Il gatto

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Il gatto è un animale che ha due zampe davanti, due zampe dietro, due zampe sul lato destro e due zampe sul lato sinistro.
le zampe davanti gli servono per correre, le zampe dietro gli servono da freno.
Il gatto ha una coda che segue il suo corpo. Essa finisce improvvisamente.
Egli ha dei peli sotto il naso, rigidi come dei fili di ferro. È per questo che egli è nell’ordine dei «filini».
Ogni anno il gatto desidera avere dei piccoli. Allora li fa: è a questo momento che diventa una gatta.

[Compito di un bambino di 9 anni pubblicato su Le Figaro del 6 maggio del 1952, grazie a Fabrizio]

http://www.paolonori.it/il-gatto/

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Umana marea

Città molteplice, profusa e confusa, città vuota, convulsa e fiacca, città mista, triste e stanca, invasa e maltrattata, enorme città. Sento dormire dentro i tuoi recinti le case dagli occhi vuoti, i giardini e gli alberi spenti. Respiro un dialogo muto tra una finestra e il porto mentre l’umana marea cancella le orme dei suoi … Leggi tutto Umana marea

L’arcobaleno

Photo by Yaroslav Shuraev on Pexels.com #43 Anche questo dolce inverno è passato ed arrivata la primavera. Pilade dice di aver letto su internet che all’inizio del mese di aprile è comparso nel cielo sopra le colline intorno a noi un bell’arcobaleno: ho guardato, ed è vero, è fermo lassù nel cielo e sembra non … Leggi tutto L’arcobaleno

Gli uomini non conoscono mai il vero nome dei cani

Photo by Trang Pham on Pexels.com #42 I giorni, le settimane e i mesi sono passati velocemente. L'estate è scivolata presto nell’autunno e più tardi si è addormentata sotto una soffice coperta di neve: è la neve che è caduta due giorni dopo Natale. Il giorno di Natale lo abbiamo trascorso tutti insieme e Adele … Leggi tutto Gli uomini non conoscono mai il vero nome dei cani

Massimo Valerio Segugio Spinone

Photo by Isabela Catu00e3o on Pexels.com #41 Massimo Valerio Segugio Spinone è un cane. Si chiama così; è di proprietà di una coppia di anziani che sono dovuti partire all’improvviso e lo hanno lasciato qui. Ho detto agli impiegati dell’Amministrazione che posso pensare io a lui; non è più molto giovane ma è molto educato. … Leggi tutto Massimo Valerio Segugio Spinone

Interno bara

Photo by Pavel Danilyuk on Pexels.com #40 E pensare che io volevo molto bene a Caterina e non le facevo mancare nulla e una volta le avevo addirittura salvato la vita. Le cose andarono più o meno in questo modo. Quando ero sposato con Caterina, di notte lei sognava e io russavo. A volte ero … Leggi tutto Interno bara

Signora, si lasci andare

#39 A dicembre, negli uffici del Comune dove abitavamo io e Caterina, gli impiegati andarono tutti in vacanza. Prima di andare in vacanza fecero un censimento degli appartamenti abitati e di quelli vuoti. Nella strada principale abitavamo noi due, all'epoca ancora due giovani sposi che non avevano ancora avuto figli. A gennaio, quando gli impiegati … Leggi tutto Signora, si lasci andare

Ci riconosciamo dalle differenze e nell'indifferenza invece tutto muore. Diego O. Ardiles

Non ricordi?

Photo by Rachel Claire on Pexels.com Il treno era arrivato ai piedi della collina, Martin era sceso alla piccola stazione e aveva proseguito in autobus. In paese aveva trovato sua sorella. L’aveva abbracciata mentre lei gli accarezzava i capelli radi. I primi forestieri avevano riempito la campagna di cereali, fratelli, cugini, zii e nipoti; gli … Leggi tutto Non ricordi?

Non fare oggi quello che potresti fare domani

Photo by Andrea Piacquadio on Pexels.com #38 Oggi ho conosciuto Adele. Anche lei è ospite qui. È molto gentile e mi sembra proprio una bella persona. Viene da un piccolo paese del Centro Italia, in mezzo all’Appennino. Da giovane deve essere stata molto bella e conserva ancora un viso dolce dai tratti regolari e la … Leggi tutto Non fare oggi quello che potresti fare domani

Vecchie che cadono

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Una vecchia, per la troppa curiosità, s’è ribaltata dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata. Dalla finestra s’è sporta un’altra vecchia, e ha cominciato a guardare in giù quella che si era sfracellata ma, per la troppa curiosità, s’è ribaltata anche lei dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata. Poi dalla finestra s’è ribaltata una terza vecchia, poi una quarta, poi una quinta. Quando s’è ribaltata la sesta vecchia mi sono stancato di guardarle, sono andato al mercato Mal’cevskij, dove, dicevano, a un vecchio cieco avevano regalato uno scialle fatto a mano

[Daniil Charms]

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Continuiamo a cercare il nostro vero io: è divertente da matti, a patto di non trovarlo mai

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Nel suo libro Modus Vivendi Zygmunt Bauman, cita queste parole dello scrittore polacco, Slawomir Mrozek:

non c’è limite alla nostra ambizione e alla tentazione di far crescere quell’ego sempre di più, ma prima di tutto di rifiutare di accettare qualsiasi limite […]. Mi hanno detto: «Inventa te stesso, inventa la tua vita e gestiscitela come ti pare, in ogni singolo momento e dall’inizio alla fine». Ma sono all’altezza di un’impresa del genere? Senza nessun aiuto, nessun collaudo, nessuna attrezzatura, nessun errore e aggiustamento, e soprattutto senza dubbi?

E ancora del medesimo scrittore:

una bancarella di mercato piena di vestiti e circondata da una folla di persone alla ricerca di «se stesse» […]. Si può cambiare vestito all’infinito, tanta è la meravigliosa libertà di cui godono i cercatori […]. Continuiamo a cercare il nostro vero io: è divertente da matti, a patto di non trovarlo mai, questo vero io. Perché se…

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Vecchie che cadono

Una vecchia, per la troppa curiosità, s’è ribaltata dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata. Dalla finestra s’è sporta un’altra vecchia, e ha cominciato a guardare in giù quella che si era sfracellata ma, per la troppa curiosità, s’è ribaltata anche lei dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata. Poi dalla finestra s’è ribaltata una … Leggi tutto Vecchie che cadono

Il mondo è un posto molto più «largo» di quanto potrebbe sembrare

Buona Pasqua, e ricordiamoci che…

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Gli uomini occupano molto poco posto sulla Terra. Se i due miliardi di abitanti che popolano la Terra stessero in piedi e un po’ serrati, come per un comizio, troverebbero posto facilmente in una piazza di ventimila metri di lunghezza per ventimila di larghezza. Si potrebbe ammucchiare l’umanità su qualsiasi isolotto del Pacifico. Naturalmente i grandi non vi crederebbero. Si immaginano di occupare molto posto. Si vedono importanti come baobab. Consigliateli allora di fare dei calcoli, adorano le cifre e gli piacerà molto. Ma non perdete il vostro tempo con questo pensiero, è inutile, visto che avete fiducia in me.

[Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe]

Oggi, quando sono trascorsi più di settant’anni da quando fu scritto Il Piccolo Principe, un immaginario quadrilatero di pianura emiliana, veneta e lombarda, che avesse come vertici i centri delle città di Modena, Verona, Padova e Ravenna, sarebbe sufficiente a contenerci tutti…

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Va’ dove ti porta il tosaerba

Photo by Skitterphoto on Pexels.com #37 Anche io, in passato, avevo provato a scrivere un libro. A dire la verità avrei tanto voluto scrivere un romanzo, un bel romanzo, uno di quelli come si deve. Ma per una serie di contrattempi e indecisioni, che sarebbe troppo lungo spiegare qui, avevo deciso invece di scrivere un … Leggi tutto Va’ dove ti porta il tosaerba