Ciao, sto cercando due o tre persone disposte a leggere due miei romanzi prima di mandarli ad un editor o ad una CE e di darmi un loro parere personale. Sono due romanzi brevi di circa 130.000 caratteri e 25.000 parole ciascuno.Si tratta di narrativa non di genere, se qualcuno è interessato può scrivermi in … Leggi tutto Beta reader
Libri
I libri parlano di noi e ci guardano negli occhi

#47
Adele legge molto e le accade spesso anche di rileggere più volte il medesimo libro. Dice che i libri riescono a guardarla negli occhi
dalla prima all’ultima pagina, e continuano a farlo anche dopo che ne ha terminato la lettura, quando li ripone nella libreria o in qualche angolo della casa. Secondo lei, quei libri s’incontrano tra di loro e parlano, parlano, parlano dentro la sua testa. Entrano dentro di lei e si sommano gli uni agli altri, si confondono, si mescolano come fossero carte da gioco pronte per essere distribuite per una nuova mano. Di che cosa parlano? Be’, parlano quasi sempre di altri libri ma parlano anche di lei e delle persone che ha conosciuto durante la sua vita. E, a volte, così mi ha detto, le parlano di me.
J. Iobiz
Un altro Natale
(Questa poesia è decisamente fuori stagione; l’autore, però, mi scrive che me l’ha consegnata adesso perché non sa se a Natale ci sarà ancora e io la pubblico adesso sul mio blog, scusandomi se non è un frutto di stagione)
Un altro Natale
Di canto in canto vago,
in divano invano occupo
sedute puntuali,
disincarto regali.
Diramo il mio bosco
d’inutili tralci
di stralci e strenne
e di alci e renne
che affollano il mio Natale,
mentre ascolto persone
– in numero di due –
e altre sottofondano l’etere
in numero di dodici,
più o meno – forse più che meno.
Diradano solo verso sera
i miei fumosi pensieri.
Diego Osvaldo Ardiles
Notte
È bene che vada, dice il giorno morendo
come ogni sera,
per poi ritornare vivo
solo poche ore dopo.
E la notte ascolta, silenziosa.
Ogni volta la stessa bugia.
E intanto divide, insonne,
il vecchio dal nuovo,
come una mamma paziente
mai vinta da quel vizio assurdo.
Diego Osvaldo
Quando osi
Quando davvero osi
ti accorgi che non esiste l’osato sicuro
ma devi sempre prenderti dei rischi
spesso così alti
che neppure riesci ad afferrarli bene
e li comprendi solo molto tempo dopo
ed a volte mai.
Diego Osvaldo Ardiles
Domanda
Domanda: esiste veramente qualcuno che legge i libri di autori esordienti o comunque sconosciuti? Escluso amici, parenti e conoscenti, chi sono, ammesso che esistano, i lettori degli autori esordienti? Lo chiedo perché è un dubbio che mi accompagna da un po' di tempo e mi piacerebbe avere qualche opinione.Io scrivo romanzi e racconti, pubblicati con … Leggi tutto Domanda
Recensioni e commenti
Prendo spunto da un post pubblicato da @aure1970 lachimicadellelettere.wordpress.com – per il suo libro Inutili cianfrusaglie – per pubblicare anch'io dei commenti che mi stanno arrivando riguardo ai miei libri. Inizio, rispettando l'ordine di anzianità, con il primo romanzo e da questo commento di Francesco di @atticoemostarda, che non conosco personalmente ma ringrazio tantissimo. Ci … Leggi tutto Recensioni e commenti
Il ricordo delle lacrime; non le lacrime agli occhi

22 marzo 2021
(Una breve introduzione/8)
E la seconda regola è avere le idee chiare; non si scrive perché si vuole scrivere qualcosa ma perché si ha qualcosa da dire; anche questo lo ha detto uno scrittore famoso, ma non mi ricordo chi. Per quanto mi riguarda credo di avere le carte in regola: qualcosa da dire ce l’ho, e spero anche che ci sarà qualcuno ad ascoltare, cioè a leggere questo mio nuovo libro, e non mi succeda come quando scrissi un altro libro – che però era senza introduzione – che me lo comprarono solo gli amici e i parenti – e per fortuna ne ho molti.
Che poi, tutti mi dicevano che quel libro lì era un libro triste; e io dicevo di no, ma invece avevano ragione loro. E c’era un motivo, ma io l’ho capito dopo, quando mi accadde di…
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Il mondo è un posto molto più «largo» di quanto potrebbe sembrare


Gli uomini occupano molto poco posto sulla Terra. Se i due miliardi di abitanti che popolano la Terra stessero in piedi e un po’ serrati, come per un comizio, troverebbero posto facilmente in una piazza di ventimila metri di lunghezza per ventimila di larghezza. Si potrebbe ammucchiare l’umanità su qualsiasi isolotto del Pacifico. Naturalmente i grandi non vi crederebbero. Si immaginano di occupare molto posto. Si vedono importanti come baobab. Consigliateli allora di fare dei calcoli, adorano le cifre e gli piacerà molto. Ma non perdete il vostro tempo con questo pensiero, è inutile, visto che avete fiducia in me.
[Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe]
Oggi, quando sono trascorsi più di settant’anni da quando fu scritto Il Piccolo Principe, un immaginario quadrilatero di pianura emiliana, veneta e lombarda, che avesse come vertici i centri delle città di Modena, Verona, Padova e Ravenna, sarebbe sufficiente a contenerci tutti…
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Se divento famoso
21 marzo 2021
(Una breve introduzione/7)
Se divento famoso anch’io, magari non famosissimo ma faccio anche solo un po’ di successo, di sicuro ci sarà un giornalista che mi domanderà quali sono i libri che hanno influenzato il mio modo di scrivere. Allora gli dovrò spiegare – o le dovrò spiegare, se sarà una giornalista donna, come è molto probabile, anzi quasi sicuro –, che proprio per non essere influenzato da altri libri, prima di mettermi a scrivere sono stato un bel po’ di tempo senza leggere niente, e quel periodo l’ho utilizzato solo per scrivere questa introduzione per il mio nuovo romanzo; e lei, chissà, mi dirà: «Un po’ lunga come introduzione». E io le risponderò: «Sì, un po’».
Mi sto accorgendo che questa cosa della lunghezza mi sta davvero prendendo la mano e va a finire che mi ci fisso, e per un autore non c’è cosa peggiore…
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Consumismo. Il fenomeno del consumo di massa non è stato spontaneo
La parola «consumo» ha radici anglosassoni e latine. Nella sua accezione originale, il termine «consumare» ha significato di distruggere, esaurire, spogliare. Il termine ha un contenuto violento e, fino a tempi molto recenti, ha avuto una connotazione esclusivamente negativa. Ancora negli anni Venti, il termine veniva usato per riferirsi agli effetti della più mortale delle malattie diffuse all’epoca: la tubercolosi. Oggi, l’americano medio consuma due volte di più di quanto facesse alla fine della seconda guerra mondiale. La metamorfosi del consumo, da vizio a virtù, è uno dei fenomeni più importanti – eppure uno dei meno studiati – del XX secolo.
[Jeremy Rifkin, La fine del lavoro, 1995]
Il problema non è quanti abitanti ha la Terra ma quanto consumiamo; il nocciolo della questione, è perfino banale dirlo, è la distribuzione delle risorse; e questo dipende da molti fattori, ma ciò che importante capire è quello che afferma Jeremy Rifkin…
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Prima di cominciare a scrivere
19 marzo 2021
(Una breve introduzione/3)
Prima di cominciare a scrivere, si dovrebbe stare del tempo senza leggere nulla, perché altrimenti viene fuori un modo di scrivere che non è il nostro, ma quello di qualcun altro, e chi ci conosce, quando legge quello che abbiamo scritto, se ne accorge subito. Ora, non è che se uno legge Proust poi scrive come lui; magari! Ma può capitare che ti accada la stessa cosa che si verifica per i dialetti, e cioè che se stai per tanto tempo in una città che non è la tua, e dove la gente parla in modo diverso da te, va a finire che anche te parli un po’ diverso da come parlavi prima, e un po’ più uguale alle persone che abitano in quella città.
Per questo motivo ho deciso che prima di iniziare a scrivere questo mio nuovo libro aspetterò qualche settimana, e…
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Nessun grido pronunciato un giorno
Nessun grido pronunciato un giorno
sarà un giorno non pronunciato,
nessuna preghiera o bestemmia,
nessuna parola resterà muta.
Nessun dolore sofferto un giorno
sarà un giorno come non sofferto,
nessuna gioia vissuta
sarà un giorno come non vissuta.
Niente andrà perso
e nulla dimenticato,
tutto sarà un giorno
riassunto in eternità.
Solo se un giorno non saremo stati,
non saremo stati mai
e tutto questo è, allora, solo un sogno.
Ma se è inevitabile ch’esista
un futuro anteriore,
questo già è,
prima ancora del nostro passato.
Diego Osvaldo Ardiles
Albe morbide
Nella notte galleggiano
le stelle sulle onde,
mollemente galleggiano
gli amanti e i diamanti
e ogni cosa brilla di luce riflessa.
Tu riposa la tua testa
stanca sul cuscino
e tendi l’orecchio
ad ascoltare il buio
muto della notte,
con gli occhi chiusi
per non vedere
il silenzio che ti circonda.
Albe morbide e piogge di acciaio
si susseguono infinite,
i figli della luna sentono i lupi
ma i primi raggi del mattino
disperderanno presto le tenebre
come miraggi nel deserto.
Diego Osvaldo Ardiles
Il sommesso scandire del respiro del mare
Di tutte le volte che siamo stati al mare
nella nostra ultima estate
una ricordo più di ogni altra.
Un pomeriggio di ottobre
con il mare sornione senza un’onda,
una vela o una bagnante.
Verso sera rimanemmo soli sulla spiaggia
e mi tornarono in mente certi giorni d’agosto
quando vi restavamo fino a notte.
Sfollati gli infiniti bagnanti,
scomparivano anche le ultime voci,
le urla e ogni altro piccolo rumore,
e il mare riprendeva a respirare.
E se chiudo gli occhi,
mi sembra di udire
nel pacato suono delle onde
il sommesso scandire del respiro del mare,
simile a un enorme animale ferito
finalmente libero
da nugoli di cavallette impazzite.
Il cielo e il mare tornavano ad abbracciarsi
e cancellavano la linea dell’orizzonte
che fino a un momento prima
li aveva divisi.
Si riunivano in quel silenzio
di nuovo raccolto
e non aveva nessuna importanza
sapere che sarebbe arrivato presto
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