L’altrove nella testa

Ho l’altrove nella testa ma se potessi mi guarirei, e se guarissi, per un momento, mi parlerei. Ma mi osservo, mi guardo e non mi vedo; è rimasto solo ciò che non è, ed io non lo vedo più.  Diego Osvaldo Ardiles

Aforisma 53

(Aforisma semiserio)Esistono verità attendibili ed altre che è meglio non attendereDiego Osvaldo Ardiles

Sublime profondità

La luce è un ritmico contrasto che genera il divenire. Il respiro dell’universo, e perfino il suo stesso russare, è conoscibile solo da pochi; è un miracolo che risplende per noi minuscoli miracolati, questo fiocco di stelle confuse e anonime – ma tutto è anonimo se è senza nome, e chi, se non l’uomo, può … Leggi tutto Sublime profondità

Il sorriso impreciso

Il sorriso impreciso di una speranza bambina illumina i dintorni di una stanca fatica su cui veglia calma una luna serena. Suoni muti e scoscesi pendii scivolano su distese pareti attratti dal basso profondo, sabbie sigillate dai colori ricurvi, tumida materia, muta complicità. L’età del tempo nello splendore della notte è un azzurro dolce amaro, … Leggi tutto Il sorriso impreciso

Aforisma 52

Se giocando a nascondino, perdi il senso del tempo, corri il rischio di restar nascosto, a volte, per tutta la vita.Diego Osvaldo Ardiles

Aforisma 51

Nella vita si rincorre ciò che si brama ma, alla fine, si apprezza solo ciò che si ama.Diego Osvaldo Ardiles

Infine

Infine, per una volta almeno, vorrei tentare di dar voce al non detto ed al non ancora letto, perché se è vero, come è vero, che è importante il contesto, è altrettanto vero che è ancora più importante il senza testo, così come credo lo sia il non ancora scritto che resta nell’aria sospeso, solo … Leggi tutto Infine

Noise flow – L’attentato (fine)

Photo by cottonbro on Pexels.com In passato, mi era accaduto di ascoltare mia madre che mi descriveva come un ragazzo con un comportamento un po’ stravagante e vittima di alcune ossessioni che però non avevano, secondo lei, caratteri allarmanti; se invece che in me fossero nate nella mente di una persona con un carattere calmo … Leggi tutto Noise flow – L’attentato (fine)

Natale a Zubrowka – Che strano anno, il ’56

Ricordo che era già quasi Natale, e come ogni anno Anna Tale si regalava un presente; Anna era indecisa tra un’acca di mento sfuggente e non pronunciato, privo di pronuncia, e un’invasata pianta carnivora che avrebbe potuto però in qualsiasi momento anche morderle il pollice – anche se lei lo aveva verde. Nell’indecisione, optò per … Leggi tutto Natale a Zubrowka – Che strano anno, il ’56

Noise flow 3 – L’attentato

Photo by cottonbro on Pexels.com In origine Sloth City era poco più di un piccolo villaggio, ma con il passare del tempo era diventata una vera e propria città che non aveva più cessato di crescere; nuovi palazzi, edifici realizzati con strutture solide, muri di pietra levigata, tetti con larghi spioventi e finestre ampie e … Leggi tutto Noise flow 3 – L’attentato

L’ospedale e il burattino – Filastrocca triste

Ripubblico questa poesia perché adesso è anche su YouTube, letta da Dalia (Mexico) e accompagnata da un mio brano musicale originale. https://youtu.be/JU3z7L1yEV4 Ieri è giunta la notizia                         di un bambino di cinque mesi che la madre ha deciso            di abortire perché malato.       Era un feto malformato,         o almeno così sembrava, ché dentro l’ecografie … Leggi tutto L’ospedale e il burattino – Filastrocca triste

Perpetua nostalgia

C’è sempre un prima che ricordo migliore di questo mio attimo del quale avrò certamente nostalgia domani. Diego Osvaldo Ardiles

Noise flow (2)

Il Noise flow invase in pochissimo tempo tutta la città. Le orecchie, le menti e i cuori delle persone si abituarono in fretta e senza opporre resistenza a quella nuova presenza artificiale. Al disopra di quel mormorio indistinto esisteva ormai solo ciò che era in grado di avere una speciale risonanza; tutto il resto restava … Leggi tutto Noise flow (2)

Noise flow (1)

Mi ero dimenticato di segnalare che il brano pubblicato è solo la prima parte del racconto.

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Quando la crisi economica investì Sloth City, io avevo quasi trent’anni. Improvvisamente tutte le attività rallentarono fino quasi a fermarsi. Cattive notizie arrivavano ogni giorno dal mondo della finanza; tante fabbriche chiusero i cancelli e licenziarono operai e impiegati. Anch’io persi il lavoro senza riuscire a trovarne altri. Le borse iniziarono a fare l’altalena tutti i giorni e nessuno era capace di comprendere da chi fossero spinte e fino a quando e sino a dove sarebbero proseguite le loro oscillazioni. C’era chi diceva che dietro a quegli imprevedibili movimenti ci fosse qualche oscuro manovratore, altri accusavano i cinesi e altri ancora si dicevano certi che si trattasse dei russi. Ma c’era anche chi sosteneva che le borse avessero ormai imparato a spingersi da sole, su e giù sull’altalena, come fanno i bambini piccoli quando diventano un po’ più grandicelli e capiscono che possono star seduti…

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Noise flow (1)

Photo by cottonbro on Pexels.com Quando la crisi economica investì Sloth City, io avevo quasi trent’anni. Improvvisamente tutte le attività rallentarono fino quasi a fermarsi. Cattive notizie arrivavano ogni giorno dal mondo della finanza; tante fabbriche chiusero i cancelli e licenziarono operai e impiegati. Anch’io persi il lavoro senza riuscire a trovarne altri. Le borse … Leggi tutto Noise flow (1)