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Abbiamo tutti un blues da piangere (4)

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Riguardo alla eliminazione della memoria, rimase aperta solamente la discussione su cosa si dovesse in concreto intendere per memoria lunga, e su ciò che in ogni caso non si sarebbe mai dovuto eliminare nella memoria di ciascun individuo per garantirne il buon funzionamento.

Vari tentativi, resi possibili da coraggiosi volontari, consentirono di determinare la quantità e la qualità di informazioni utili e indispensabili alla vita quotidiana di ciascun individuo; tutto il resto poteva essere eliminato. Fu una vera liberazione nonché una nuova e formidabile conquista civile e sociale.

Tutte le precedenti civiltà erano infatti inesorabilmente giunte all’estinzione perché avevano basato il proprio ordine sociale e politico sul ricordo delle loro origini, dei padri fondatori, la gloria ma anche i disonori conservati nel ricordo del loro passato. Si iniziò a leggere la Storia come un oscuro periodo di ingiustificata esaltazione della memoria; da questo vizio derivavano i condizionamenti morali, politici e sociali che erano alla base dell’infelicità degli individui.

“L’uomo veramente libero è solo quello che non ha memoria” fu lo slogan del nuovo mondo; anzi, di quel mondo sempre nuovo che rinasceva vergine ogni mattina.

Memoria fa rima con Storia e le storie erano prima di allora così tante e così ben scritte e illustrate  che ciascun individuo finiva per sentirsi un semplice esecutore: a ciascuno rimaneva soltanto la possibilità di interpretare vite già vissute da altri prima di lui, esistenze che si ripetevano all’infinito senza più alcuna libertà di scelta; le persone si sentivano costrette dentro vite delle quali erano noti l’inizio, la fine e tutte le possibili varianti.

La grande rivoluzione portò ad un lento processo di distruzione dei ricordi: tutto doveva essere fresco di giornata, cancellando dalla memoria privata e collettiva ciò che era accaduto il giorno, i giorni, i mesi e gli anni precedenti.

La nuova ondata rivoluzionaria travolse libri, memorie dei computer, fotografie, annali e monumenti. Perfino alle strade e alle piazze furono assegnati nomi che era impossibile associare a qualsiasi ricordo.

Tutti si dimostrarono ben contenti di salvaguardare quella nuova grande amnesia poiché questa ridava libertà e spensieratezza; e seppelliva, una volta per tutte, i fastidiosi sensi di colpa e il concetto stesso di responsabilità che aveva da sempre soggiogato gli esseri umani.

Ognuno divenne libero di inventarsi giorno per giorno una nuova identità senza il timore che l’indomani qualcuno lo potesse redarguire o punire per atti compiuti il giorno, i giorni o i mesi o gli anni precedenti.

E non fu difficile programmare i computer in modo che fossero loro a risolvere i problemi legati al funzionamento di quelle attività per le quali era stato necessario sino ad allora conservare la memoria degli uomini. In passato le macchine avevano già sostituito l’uomo nella fatica, dopo lo avevano fatto nei calcoli e nelle elaborazioni; adesso era arrivato il momento di liberarlo dal fardello della memoria.

Furono anche commessi piccoli errori, ci furono delle vittime, ma ciò che rese la liberazione dalla memoria un processo inarrestabile fu il fatto che ogni individuo vi trovò un vantaggio personale. Nessuno, salvo pochi e isolatissimi casi, che vennero però subito circoscritti, manifestò il desiderio di ritornare al mondo di prima; tutti sperimentarono come fosse bello e divertente vivere ogni giorno come fosse il primo, senza sapere chi si era stati il giorno precedente, quali eventuali colpe o anche reati si poteva aver commesso oppure quali persone ti odiavano o tu avevi odiato prima dell’ora zero, quella del mattutino reset generale della memoria.

(continua)

J. Iobiz

Di J. Iobiz

Scrittore.
In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più.

17 risposte su “Abbiamo tutti un blues da piangere (4)”

Iobiz… dobbiamo forse risolvere il problema dei tuoi like… li metti e li togli. Basta un click sulla stellina. Se lo fai due volte lo togli. Ed è un vero peccato. Per chi li riceve e poi se li vede portare via. Scusa se mi sono permessa . Se credi puoi cancellare questo mio messaggio che non c’entra molto sul tuo post. 🤓

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