Le réfugié (3)

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Fu proprio in uno di quei giorni in cui sia io che il cielo eravamo un po’ scuri e imbronciati che scesi al mare e lì accadde l’incidente. Non andavo spesso fino alla spiaggia. Quando era caldo c’era troppa gente, e quando il caldo se ne andava via, arrivava la brutta stagione e allora il mare mi metteva addosso solo tristezza e malinconia. Quel giorno però, non so perché, andai al mare e mi sdraiai sul molo a guardare le persone sulla spiaggia. In acqua a fare il bagno non c’era quasi nessuno perché si era alzato un vento forte e maligno che sollevava delle onde altissime. Una di queste portò giù con sé una bambina. Veramente le bambine erano due, ma una non la trovarono più.

Io mi accorsi di ciò che stava accadendo perché una donna dalla spiaggia si mise a urlare contro il mare; anche io voltai lo sguardo verso il punto dove guardava quella donna e vidi, per un attimo, la testa della bambina andar giù sotto le onde. Un uomo si tuffò e dopo alcune bracciate riuscì faticosamente a raggiungere la bambina, ad acciuffarla e a tirarla con sé a riva. Ma proprio mentre l’uomo portava sulla spiaggia la bambina vidi per un istante l’altra bambina, che però scomparve subito sotto le onde. Per un attimo fui indeciso su cosa dovevo fare, poi mi tuffai.

A dire la verità, di solito non mi tuffavo a salvare le persone che annegano, ma non mi era neppure mai accaduto prima di allora di essere lì proprio mentre qualcuno annega, e se ti tuffi o non ti tuffi lo scopri solo quando ci sei, perché non è una cosa che la puoi sapere prima.

Be’, per essere precisi, nell’autunno precedente, avevo salvato un cane che era caduto in una grande vasca in paese e non riusciva più ad uscire fuori. Ma in quel caso non mi ero sentito un eroe e neppure il cane l’aveva fatta tanto lunga, perché appena fuori dalla vasca si era scrollato l’acqua di dosso, come fanno i cani, si era annusato un po’ intorno, aveva fatto una bella pisciatina e se n’era andato via. Ma è chiaro che cani e bambini non sono esattamente la stessa cosa.

(continua)

J. Iobiz

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