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In ordine di apparizione…
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Photo by Anete Lusina on Pexels.com (Cronache dal diario segreto del Professor Storti) Onniscienti sacerdoti e multimediali sacerdotesse si compiacciono cinguettando e commentando hastagtici titoli; sono, invero, tutti visibilmente accomunati dalla palese, e a tratti commovente, preoccupazione – mossa in realtà da plurisponsorizzati contratti e congrui cachet – per il comune futuro avvenire e riguardo … Leggi tutto Colazione televisiva – ore 8.30

#45
Pilade mi racconta di quando pensò di scrivere un libro su un tizio strano che diceva sempre: «Dove andremo a finire!» ma poi aveva deciso di non scriverlo. Ogni tanto quel tizio strano se ne usciva fuori con qualche sfondone, ma la gente che lo conosceva lo sopportava e anzi gli voleva anche bene. Poi, un giorno, iniziò a dire:
«Molto presto del tesoro non rimarrà neppure l’isola, dei soldi neanche il colore, del bottino resterà solo l’odore».
Considerato che quello strano personaggio non aveva parenti, Pilade lo accompagnò da un dottore in città, un medico molto bravo specializzato nel curare quelli che dicevano che del tesoro non sarebbe rimasta neppure l’isola e altre cose simili. Questo medico lo visitò, espresse la sua diagnosi e disse che gli avrebbe fatto bene un cambiamento d’aria. Così, quell’uomo strano partì e di lui nessuno seppe più…
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(Dedicata alla #Giornatamondialedellaterra)
Mio nonno nacque quando Conrad scrisse
il suo nero capolavoro. Hanno così diviso
un diverso angolo di mondo,
e dire angolo, per una terra tonda e sferica,
è un bel dire, ma si sa, siamo umani e superficiali
e per noi terrestri il mare è sempre in mezzo
al dire e al fare, al bene al male.
Hanno vissuto ignoranti l’uno dell’altro,
ignorante uno senz’altro più dell’altro,
nel senso buono della parola, s’intende;
come buono era mio nonno,
anche nelle parole e nel sigaro toscano
che incurante del fumo passivo, non ancora bandito,
fumava come il camino dove io lo ricordo,
seduto vicino al fuoco,
– e non so davvero chi di loro due
avesse più bisogno dell’altro.
Buono anche nella sua vita ritirata,
semmai ne avesse avuta un’altra,
che io non conosco, più ampia o esagerata.
Di buono egli ha fatto…
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Poesia di Diego O. Ardiles
Oggi il tempo non passa
ma passeggia nervoso
avanti e indietro, indeciso,
come un ladro imbranato
tra la borsa e la vita
e tra la vita e il vuoto.
Oggi tutto mi sembra
non avere termine, neppure di paragone
Photo by Anete Lusina on Pexels.com (Cronache dal diario segreto del Professor Storti) Ore 8.00 I menù delle prime colazioni comprendono, secondo capacità e caratteristiche differenziate, vari programmi di approfondimento, scoop, film e telefilm, ruggiti di leone e statue della libertà frammiste a focose gare di cucina, videocollegamenti supportati da satellitari basi georeferenziate, reportage provenienti … Leggi tutto Colazione televisiva – Ore 8.00
Photo by Anete Lusina on Pexels.com (Cronache dal diario segreto del Professor Storti) Ore 7.30 Anche oggi a Borgo Stramazzo, moltitudini di prime case attendono, come ogni mattina, apparecchiate nel loro più intimo cuore da digitali diffusori, il maturare del nuovo giorno appena iniziato. Assuefatti ospiti, consumati da mesi e anni di matrimoni, separazioni, divorzi … Leggi tutto Colazione televisiva

#48
Durante la passeggiata che abbiamo fatto oggi pomeriggio, ho illustrato a Massimo Valerio Segugio Spinone la mia teoria circa il modo con cui si diffondono nel mondo le nuove invenzioni; gli ho detto che, secondo me, la cosa funziona così.
Tutte le invenzioni nascono nelle grandi città e da lì, in un secondo tempo, si propagano attraverso le periferie e la campagna fino a raggiungere le città più piccole; poi si espandono ancora fino ad arrivare ai paesini sperduti come il nostro. Quando però i paesi sono molto piccoli, può accadere che certe invenzioni non si fermino ma proseguano oltre, perché
nel transitare non fanno in tempo ad accorgersi di essersi imbattute
in un centro abitato. Magari, passando da quel paesino, quella invenzione appena nata legge il nome di una località sperduta scritta su un cartello che
le appare all’improvviso dietro una curva…
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Per natura l’Io si infrange necessariamente nella morte; per scelta solo nell’amore.
Diego Osvaldo Ardiles
Nell’ora vasta
si confondono le voci
mentre calma s’innalza l’anima
che sta per abbandonare il mare.
Per un breve instante
convivono insieme
essere e pensiero
e il pianto del cuore
più non accarezza
il malessere indeciso della vita.
Poi, la volontà di amare
trionferà
nel fugace sorriso di un fiore.
Diego Osvaldo Ardiles
Ho deciso di mettere
tutto
nero su bianco.
Ma in un attimo
ogni segno
si è dissolto in grigio
bagnato da una sola lacrima.
(Diego Osvaldo Ardiles)
(Incipit del racconto “Il Faro di Collina Isola” che fa parte della raccolta “Di Maremma e dintorni”)
Scoprii solo al momento del mio ricovero che esisteva quel luogo molto isolato, scelto in passato da alcuni famosi studiosi del secolo scorso per realizzarvi il loro progetto. Infatti, il nuovo manicomio che essi avevano in mente di realizzare, perché di questo si trattava, sarebbe dovuto nascere in un luogo isolato che non fosse facilmente raggiungibile.
Per questo motivo avevano subito pensato a un’isola. Ma siccome tutte le isole erano già state occupate da qualcun altro prima di loro, oppure erano troppo lontane anche per scienziati avventurosi come dovevano certamente essere quei personaggi famosi, essi decisero che sarebbe andata bene anche un’isola circondata dalla terra anziché dal mare; doveva però trattarsi di un luogo situato comunque in mezzo alle onde, e se non erano onde di acqua poco importava, andavano bene anche onde…
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19 marzo 2021
(Una breve introduzione/2)
E io ho pensato: come fai a metterti nei panni di chi legge? Ma li avete visti quelli che vanno alle presentazioni dei libri o che frequentano le librerie o le biblioteche; non ce n’è mica uno uguale a un altro. Come si fa a scegliere? Secondo me quella che mi ha detto il mio amico scrittore – e cioè che per scrivere occorre mettersi nei panni di chi legge – è una di quelle cose che si dicono perché si devono dire, ma poi ognuno fa come gli pare.
Comunque, riguardo al mio nuovo libro, credo che quando una storia buona ce l’hai, lo disse anche un famoso regista di Livorno, sei già a metà strada, perché non puoi fare altro che renderla peggiore. Forse non disse proprio così ma qualcosa di molto simile. E, infatti, la mia paura è proprio quella di…
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L’acqua era fredda e la corrente molto forte; resistei fino a quando le forze mi abbandonarono. Improvvisamente scomparve tutto, il freddo e la corrente. Avevo sentito dire che quando si muore non si fa in tempo ad accorgersene; ma in quegli istanti io stavo bene e non avrei saputo dire con precisione se ero vivo o se ero morto. In realtà mi sentivo più morto che vivo, almeno per come credo ci si potrà sentire da morti: un po’ come quando arrivi al termine di una corsa che ti ha portato via tutte le forze e non pensi più a nulla. Ma tutto questo non durò a lungo perché arrivò il dottore e con lui anche la luce, i dolori e tutto il resto. La prima cosa che pensai fu che era meglio se rimanevo morto ancora per un po’.
L’Istituto dove fui ospitato dopo…
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