seduti sui sedili posteriori con le loro cinture di sicurezza allacciate. Aspettavano loro padre, in silenzio; sentivano l’aria pesante, senza sapersi spiegare cosa stesse accadendo. Quando rientrò dentro l’auto, loro padre era ancora più arrabbiato. Era chiaro che le cose non stavano andando come lui voleva; si mise a urlare, disse che adesso nessuno era più disposto a comprare la sua barca, mentre prima tutti quanti erano interessati a prenderla. Lo diceva rivolto ai figli, come se loro potessero rispondergli qualcosa. Avviò nuovamente il motore e partì. Non disse più niente. Guidò in modo veloce, con scatti improvvisi e anche il rumore dell’auto pian piano assunse qualcosa di diverso, di anormale.

Fuori stava iniziando a calare la sera; il figlio più grande pensò che sarebbe stato il momento di essere riaccompagnati dalla mamma. Forse lei era già in pensiero per loro; accadeva spesso, era ansiosa e la loro lontananza la rendeva nervosa. Il motore del fuoristrada sembrò avere dei problemi, ma l’uomo parve non accorgersene. Lui pensava solo alla sua barca e ai soldi, e al ristorante che non doveva chiudere. Continuò a guidare ma non vedeva più niente, neppure la strada che aveva di fronte e a un certo punto neppure la strada gli fu più di fronte; innanzi a lui c’era solo il mare. Lui spinse sull’acceleratore ma l’auto, finita in mezzo alla spiaggia deserta, si arenò, con la parte anteriore rivolta verso le onde. Lui scese; se ne andò lasciando lo sportello aperto.

Il figlio più piccolo si era addormentato; l’altro aveva gli occhi sgranati e cercò di vedere dove andava suo padre, ma ormai fuori era completamente buio. Lo chiamò, una, due, tante volte, ma nessuno rispose. Da fuori veniva solo il rumore del motore del fuoristrada e quello delle onde del mare.

J. Iobiz

3 pensieri su “Giorno di riposo

  1. A riva a meditare sul d’affare con le auricolari nelle orecchie e la musica Zen. I ragazzini ancora non lo sanno che il papà da quando si è separato ogni tanto si estranea dal mondo per trovare una soluzione ai problemi. Il più coraggioso scenderà dalla macchina e si metterà a seguire il rumore del mare per vedere se per caso il padre è sulla riva… tutto può succedere.., anche l’incontrò di un pescatore che lancia l’amo seduto su una cassetta di legno e il secchio vuoto a lato …

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