Racconto di Maremma (1)

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Lungo la strada provinciale che sale in paese, prima degli ultimi tornanti, c’è sulla destra una strada sterrata che va a morire in un grande bosco di lecci e di cerri. In realtà quella piccola strada non muore veramente, è solo addormentata e un giorno, quando le squadre di operai scenderanno di nuovo a tagliare il bosco, sarà di nuovo aperta e riprenderà a svolgere il suo vecchio compito.

Noi abitavamo nella prima casa lungo la strada ed io aiutavo mio padre che lavorava dallo zio Costantino; in realtà Costantino non era mio zio, ma a lui piaceva che io lo chiamassi così. Mio padre faceva un po’ di tutto, ma più di ogni altra cosa il suo compito era accudire il bestiame. E presto diventò anche il mio.

Quando non avevo ancora nove anni, fui mandato a fare la guardia al gregge delle pecore; mi dette un fucile da caccia e passai la notte davanti alla porta d’ingresso dell’ovile. La mattina dopo mio padre disse che ero un ragazzo coraggioso e da grande avrei potuto fare il suo stesso lavoro. Mi portava sempre con lui, anche se doveva svolgere qualche compito difficile, come quando vedevamo qualche camion sconosciuto, di quelli che si usano per il trasporto del bestiame, parcheggiato vicino ai campi dello zio Costantino; la notte dormivamo fuori, vicino al gregge. Oppure quando andammo a comprare altro bestiame da un pastore che conosceva lo zio Costantino; mio padre scelse le pecore ad una ad una e poi la notte dormimmo insieme a loro, per essere sicuri che non ce le cambiassero con altre peggiori. E poi mi insegnava dei piccoli trucchi che mi sarebbero potuti essere utili da grande; per esempio, come mescolare, senza essere scoperti, un po’ di latte di mucca a quello delle pecore, prima che al mattino venisse il camion a ritirarlo.

Ma tutti i suoi insegnamenti non mi sono serviti perché io non ho fatto il suo stesso lavoro. Quando accadde di Laura, lo zio Costantino andò fuori di testa, si ammalò e dopo pochi mesi morì. Noi dovemmo andare via e la sua proprietà, i terreni, le case, la villa e tutto il bosco finirono per essere abbandonati.

(continua)

J. Iobiz

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