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Internet è come una televisione che ci puoi entrare dentro

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#48

Durante la passeggiata che abbiamo fatto oggi pomeriggio, ho illustrato a Massimo Valerio Segugio Spinone la mia teoria circa il modo con cui si diffondono nel mondo le nuove invenzioni; gli ho detto che, secondo me, la cosa funziona così.

Tutte le invenzioni nascono nelle grandi città e da lì, in un secondo tempo, si propagano attraverso le periferie e la campagna fino a raggiungere le città più piccole; poi si espandono ancora fino ad arrivare ai paesini sperduti come il nostro. Quando però i paesi sono molto piccoli, può accadere che certe invenzioni non si fermino ma proseguano oltre, perché
nel transitare non fanno in tempo ad accorgersi di essersi imbattute
in un centro abitato. Magari, passando da quel paesino, quella invenzione appena nata legge il nome di una località sperduta scritta su un cartello che
le appare all’improvviso dietro una curva, in mezzo al nulla; magari
vede anche spuntare alcune case lungo la strada; ma non fa in
tempo a rendersi conto di essere arrivata in un paese e prosegue oltre.

E così le può succedere di non fermarsi neppure un attimo, nemmeno il tempo minimo necessario per far sì che qualcuno degli abitanti di quel paesino sperduto si possa accorgere della sua presenza.

E quando accade una cosa del genere, in quello sfortunato paesino l’invenzione appena transitata è come se non fosse mai arrivata e resta sconosciuta. Una delle invenzioni che secondo me non si sono mai fermate qui, e cioè in questo piccolo paese dove c’è l’istituto in cui mi ha mandato il bravo dottore, è quella dei marciapiedi: infatti qui le strade non hanno marciapiedi. Nessuno, almeno secondo me, è a conoscenza della loro invenzione. E a causa di questa ignoranza tutti gli abitanti di questo paesino camminano ai lati delle strade dove passano anche le macchine; e questo è il motivo per cui quando emigrano in Austria – ma forse non è l’Austria – o in altri paesi stranieri spesso muoiono investiti dalle automobili, che nelle grandi città sono molto più numerose rispetto a quassù.

Ho provato anche a spiegare a Massimo Valerio come funziona internet; e che io e Caterina stavamo meglio quando ancora non c’era quella cosa lì, internet, che, però, insieme ai marciapiedi, alla lavastoviglie e alle zanzariere per le finestre, è senz’altro una delle invenzioni più famose degli ultimi tempi. Siccome lui ha detto di non sapere cosa è internet, gli ho spiegato che internet è come una televisione che ci puoi entrare dentro. Anzi, prima è stato lui, internet, a entrare dentro di noi attraverso il computer e il telefono; dopo siamo stati noi a entrare dentro internet. Da ultimo siamo finiti ognuno dentro all’altro, interconnessi, si dice così.

E dentro internet c’è proprio di tutto, anche i tassisti di Bologna. Per questo io e Caterina stavamo meglio quando internet ancora non esisteva.

J. Iobiz

Di J. Iobiz

Scrittore.
In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più.

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