La fantasia è un posto dove ci piove dentro

Lo scriveva Dante nel Purgatorio e lo ha ripreso Calvino nelle Lezioni Americane. Al buio piove di più. P. S. L'ho già detto che tra poco uscirà il mio nuovo romanzo IL PONTE DEI MIRACOLI? Forse sì, mi pare di sì.

Lombroso e Tolstoj

Finito di leggere adesso. Il genio e l'alienista di Paolo Mazzarello un libro veramente interessante.

Prossimo libro

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Ciao, sono stato assente per un po’ di tempo ma cercherò di farmi perdonare annunciando che tra pochi giorni uscirà il mio nuovo romanzo IL PONTE DEI MIRACOLI.

A presto 😊🙃😊

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Prossimo libro

Ciao, sono stato assente per un po' di tempo ma cercherò di farmi perdonare annunciando che tra pochi giorni uscirà il mio nuovo romanzo IL PONTE DEI MIRACOLI. A presto 😊🙃😊

Nuvole barocche

Queste nuvole barocche mi hanno suggerito due pensieri. Il primo è quanto è profondo il cielo! Il secondo è che se i gatti sapessero volare, forse non esisterebbero più le farfalle. Buon sabato😊

Kundera e il romanzo

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=202969075233782&id=100065620715840

Andiamo a casa, Martin (Incipit)

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(Incipit del racconto “Andiamo a casa, Martin” che fa parte della raccolta “Di Maremma e dintorni”)

Martin guardava fuori dal finestrino e intanto si sorreggeva con una mano alla maniglia sopra lo sportello tentando così di rimanere il più possibile indenne dalle scosse che facevano oscillare da una parte e dall’altra l’auto, mentre affrontava gli stretti tornanti che salivano verso la sommità della collina.

Non avrebbe saputo dire da quanto tempo non tornava a casa, non riusciva più a ricordarlo. Rammentava ancora bene però il suo paese, la collina dove esso sorgeva, i suoi genitori, la sua famiglia e il nonno Martino da cui aveva preso il nome, anche se tutti in realtà lo chiamavano Martin per distinguerlo dal vecchio. Quando il treno era arrivato ai piedi della collina dove abitavano i suoi genitori, Martin era sceso alla piccola stazione e aveva proseguito in autobus. Mentre questo saliva lungo i…

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Il cuore non ha pace

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Poesia dedicata all’ennesima, inutile, tragica e disumana carneficina in Palestina.

Il cuore non ha pace,

la terra neppure,

io nemmeno.

La guerra non ha pace

e non ha più voce

il milite ignoto

né l’ignoto civile

e ignudo è rimasto

anche il bambino,

figlio di nessuno.

Quale incenso arriva

tra questi morti ammazzati

e chi di loro ha adesso

un posto nella moschea,

in sinagoga o in cattedrale?

E dov’è il mio posto,

in quale fila di fuoco posso leggere il Vangelo?

E dove, questa sera di fuoco,

lo avrebbe annunciato Lui?

Diego Osvaldo Ardiles

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In che modo Jakob Iobiz ha eliminato il suo autore (Incipit)

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Mi chiamo Monica Boreca e sono la compagna dell’autore che ha creato, insieme a molti altri, anche il personaggio di nome Jakob Iobiz. Non chiedetemi se sono reale oppure no; per convenzione, qui tutto è finzione e solo le parole scritte sono realtà.

Mi trovo qui per raccontare quello che è accaduto una notte di qualche tempo fa. Me lo ha chiesto Jakob, e non solo lui.

L’autore, che chiamerò semplicemente Autore, era seduto di fronte al suo computer; la bottiglia di whisky era quasi finita e doveva per forza uscire a comprane un’altra, almeno di non rimanere il resto della notte senza bere rinunciando così all’unico aiuto di cui disponeva per sciogliere il fastidioso dilemma che lo stava assillando.

(Incipit del racconto dal titolo “In che modo Jakob Iobiz ha eliminato il suo autore” compreso nella raccolta “Di Maremma e dintorni”)

https://www.amazon.it/s?k=jakob+iobiz&i=stripbooks&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss

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L’innamorata (incipit)

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Questo è l’incipit del racconto “L’innamorata” che fa parte della raccolta “Di Maremma e dintorni”.

Arrivata all’ufficio postale, Giulia, aveva chiuso la lettera dentro la busta e la busta nella cassetta. Quindi aveva chiuso la giacca, le mani nelle tasche della giacca, e infine se stessa dentro l’autobus per fare ritorno a casa. In quel preciso momento era proprio tutto chiuso, anche il bar per turno di riposo e il cielo, almeno fino a quando il vento non si alzò, forse perché si annoiava o forse perché da seduto non arrivava bene a far sventolare la bandiera issata in alto sul pennone dell’ufficio postale.

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Buona lettura!

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Il mio libro “Di Maremma e dintorni” contiene questi racconti:

RACCONTO DI MAREMMA

BOMBER

L’INNAMORATA

PICCOLA STORIA DI UN VECCHIO SEDUTO SU UNA PANCHINA

LE RÉFUGIÉ

IL NONNO CON GLI OCCHIALI DA SOLE

BEATI GLI ULTIMI

AI PASCOLI ALTI

GIORNO DI RIPOSO

ANDIAMO A CASA, MARTIN

IRRUZIONE AL CASTELLO

IL FARO DI COLLINA ISOLA

IN CHE MODO JAKOB IOBIZ HA ELIMINATO IL SUO AUTORE Buona lettura!

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Scusate!

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Scusate se mi faccio un po’ di pubblicità; ma ho scritto il libro da solo, l’ho pubblicato da solo, e se non faccio un po’ di pubblicità va a finire che lo leggo anche da solo! (Questa è la copertina dell’ebook).

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I venditori di ombrelli (fine)

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Photo by Matheus Natan on Pexels.com

Mario passava da un mondo luminoso, caldo, animato e piacevole ad un altro dove invece non c’era nessuno, se non lui; un luogo freddo e inospitale, ricoperto solo di ghiaccio, di un ghiaccio che non si scioglieva mai, un ghiaccio che rendeva impossibile e addirittura impensabile il nascere di qualcosa di diverso. Là non c’era mai il sole ma solo una fredda luce simile a quella della luna e, talvolta, neppure quella. In quei frangenti, Mario trascorreva il suo tempo a osservare in silenzio il paesaggio che oramai conosceva in ogni suo minimo dettaglio: era un paesaggio sempre uguale a se stesso e anche lui era sempre uguale a se stesso. In quel mondo era sempre solo, perché là dentro tutti quanti erano soli. Di persone ce n’erano tante ma ciascuna rimaneva oscura alle altre, come se si trattasse di esseri trasparenti e intangibili.

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