(Cronache dal diario segreto del professor Storti) Il guardia-banca risponde, educato ma deciso, che non è suo compito far da angelo custode ai posti auto e che, anche se volesse, non potrebbe intervenire né con quel signore né con altri cittadini automuniti per far rispettare le pur giuste regole di transito e/o di sosta. La … Leggi tutto Un fatto di (micro)cronaca 4
Collettivo Zubrowka; 2.420 amici su fb
15 giugno 2021, raggiunti 2.420 amici su Facebook; non è importante il numero ma il fatto che si tratta di 2.420 persone che non conosco personalmente, e non mi conoscono, non so chi siano come loro non sanno chi sia io, ed è per questo motivo che li ho scelti. Certo, non è solo per … Leggi tutto Collettivo Zubrowka; 2.420 amici su fb
Un fatto di (micro)cronaca 3
(Cronache dal diario segreto del professor Storti) Mentre avanzo tra ricordi e pensieri ecco che un irrispettoso automobilista occupa abusivamente un posto riservato, con evidenti segni giallo-orizzontali e apposito cartello verticale, alle necessità di parcheggio di disabili muniti di idoneo distintivo. Un’anziana signora che assiste alla scena, sollecitata nei suoi più intimi e radicati istinti … Leggi tutto Un fatto di (micro)cronaca 3
Un fatto di (micro)cronaca 2
(Cronache dal diario segreto del professor Storti) Cammino osservando gli sguardi dei passanti, che mi appaiono perlopiù orfani di benigne fulminazioni, e proseguo nella deambulatoria salutevole ora d’aria. Deambulano insieme ai miei arti inferiori, cuoio-calzati, anche le cellule spirito-cerebrali che, navigando al di là dei contingenti ambiti spazio-temporali, vagano impegnate in discettazioni circa l’essere e … Leggi tutto Un fatto di (micro)cronaca 2
Un fatto di (micro)cronaca
(Dal diario segreto del professor Storti) Lo sguardo indugia su campi lontani, clizie dai cuspidi circonflessi frammiste a sagome di grossi apparecchi armati con pressofusi cingoli acciaiosi e loro appendici rosso-colorate; e piccoli e grandi edifici dai tetti embricati accompagnati da arborei filari pervadevano eluviali o fluvioglaciali pianori immersi in una incantevole fluviattile atmosfera. La … Leggi tutto Un fatto di (micro)cronaca
Argomenti di conversazione
(Cronache dal diario segreto del professor Storti) Gli argomenti dei dibattiti giornalieri possono essere i più disparati e variano dalle competizioni sportive di ogni tipo e disciplina praticate in ogni parte del mondo, al mondo delle scommesse, alla politica, sia interna che estera, alle corna, alle contese sulla paternità dei figli altrui ma anche al … Leggi tutto Argomenti di conversazione
Meglio un cane o una comitiva?
(Cronache dal diario segreto del professor Storti) Dopo la stagione calda arriva l’autunno e poi l’inverno e così, riassunti ciascuno nei nostri giubbini, giacche, giubbotti e cappotti – e taluno calzando, secondo i dettati della giusta premura salutista, berretti da battitori di baseball statunitensi, copricapo modello pittore francese o Borsalini tardo novecenteschi –, come audaci … Leggi tutto Meglio un cane o una comitiva?
Zubrowka
All’una di notte, di una notte di luna
mi guardano increduli immobili mobili,
arresi arredi e supini tappeti,
suppellettili varie e appese cornici.
La testa mi gira ma son proprio contento,
peggio sarebbe se non lo facesse
se, ad esempio, lei fosse fissa
non sarei mica altrettanto contento.
Lei invece è libera come la Terra
che ferma nel cielo mai non resiste,
sempre a girare deve restare
anche se è piena ancor più della Luna.
La terra ferma è solo un mito
perché semmai quell’asciutta esiste;
forse il problema è proprio questo nostro sistema
molto solare ma anche un po’ troppo agitato.
All’una di notte di una notte di luna
atterro greve con tutto il mio peso
come un fossile lanciato da un missile
ormai tanti, troppi anni fa.
Mi tuffo nel letto e provo a dormire.
Diego Osvaldo Ardiles
StalagMythos

Immortali gli uomini
crescono immobili
mentre su di loro
il tempo distilla
la vita dal cielo.
Diego Osvaldo Ardiles
Le note più belle
Le note più belle, quelle taciute,
solo immaginate
o immaginabili
attese ma non udite
perché nessuno ha suonato.
Il bello nascosto
in ciò che non può essere visto,
un luce incerta in un quadro
dietro il crinale della collina
o una casa che forse non c’è
in fondo al viale alberato.
Qualità nascoste
chiuse in chi ti sta vicino,
quelle con cui affronta
il proprio cammino
sospeso nel vuoto,
sul filo teso della vita.
Una semplice frase detta a metà
o un bambino speciale
cresciuto solo a metà.
(Diego Osvaldo Ardiles)
Con le rispettive quarte di copertina…
Questi sono per adesso come i tre moschettieri, nel senso che sono quattro e non tre
– Nonno, dovresti essere più social!
– Socialista?
– No, un po’ meno.
– Socilademocratico?
– Be’, lasciamo perdere.
Dalle memorie di Jimmy Weblander
Weblander
– Nonna, stanotte ho sentito il rumore di un combattimento tra un serpente e un leone.
– Jessica, era tuo nonno che russava.
[Dalle Avventure di Jimmy e Jessica Weblander]
Le guerre ritrovate
Dice un generale in televisione che le guerre si fanno con le armi ma a vincerle sono sempre gli uomini.
Per me si sbaglia: la verità è che gli uomini le guerre le perdono sempre. Purtroppo sono così bischeri che nel solito modo in cui le perdono sempre le ritrovano.
Magari non sono gli stessi soldati, non sono neppure le stesse guerre e anche le armi sono tutte cambiate; armi nuove, guerre nuove per nuovi soldati, ma gli uomini sono sempre gli stessi.
E gli uomini, le guerre, le perdono e basta.
J. Iobiz

