Guerra e televisione

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La televisione ha fatto diventare spettacolo ogni tipo di informazione.

E quando l’informazione dovrebbe raccontare gli eventi di una guerra, lo spettacolo diventa la guerra stessa.

E io spengo la televisione.

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Post controcorrente: ma siamo impazziti?

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Non ne posso più di ascoltare questa retorica della guerra e della violenza. Vorrei far riflettere sulla falsità di affermazioni come: “Se nessuno si fosse mai ribellato saremmo ancora tutti schiavi”, oppure: “Le dittature vanno combattute con le armi”. Non è vero.

Ci sono esempi recenti e clamorosi che dovremmo ricordare: la fine dell’Unione Sovietica, Gandhi, Mandela, Martin Luther King, per non dire di altre più lontane nel tempo ma ancora più grandi.

Invece, molte rivoluzioni violente e destituzioni di dittatori con interventi armati hanno avuto esiti infausti. Tra le ultime basta ricordare la Libia, la Siria e l’Irak.

Quando scoppia una guerra, come quella scatenata da Putin, la prima cosa da fare è quella di farla cessare e non certo di tentare di allungarla o di trasformarla in un conflitto mondiale come sta facendo Zelenski. Ma siamo impazziti? La solidarietà con il popolo ucraino occorre dimostrarla nei fatti, e…

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C’è bisogno di raziocinio e buon senso

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Sembra impossibile, e forse anche doloroso ammetterlo, ma in questi giorni il soggetto che si sta dimostrando più razionale è Putin, cioè l’aggressore, il nemico. O più esattamente, è lui quello che ha comportamenti più decifrabili; lo ripeto, sbagliati, tragici, violenti ma chiari.

Gli altri protagonisti di questa storia stanno reagendo più con il cuore e con l’orgoglio che con la testa.

Non mi sembrano per niente razionali le richieste di Zelens’kyj, che chiede il coinvolgimento della NATO nel conflitto ucraino, ben sapendo che questo potrebbe portare a conseguenze disastrose non solo per l’Ucraina ma per tutta l’Europa, e non solo.

Non sono razionali neppure le decisioni dell’Europa che, orgogliosa della propria nuova unità, invia armi per combattere una guerra che dichiara candidamente di non voler e non poter combattere e giudica già persa dal punto di vista militare.

Ed è cieca, priva di realismo e senso della storia, la…

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La democrazia non è un bastone

Non siamo più nel mondo regolato dagli accordi di Yalta, Putin lo deve comprendere, e speriamo ciò accada il prima possibile. È finito il patto di non ingerenza che esisteva ai tempi dell’invasione dell’Ungheria e della Cecoslovacchia da parte dell’URSS. Oggi il mondo non è più quello di cinquanta anni fa. Anche noi, però, lo … Leggi tutto La democrazia non è un bastone

Post controcorrente: ma siamo impazziti?

Non ne posso più di ascoltare questa retorica della guerra e della violenza. Vorrei far riflettere sulla falsità di affermazioni come: “Se nessuno si fosse mai ribellato saremmo ancora tutti schiavi”, oppure: “Le dittature vanno combattute con le armi”. Non è vero. Ci sono esempi recenti e clamorosi che dovremmo ricordare: la fine dell’Unione Sovietica, … Leggi tutto Post controcorrente: ma siamo impazziti?

Guerra e televisione

La televisione ha fatto diventare spettacolo ogni tipo di informazione. E quando l'informazione dovrebbe raccontare gli eventi di una guerra, lo spettacolo diventa la guerra stessa. E io spengo la televisione.

Il camino

Photo by Craig Adderley on Pexels.com 6 marzo, fa freddo e tira vento di tramontana. Accendo il fuoco nel camino e mi siedo a guardarlo. Ma ho uno scatto improvviso e un pensiero mi assale. Non puoi star qui di domenica pomeriggio seduto davanti al fuoco del camino, avrai tutto il tempo per farlo quando … Leggi tutto Il camino

C’è bisogno di raziocinio e buon senso

Sembra impossibile, e forse anche doloroso ammetterlo, ma in questi giorni il soggetto che si sta dimostrando più razionale è Putin, cioè l’aggressore, il nemico. O più esattamente, è lui quello che ha comportamenti più decifrabili; lo ripeto, sbagliati, tragici, violenti ma chiari. Gli altri protagonisti di questa storia stanno reagendo più con il cuore … Leggi tutto C’è bisogno di raziocinio e buon senso

Putin e Zelens’kyj.

In questo momento, ci sono solo due persone che possono fermare subito la guerra in Ucraina: Putin e Zelens’kyj. Al primo tutti stanno chiedendo di fermarsi, ma lui appare per adesso sordo ad ogni richiesta. Rimane Zelens’kyj. Forse, oltre a non prestare ascolto alle sue richieste di espandere il conflitto – dichiarando la No Fly … Leggi tutto Putin e Zelens’kyj.

Fermiamoci, fin quando siamo in tempo – Avviso ai naviganti, post controcorrente.

Accendo la televisione e arrivano le notizie dall’Ucraina. Pericolo di incidente in una centrale nucleare, combattimenti, morti, civili in fuga, distruzioni. Rischio di una terza guerra mondiale. E, allora, mi chiedo quali sono i veri motivi di tutto questo, e ascolto e leggo che la colpa è tutta di Putin. Troppo semplice, troppo parziale, non … Leggi tutto Fermiamoci, fin quando siamo in tempo – Avviso ai naviganti, post controcorrente.

A scanso di equivoci

A scanso di equivoci, e per prevenire qualche rompiballe che pensi che sia un filoputiniano, vorrei dire che: - Non sono sostenitore di Putin, penso che abbia commesso un atto inaccettabile e spero che i russi riescano ad avere quanto prima un governo democratico; - Mi auguro, ovviamente, che ci sia il prima possibile una … Leggi tutto A scanso di equivoci

Armi all’Ucraina?

Ma è davvero saggio inviare armi in Ucraina?I nostri vecchi dicevanochi ha cervello lo usi anche per chi non lo ha.

Il virus dell’incoscienza

Dobbiamo fargliela pagare! Ok, fatela pagare a Putin, ma non distruggete il mondo! Mi sembra che un nuovo virus abbia invaso l'Europa e gli USA: quello dell'incoscienza!

Contapassi

Mi scrive il mio Health dello smartphone Huawei che i mesi di febbraio e settembre sono stati quelli in cui ho camminato di più, oltre 9.500 passi giornalieri, il che corrisponde, secondo Huawei, a 1.751 uova oppure a 291 cosce di pollo fritte. E, comunque, Huawei non sa che non mi piacciono le cosce di … Leggi tutto Contapassi

È impossibile prevedere il futuro

È impossibile prevedere il futuro.Chi lo avrebbe detto trent'anni fa che avrei finito per passare le mie giornate aggrovigliolato in una rete, davanti a una finestra insieme a un topo.