Recensioni e commenti

Prendo spunto da un post pubblicato da @aure1970 lachimicadellelettere.wordpress.com – per il suo libro Inutili cianfrusaglie – per pubblicare anch'io dei commenti che mi stanno arrivando riguardo ai miei libri. Inizio, rispettando l'ordine di anzianità, con il primo romanzo e da questo commento di Francesco di @atticoemostarda, che non conosco personalmente ma ringrazio tantissimo. Ci … Leggi tutto Recensioni e commenti

Il ricordo delle lacrime; non le lacrime agli occhi

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22 marzo 2021

(Una breve introduzione/8)

E la seconda regola è avere le idee chiare; non si scrive perché si vuole scrivere qualcosa ma perché si ha qualcosa da dire; anche questo lo ha detto uno scrittore famoso, ma non mi ricordo chi. Per quanto mi riguarda credo di avere le carte in regola: qualcosa da dire ce l’ho, e spero anche che ci sarà qualcuno ad ascoltare, cioè a leggere questo mio nuovo libro, e non mi succeda come quando scrissi un altro libro – che però era senza introduzione – che me lo comprarono solo gli amici e i parenti – e per fortuna ne ho molti.

Che poi, tutti mi dicevano che quel libro lì era un libro triste; e io dicevo di no, ma invece avevano ragione loro. E c’era un motivo, ma io l’ho capito dopo, quando mi accadde di…

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Il mondo è un posto molto più «largo» di quanto potrebbe sembrare

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Quadrilatero Modena Ravenna Padova Verona

Gli uomini occupano molto poco posto sulla Terra. Se i due miliardi di abitanti che popolano la Terra stessero in piedi e un po’ serrati, come per un comizio, troverebbero posto facilmente in una piazza di ventimila metri di lunghezza per ventimila di larghezza. Si potrebbe ammucchiare l’umanità su qualsiasi isolotto del Pacifico. Naturalmente i grandi non vi crederebbero. Si immaginano di occupare molto posto. Si vedono importanti come baobab. Consigliateli allora di fare dei calcoli, adorano le cifre e gli piacerà molto. Ma non perdete il vostro tempo con questo pensiero, è inutile, visto che avete fiducia in me.

[Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe]

Oggi, quando sono trascorsi più di settant’anni da quando fu scritto Il Piccolo Principe, un immaginario quadrilatero di pianura emiliana, veneta e lombarda, che avesse come vertici i centri delle città di Modena, Verona, Padova e Ravenna, sarebbe sufficiente a contenerci tutti…

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Se divento famoso

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21 marzo 2021

(Una breve introduzione/7)

Se divento famoso anch’io, magari non famosissimo ma faccio anche solo un po’ di successo, di sicuro ci sarà un giornalista che mi domanderà quali sono i libri che hanno influenzato il mio modo di scrivere. Allora gli dovrò spiegare – o le dovrò spiegare, se sarà una giornalista donna, come è molto probabile, anzi quasi sicuro –, che proprio per non essere influenzato da altri libri, prima di mettermi a scrivere sono stato un bel po’ di tempo senza leggere niente, e quel periodo l’ho utilizzato solo per scrivere questa introduzione per il mio nuovo romanzo; e lei, chissà, mi dirà: «Un po’ lunga come introduzione». E io le risponderò: «Sì, un po’».

Mi sto accorgendo che questa cosa della lunghezza mi sta davvero prendendo la mano e va a finire che mi ci fisso, e per un autore non c’è cosa peggiore…

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Consumismo. Il fenomeno del consumo di massa non è stato spontaneo

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La parola «consumo» ha radici anglosassoni e latine. Nella sua accezione originale, il termine «consumare» ha significato di distruggere, esaurire, spogliare. Il termine ha un contenuto violento e, fino a tempi molto recenti, ha avuto una connotazione esclusivamente negativa. Ancora negli anni Venti, il termine veniva usato per riferirsi agli effetti della più mortale delle malattie diffuse all’epoca: la tubercolosi. Oggi, l’americano medio consuma due volte di più di quanto facesse alla fine della seconda guerra mondiale. La metamorfosi del consumo, da vizio a virtù, è uno dei fenomeni più importanti – eppure uno dei meno studiati – del XX secolo.
[Jeremy Rifkin, La fine del lavoro, 1995]

Il problema non è quanti abitanti ha la Terra ma quanto consumiamo; il nocciolo della questione, è perfino banale dirlo, è la distribuzione delle risorse; e questo dipende da molti fattori, ma ciò che importante capire è quello che afferma Jeremy Rifkin…

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Prima di cominciare a scrivere

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19 marzo 2021

(Una breve introduzione/3)

Prima di cominciare a scrivere, si dovrebbe stare del tempo senza leggere nulla, perché altrimenti viene fuori un modo di scrivere che non è il nostro, ma quello di qualcun altro, e chi ci conosce, quando legge quello che abbiamo scritto, se ne accorge subito. Ora, non è che se uno legge Proust poi scrive come lui; magari! Ma può capitare che ti accada la stessa cosa che si verifica per i dialetti, e cioè che se stai per tanto tempo in una città che non è la tua, e dove la gente parla in modo diverso da te, va a finire che anche te parli un po’ diverso da come parlavi prima, e un po’ più uguale alle persone che abitano in quella città.

Per questo motivo ho deciso che prima di iniziare a scrivere questo mio nuovo libro aspetterò qualche settimana, e…

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Nessun grido pronunciato un giorno

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Nessun grido pronunciato un giorno

sarà un giorno non pronunciato,

nessuna preghiera o bestemmia,

nessuna parola resterà muta.

Nessun dolore sofferto un giorno

sarà un giorno come non sofferto,

nessuna gioia vissuta

sarà un giorno come non vissuta.

Niente andrà perso

e nulla dimenticato,

tutto sarà un giorno

riassunto in eternità.

Solo se un giorno non saremo stati,

non saremo stati mai

e tutto questo è, allora, solo un sogno.

Ma se è inevitabile ch’esista

un futuro anteriore,

questo già è,

prima ancora del nostro passato.

Diego Osvaldo Ardiles

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Albe morbide

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Nella notte galleggiano

le stelle sulle onde,

mollemente galleggiano

gli amanti e i diamanti

e ogni cosa brilla di luce riflessa.

Tu riposa la tua testa

stanca sul cuscino

e tendi l’orecchio

ad ascoltare il buio

muto della notte,

con gli occhi chiusi

per non vedere

il silenzio che ti circonda.

Albe morbide e piogge di acciaio

si susseguono infinite,

i figli della luna sentono i lupi

ma i primi raggi del mattino

disperderanno presto le tenebre

come miraggi nel deserto.

Diego Osvaldo Ardiles

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Il sommesso scandire del respiro del mare

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Di tutte le volte che siamo stati al mare

nella nostra ultima estate

una ricordo più di ogni altra.

Un pomeriggio di ottobre

con il mare sornione senza un’onda,

una vela o una bagnante.

Verso sera rimanemmo soli sulla spiaggia

e mi tornarono in mente certi giorni d’agosto

quando vi restavamo fino a notte.

Sfollati gli infiniti bagnanti,

scomparivano anche le ultime voci,

le urla e ogni altro piccolo rumore,

e il mare riprendeva a respirare.

E se chiudo gli occhi,

mi sembra di udire

nel pacato suono delle onde

il sommesso scandire del respiro del mare,

simile a un enorme animale ferito

finalmente libero

da nugoli di cavallette impazzite.

Il cielo e il mare tornavano ad abbracciarsi

e cancellavano la linea dell’orizzonte

che fino a un momento prima

li aveva divisi.

Si riunivano in quel silenzio

di nuovo raccolto

e non aveva nessuna importanza

sapere che sarebbe arrivato presto

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Breve biografia dell’autore

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Trattandosi del mio primo libro che sarà tra poco pubblicato, mi sono sentito in dovere di fare un breve cenno alla mia storia e spiegare chi sono. Per farlo ho chiesto aiuto ad un mio vecchio professore di liceo, Arturo Maria Storti, che ha acconsentito di buon grado a scrivere queste note biografiche; mi ha posto una sola condizione, che io, ovviamente, ho rispettato: quella di non modificare il testo che egli mi avrebbe inviato e di pubblicarlo interamente come lui lo avrebbe scritto.

Chi è Jakob Iobiz

È probabile, anzi è quasi certo, che nessuno di voi abbia mai sentito parlare ne sappia chi sia Jakob Iobiz. Non è però un’ignoranza imputabile alla notorietà dell’individuo, e neppure a quella di voi lettori, che non mi permetto neppure di prendere in considerazione; è piuttosto una conseguenza della facilità con cui siamo ormai abituati a masticare e dimenticare ogni tipo di…

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Un occhio distaccato

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Poesia dedicata al mio amico Diego Osvaldo Ardiles.

Avevo  un amico poeta

che aveva un occhio distaccato

con il quale osservava la realtà.

Ma, con il tempo,

e forse le troppe poesie,

l’occhio gli si distaccò completamente e cadde.

Il mio povero amico divenne cieco

e da allora vide solo l’irrealtà.

J. Iobiz

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Frasi fatte

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Esistono frasi fatte, che non le devi fare tu; sono come uomini e abiti rifatti e disfatti non si sa più da chi e chissà quante volte, e quante altre volte ancora no. Frasi già pronte per ogni circostanza per tutto e per tutti. O forse per nessuno.

D. O. Ardiles

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Certe volte #2

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Certe volte

ho paura che tutto sia finito.

Altre volte, invece, ho paura che tutto sia infinito

e di essere rimasto solo.

Altre volte ancora sono contento di essere solo;

o anche semplicemente contento

e non so neppure il perché.

Diego Osvaldo Ardiles

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Certe volte

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Certe volte la vita ti prova e poi ti scarta,

altre volte ti prova senza che tu riesca a provare lei.

Oppure proprio non ti trova,

e queste sono le volte peggiori.

Diego Osvaldo Ardiles

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Il mandorlo

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Sempre qualcuno vedrà

il ricordo della vita scomparsa

rivivere a primavera

nel mandorlo che fiorisce

i suoi petali bianchi.

In un istante cancella

gli inverni passati,

buoni e cattivi,

come il mattino

sbiadisce gli incubi e i sogni.

E la vita che resta divide

 i ricordi dal domani;

e altri vedranno anche per me

il mandorlo fiorire

i suoi petali a primavera.

Diego Osvaldo Ardiles

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