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Come mi sono liberato del mio autore (2)

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(Prosegue il racconto di Monica Boreca)

A Ivanka, l’Autore si è dovuto avvicinare con cautela; seppure ancora giovane lei ha il corpo e l’anima già segnati da molte esperienze. Il suo è uno sguardo ormai disincantato sul mondo e, nonostante i suoi quarant’anni, sembra che non rincorra più nessuna meta. È come se avesse fatto un accordo con il proprio destino dove entrambi, sia lei che il destino, rinunciando a qualcosa di importante avessero ottenuto in cambio quello che più stava loro a cuore, e cioè l’ultima parola sul futuro. Un parola condivisa e ormai nota a entrambi.

La sensazione che si ha osservando il suo sguardo e il suo modo di muoversi, sempre misurato e gentile, è che lei sappia in anticipo ciò che sta per accadere. Certo, è solo una sensazione, non si sono verificati fatti o circostanze che possano far pensare che lei sia capace di conoscere effettivamente cosa accadrà ma si comporta come se ne fosse in grado. La sua vita attuale è molto ritirata, quasi monastica: vive praticamente reclusa in casa del professore dove peraltro sembra essersi ambientata benissimo. A lui non fa mancare niente ma si concede anche molti momenti di relax. Ormai è l’unica persona che sfrutta il giardino e lo fa come se fosse la padrona di casa; cura le rose, accudisce i pochi alberi da frutto e, quando la stagione lo consente, passa alcune ore del pomeriggio a prendere il sole in costume da bagno leggendo uno dei libri della biblioteca del professore.

L’Autore, non avendo quindi molte possibilità di incontrarla, ha ritenuto che l’unico modo per mettersi in contatto con lei fosse il telefono. La casa del professore ha un telefono fisso al quale risponde quasi sempre lei e se la chiamata è per il professore gliela passa nel suo studio, in camera o in biblioteca. Ivanka ha però anche un cellulare che usa pochissimo e sul quale riceve una o due telefonate al mese. Sul quel cellulare ha provato a contattarla l’Autore.

Inizialmente, lei non voleva parlargli; nutre del risentimento nei suoi confronti perché lo ritiene, forse non del tutto a torto, responsabile di alcune vicende dolorose che l’hanno coinvolta in passato. Ad ogni modo, seppure accolto con freddezza, l’Autore è riuscito a spiegare a Ivanka qual era il motivo della sua telefonata e ha chiesto anche a lei di fargli conoscere il suo punto di vista su come vedeva lo sviluppo della trama e quale ruolo fosse disposta ad assumere. Lei ha preso un po’ di tempo per decidere e ha detto che farà avere la sua risposta tramite un messaggio sul telefono o una mail, e lui è ancora in attesa di ricevere sue notizie. 

È stata quindi la volta di Eva. Con lei è stato molto più facile. L’Autore le ha dato appuntamento in un locale che la ragazza frequenta abitualmente, l’Irish Pub di Piazza Incardona, ed Eva ha subito acconsentito a incontrarlo e adesso è lì che è diretto.

Monica Boreca

Di J. Iobiz

Scrittore.
In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più.

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