(Cronache dal diario segreto del professor Storti) Cammino osservando gli sguardi dei passanti, che mi appaiono perlopiù orfani di benigne fulminazioni, e proseguo nella deambulatoria salutevole ora d’aria. Deambulano insieme ai miei arti inferiori, cuoio-calzati, anche le cellule spirito-cerebrali che, navigando al di là dei contingenti ambiti spazio-temporali, vagano impegnate in discettazioni circa l’essere e … Leggi tutto Un fatto di (micro)cronaca 2
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Un fatto di (micro)cronaca
(Dal diario segreto del professor Storti) Lo sguardo indugia su campi lontani, clizie dai cuspidi circonflessi frammiste a sagome di grossi apparecchi armati con pressofusi cingoli acciaiosi e loro appendici rosso-colorate; e piccoli e grandi edifici dai tetti embricati accompagnati da arborei filari pervadevano eluviali o fluvioglaciali pianori immersi in una incantevole fluviattile atmosfera. La … Leggi tutto Un fatto di (micro)cronaca
Argomenti di conversazione
(Cronache dal diario segreto del professor Storti) Gli argomenti dei dibattiti giornalieri possono essere i più disparati e variano dalle competizioni sportive di ogni tipo e disciplina praticate in ogni parte del mondo, al mondo delle scommesse, alla politica, sia interna che estera, alle corna, alle contese sulla paternità dei figli altrui ma anche al … Leggi tutto Argomenti di conversazione
Meglio un cane o una comitiva?
(Cronache dal diario segreto del professor Storti) Dopo la stagione calda arriva l’autunno e poi l’inverno e così, riassunti ciascuno nei nostri giubbini, giacche, giubbotti e cappotti – e taluno calzando, secondo i dettati della giusta premura salutista, berretti da battitori di baseball statunitensi, copricapo modello pittore francese o Borsalini tardo novecenteschi –, come audaci … Leggi tutto Meglio un cane o una comitiva?
Zubrowka
All’una di notte, di una notte di luna
mi guardano increduli immobili mobili,
arresi arredi e supini tappeti,
suppellettili varie e appese cornici.
La testa mi gira ma son proprio contento,
peggio sarebbe se non lo facesse
se, ad esempio, lei fosse fissa
non sarei mica altrettanto contento.
Lei invece è libera come la Terra
che ferma nel cielo mai non resiste,
sempre a girare deve restare
anche se è piena ancor più della Luna.
La terra ferma è solo un mito
perché semmai quell’asciutta esiste;
forse il problema è proprio questo nostro sistema
molto solare ma anche un po’ troppo agitato.
All’una di notte di una notte di luna
atterro greve con tutto il mio peso
come un fossile lanciato da un missile
ormai tanti, troppi anni fa.
Mi tuffo nel letto e provo a dormire.
Diego Osvaldo Ardiles
StalagMythos

Immortali gli uomini
crescono immobili
mentre su di loro
il tempo distilla
la vita dal cielo.
Diego Osvaldo Ardiles
Le note più belle
Le note più belle, quelle taciute,
solo immaginate
o immaginabili
attese ma non udite
perché nessuno ha suonato.
Il bello nascosto
in ciò che non può essere visto,
un luce incerta in un quadro
dietro il crinale della collina
o una casa che forse non c’è
in fondo al viale alberato.
Qualità nascoste
chiuse in chi ti sta vicino,
quelle con cui affronta
il proprio cammino
sospeso nel vuoto,
sul filo teso della vita.
Una semplice frase detta a metà
o un bambino speciale
cresciuto solo a metà.
(Diego Osvaldo Ardiles)
Con le rispettive quarte di copertina…
Questi sono per adesso come i tre moschettieri, nel senso che sono quattro e non tre
– Nonno, dovresti essere più social!
– Socialista?
– No, un po’ meno.
– Socilademocratico?
– Be’, lasciamo perdere.
Dalle memorie di Jimmy Weblander
Weblander
– Nonna, stanotte ho sentito il rumore di un combattimento tra un serpente e un leone.
– Jessica, era tuo nonno che russava.
[Dalle Avventure di Jimmy e Jessica Weblander]
Le guerre ritrovate
Dice un generale in televisione che le guerre si fanno con le armi ma a vincerle sono sempre gli uomini.
Per me si sbaglia: la verità è che gli uomini le guerre le perdono sempre. Purtroppo sono così bischeri che nel solito modo in cui le perdono sempre le ritrovano.
Magari non sono gli stessi soldati, non sono neppure le stesse guerre e anche le armi sono tutte cambiate; armi nuove, guerre nuove per nuovi soldati, ma gli uomini sono sempre gli stessi.
E gli uomini, le guerre, le perdono e basta.
J. Iobiz
Parole in attesa di giudizio, e giudizio in attesa di parole

#56
Adele resta per ore con lo sguardo fisso in direzione dei grandi salici vicini al pozzo. Questa è per lei una brutta estate. In realtà è stata brutta per tutti. Per molti mesi sono piovuti dal cielo cattivi pensieri; venivano giù da certe nuvole grigie e nere che nessun vento sembrava in grado di spazzare via. Tutte le colline qui intorno sono state ricoperte da un cielo incontinente che ha fatto piovere brutti pensieri su tutto e su tutti. Sembrava che nel cielo si fosse formato un enorme buco proprio sopra di noi, e da quella fenditura cadessero giù tutti i cattivi pensieri del mondo.
Nessuno sapeva quale vento avesse addensato nel cielo quei grossi cumulonembi; ma era chiaro che all’interno di quelle nubi si erano condensati dei cattivi pensieri che provenivano da ogni angolo della terra. All’improvviso sono piovuti pensieri sopra tutta…
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Il posto fisso
È giunto il momento
in cui le pratiche arrivano così istruite
che sanno già tutto loro,
mentre io mi accorgo
di non sapere più niente.
Per questo lascerò il mio posto fisso,
e mi metterò io a girare al posto suo,
in cerca di qualche pratica ancora ignorante
o di una teoria istruttrice
di un modo di vivere, e morire,
migliore di questo.
Diego Osvaldo Ardiles
Aforisma 61
L’apparenza inganna
Quello di oggi è il mondo dell’apparenza
Il mondo di oggi e il mondo dell’inganno
Diego Osvaldo Ardiles

