Molti esseri umani, sino a poco tempo prima completamente spensierati, avevano finito per restare intrappolati dentro pensieri prima di allora sconosciuti. Alla televisione dicevano che, per difendersi dalla pioggia di pensieri, erano stati inventati degli appositi ombrelli colorati in grado di proteggere la mente delle persone dai cattivi pensieri. I primi modelli in circolazione, per la verità, costavano molto, ma in seguito il prezzo è sceso ed è divenuto possibile trovarne di ottimi anche ad un costo molto accessibile.
Però, ormai, i cattivi pensieri si erano sparsi ovunque e non è stato più sufficiente proteggersi da quelli nuovi che piovevano dal cielo. Le persone, senza neppure accorgersene, si sono ritrovate a camminare con i piedi dentro qualche pozzanghera di pensieri altrui, e allora anche quel magico ombrello non serviva più a nulla. Meno male che, per quanto forti e decisi possano essere i…
Tra i detrattori non riluttanti ci fu Vladimir Nabokov: come noto, definì “Delitto e castigo” una spaventosa tiritera, confessò di disprezzare “I fratelli Karamazov” e di non sopportare tutto il mediocre congegno dostoevskiano, alimentato da dispositivi triti, da una grave mancanza di gusto e di stile, da orride sbrodolate a cuore aperto, da un intollerabile sentimentalismo e da un perverso piacere nel crogiolarsi nelle disavventure umane, che Dostoevskij osservava come un entomologo masochista, in ossequio a un gusto – scriveva – “da novella sentimentale”.
[Dal articolo “L’indecente Dostoevskij” di MARCO ARCHETTI sul Foglio del 10 APR 2021]
Non è vero che Massimo Valerio Segugio Spinone sa parlare; è una bugia, e l’ho detta ad Adele e a Pilade non so neppure io il perché. O meglio, forse lo so il perché: per raccontare loro delle storie, come facevano certe volte Pilade e Adele.
Però, anche se non sa parlare, Massimo Valerio è capace di ascoltare. Di questo ne sono certo; e capisce il silenzio. Sono sicuro che anche lui è d’accordo sul motivo per cui non esistono i marciapiedi in questo paesino sperduto e sul fatto che è arrivato il momento di andarsene via per sempre da qui. Cercheremo rifugio in montagna; saliremo lungo i ripidi sentieri che portano in quota, sempre più in alto; all’improvviso ci fermeremo e rimarremo immobili, a occhi chiusi. In questo modo potremo riconoscere e catalogare tutti i rumori intorno a noi. Il silenzio, più…
Non saprei dirlo con certezza, ma fino ad adesso mi sembra di aver capito che esistono due tipi di persone: ci sono quelli che pensano che ciò che sta accadendo in questi giorni non è mai successo prima di ora, e che quindi il mondo si sia ormai incamminato verso la fine; e poi ci sono quelli che invece ritengono che il mondo sia sempre stato in questo modo, cioè pieno di eventi tragici e imprevedibili, e che gli uomini da sempre combinano gli stessi pasticci anche se in forme diverse, e quindi le medesime cose che si dicono adesso sull’avvicinarsi della fine del mondo le hanno già pronunciate prima di noi i nostri nonni, e prima di essi i loro nonni, e i nonni dei nonni eccetera eccetera.
E poi, però, ci sono anche le persone come Pilade che non dicono nulla…
Se n’è andato via un altro anno senza che sia accaduto niente di particolare, ad eccezione di una cosa, una sola ma molto brutta e cioè la morte di Pilade.
A dicembre gli impiegati dell’Amministrazione sono andati tutti in vacanza. A gennaio, quando sono rientrati al lavoro c’erano le scadenze fiscali. A febbraio è arrivato come ogni anno il Carnevale. Marzo è stato un mese tranquillo; di aprile non posso dire niente di preciso. A maggio è esplosa la primavera, poi ci sono stati i mesi estivi delle vacanze. A ottobre sono iniziate tutte le nuove attività e poi è arrivato ancora una volta novembre e insieme a novembre anche un nuovo impiegato che ha preso servizio negli uffici dell’Amministrazione. Si chiama Tito.
Quando Tito ha iniziato il suo lavoro si è accorto che il suo predecessore aveva commesso un errore; si trattava…
Improvvisamente Adele è cambiata; ha iniziato a trascorrere sempre più tempo seduta in cortile a fissare con lo sguardo i grandi salici vicini al pozzo. Non viene più a passeggiare con me, Pilade e Massimo Valerio; e quando la chiamo mi risponde con un sorriso dolce, poi scuote leggermente il capo e resta seduta là, a fissare quei grandi salici. Mi ricorda mia madre.
Lei amava molto gli animali; ne aveva sempre avuto qualcuno anche prima di sposarsi. Ma con il passare del tempo, la sua passione superò ogni limite e oltre ai gatti e ai cani decise di portare nella villa dove abitavamo anche due tigri. Chiese a mio padre se egli fosse d’accordo per quel genere di acquisto e lui le disse di essere assolutamente contrario; non voleva animali feroci vicino casa. Per questo motivo, quando le tigri vennero consegnate alla…
Massimo Valerio dice che all’inizio del mondo non esistevano i colori ma c’erano solo il bianco e il nero; e ha precisato che quando dice bianco e nero non devo pensare alle vecchie foto o ai film d’epoca; no, intende dire che esisteva solo il bianco-bianco e il nero-nero, niente vie di mezzo. Solo in seguito, non sa dire con precisione quanto tempo dopo, cominciarono a mostrarsi tonalità più chiare di nero e più scure del bianco fino ad arrivare ad una scala infinita di grigi. Infine, comparve nel cielo un grande arcobaleno colorato che vi rimase per molto tempo. Forse un anno o un secolo, questo non sa dirlo. Comunque sia, a un certo punto quell’arcobaleno si ruppe e tutti i colori caddero sulla terra, proprio come è accaduto adesso. Fu allora che comparvero per la prima volta il giallo, il verde, il…
L’arcobaleno è andato via. Sono passati quasi quattro mesi da quando era comparso nel cielo ed oggi si è rotto ed è scomparso. I suoi colori sono finiti dispersi sulla terra e sopra le nostre teste. Ci sono voluti molti giorni e ce ne vorranno molti altri ancora per cancellare quei colori.
C’è chi dice che quello che è successo è tutta colpa dei partiti di opposizione, ma molti non credono che sia tutta colpa dei partiti di opposizione; c’è anche chi pensa sia stata un’operazione voluta dalla minoranza del Partito, chi invece crede si tratti di una trovata di qualche grande multinazionale; e poi c’è chi sente odore di mafia e quelli che giurano di essere certi che si tratti di un sabotaggio messo in atto dai servizi segreti di qualche Paese dell’Est europeo.
Pilade, invece, dice che la storia dell’arcobaleno è…
Mi ha raccontato oggi Massimo Valerio di un suo lontano parente, un incrocio tra un San Bernardo e un Pastore del Bernina, che vive in montagna e delle proteste del suo anziano proprietirio nei riguardi dei mangiatori di salsicce. Si lamenta perché lassù, ormai, i suddetti mangiatori di salsicce arrivano da ogni parte del mondo, e in un numero sempre maggiore.
In tempi passati, quei pochi che arrivavano, cucinavano le loro salsicce solo giù nella valle; ma poi si sono presto abituati a salire fino a duemila metri e anche più in alto, per mangiare salsicce anche lassù. Più tardi, legati tra di loro con funi e aiutandosi con dei chiodi piantati nella roccia, sono saliti a mangiare salsicce ancora più in alto, sino alla cima delle montagne.
Successivamente, hanno teso delle grandi corde di acciaio dalla valle sino alle vette più elevate…
Massimo Valerio Segugio Spinone è un cane. Si chiama così; è di proprietà di una coppia di anziani che sono dovuti partire all’improvviso e lo hanno lasciato qui. Ho detto agli impiegati dell’Amministrazione che posso pensare io a lui; non è più molto giovane ma è molto educato. Abbiamo iniziato a fare insieme lunghe passeggiate e ho scoperto che, oltre a saper ascoltare, sa anche parlare. E credo sia un cane con una certa istruzione. Quando camminiamo nelle strade qui intorno, facciamo lunghe discussioni sulle differenze che ci sono tra il mondo degli uomini e quello degli animali. Ad esempio, sui modi che hanno i cani di segnare il loro territorio. Massimo Valerio insiste perché anch’io faccia come lui, in modo da tenere lontani certi tipi antipatici; gli ho spiegato di non essere capace di fare pipì a piccole dosi e in modo…
A dicembre, negli uffici del Comune dove abitavamo io e Caterina, gli impiegati andarono tutti in vacanza. Prima di andare in vacanza fecero un censimento degli appartamenti abitati e di quelli vuoti. Nella strada principale abitavamo noi due, all’epoca ancora due giovani sposi che non avevano ancora avuto figli. A gennaio, quando gli impiegati rientrarono a lavoro c’erano le scadenze fiscali. A febbraio venne Carnevale. Marzo fu un mese tranquillo. Di aprile non potrei dire niente di preciso. A maggio arrivò la primavera, poi ci furono i mesi estivi delle vacanze. A ottobre iniziò un nuovo anno scolastico e poi arrivò di nuovo novembre e dopo novembre giunse dicembre e gli impiegati del Comune andarono di nuovo tutti in vacanza ma, prima di andare in vacanza, fecero di nuovo il censimento degli appartamenti abitati e di quelli vuoti: nella strada principale non abitava più la giovane coppia di sposi…
Il treno era arrivato ai piedi della collina, Martin era sceso alla piccola stazione e aveva proseguito in autobus. In paese aveva trovato sua sorella. L’aveva abbracciata mentre lei gli accarezzava i capelli radi.
I primi forestieri avevano riempito la campagna di cereali, fratelli, cugini, zii e nipoti; gli altri di greggi di pecore. Poi erano arrivati gli stranieri. Prima gli amanti dei prati sempre verdi. “Non ci sono?” chiesero delusi. “No”, fu la risposta. “Pazienza, ci accontenteremo dei vecchi mulini abbandonati”. Dopo giunsero quelli che amavano la bellezza drammatica ma volevano anche gli abeti verdi. “Non ci sono?” chiesero. “No”. “Pazienza, va bene anche il vino rosso”, dissero.
«I loro padri erano venuti con l’uniforme?» le chiese lui.
«Sì. Sai, tutti abbiamo dovuto cambiare lavoro: camerieri, pizzaioli e baristi».
Oggi ho conosciuto Adele. Anche lei è ospite qui. È molto gentile e mi sembra proprio una bella persona. Viene da un piccolo paese del Centro Italia, in mezzo all’Appennino. Da giovane deve essere stata molto bella e conserva ancora un viso dolce dai tratti regolari e la sua pelle chiara non rivela gli anni – e non come Pilade che ha le mani e la testa ricoperte da numerose piccole macchie marroni. Adele ha però un animo malinconico, e questo lei lo sa. Glielo hanno detto fin da piccola: prima a scuola i suoi amici e poi anche i ragazzi che ha conosciuto, alcuni dei quali avrebbero anche voluto sposarla. Se avesse avuto dei figli, certamente avrebbero detto di lei la medesima cosa.
Nel pomeriggio vado insieme a Pilade, Adele e altre persone al mercato e incontriamo Anna, una dottoressa molto gentile…