Ieri sera sono passato davanti alla terrazza di un bar e mi sono ritrovato ad osservare una fetta di torta Sacher ignorando completamente la ragazza che stava seduta al tavolo. Credo stia iniziando una nuova fase della mia vita.
Autore: Fabio Iozzi
L’Italia chiamò…
“Siam pronti alla morte l'Italia chiamò”; e trovò occupato. Richiamò e le fu risposto: “Armiamoci e partite”. Riprovò ancora e udì un coro: “Campioni del mondo! campioni del mondo! Chiamò nuovamente, e le dissero di non disturbare, “Qui facciamo la storia!”. Allora disse: “Riproverò tra cent'anni”. Si scherza, un po' di sano antipatriottismo fa sempre … Leggi tutto L’Italia chiamò…
Bomber (fine)

Una sera, quando è tornato a casa, lei era a sedere con la lingua scura fuori dalla bocca e non lo ha riconosciuto. Roberto ha chiamato subito il 118. Lei glielo ha sempre detto: «Se mi succede qualcosa, tu non fare niente, chiama subito il 118».
La mamma era robusta, ma era diventata grassa e camminava con fatica. Le gambe erano sempre gonfie e sembrava che tutto il sangue le si fosse trasformato in grasso. Eppure, non c’era nessuno che resistesse alla fatica più di sua madre. Anche se era malata, a letto non ci si metteva mai. «A letto mi ci mettete quando sono morta», diceva, «te, piuttosto, non ti sei ancora trovato un lavoro, sei grande ormai …» eccetera eccetera, con le solite cose.
Non si ricordava neppure bene come si chiamava, quella nuova malattia che l’aveva colpita. Le pigliava un dolore…
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Bomber (3)

Stamattina, Roberto è andato al parco perché aveva bisogno di liberarsi la mente da certi brutti pensieri; è rimasto da solo per un po’ di tempo, perché lì al parco avevano già tutti un cane, un bambino o un vecchio con cui parlare. Però, dopo una ventina di minuti, ha trovato un tipo in gamba con il quale si è messo a discutere del Barcellona, del campionato spagnolo, Messi, Neymar e Cristiano Ronaldo. Ma dopo pochi minuti è arrivata la madre e lo ha portato via perché doveva mangiare la merendina, fare la pipì e un sacco di altre cose che fanno i bambini a quella età. Allora Roberto gli ha regalato due figurine, una di Messi e una di Neymar e gli ha detto che se ritorna al parco continueranno a parlare di calcio.
Più tardi, nel pomeriggio, è andato al campo per…
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Bomber (2)

Chi conosce Roberto sa che il pallone per lui non è solo una passione ma è molto di più; e in fatto di calcio, Roberto detto Rooney dagli amici, ha le idee chiare. Lo chiamano così perché assomiglia vagamente al fuoriclasse inglese; lui li lascia fare, anche se nel suo cuore c’è posto per una sola squadra e questa non è inglese ma catalana: da piccolo faceva il tifo per il Barcellona, ora fa il tifo per il Barcellona, quando morirà, ci potete scommettere, farà ancora il tifo per il Barcellona. Forse, anche dopo, se gli sarà possibile.
Quando si mise insieme con la sua prima ragazza, le chiese se anche lei tifava per il Barcellona; lei gli rispose: «Anche a me a scuola mi chiamavano baccellona!». La lasciò.
Tommy, il suo migliore amico, allora gli disse: «Ehi, Rooney, cerca di ragionare con codesto…
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Bomber (1)

A casa di Roberto, negli ultimi tempi, non c’è stato molto da divertirsi. Fino a pochi mesi fa, abitava con sua madre e non ci stava nemmeno male, se non per il fastidio di doverla sopportare in continuazione mentre gli ripeteva che doveva trovarsi un lavoro. Tutti i giorni la solita cantilena, molte volte al giorno, e ormai da diversi anni. Roberto non ha niente di personale contro il lavoro; il fatto è che oggi non è per niente semplice trovarne uno e questo lo sa bene anche sua madre. Ma lei è fatta così, le piace ripetere sempre le solite cose. Lui ci ha fatto l’abitudine e la sopporta, anche perché quando ha bisogno di qualcosa lei è sempre lì pronta ad aiutarlo.
Una volta, ad esempio, si è rotto una gamba giocando a pallone. È stato fermo a casa più di un…
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I libri divisi in tre categorie
I libri si dividono in tre categorie: quelli che non puoi dire di non aver letto;quelli che non puoi dire di aver letto;e poi quelli di J. Iobiz di cui puoi dire cosa ti pare. I
Ho deciso che smetterò di scrivere!
E la colpa è del mio lettore ideale. Anzi della mia lettrice ideale; improvvisamente è scomparsa! Quella che stava seduta di fronte a me mentre scrivevo, che mi seguiva nelle mie elucubrazioni e digressioni senza mai perdere il filo del discorso e della storia; quella che mi accompagnava e con la sua presenza era in … Leggi tutto Ho deciso che smetterò di scrivere!
Aforisma 81
La vita è ciò che ti accade mentre sei occupato a fare altro, ma se sei troppo occupato va a finire che la tua vita accade a qualcun altro.
Piccola storia di un vecchio seduto su una panchina (Finale)

Ogni terra custodisce gelosa le sue storie che non racconta volentieri ai forestieri, un po’ per pudore e un po’ per timore che a morire sia proprio la memoria quando perde la sua corsa con la storia.
Ogni terra, campo, collina, ogni fiume e ogni singolo fosso, nasconde i suoi racconti di guerre, vinte e perse, e delle infinite anime che lì si sono consumate nella loro ultima fatica.
Al vecchio torna in mente un vivaio di alberi ordinati dove si facevano le buche per piantare la vita; poi fu il mortaio a farci le sue buche assassine, e allora laggiù si piantarono solo croci. Croci di morti sbagliate, che la sorte assegnava senza riguardo e compassione.
La vita e la storia che si combattono e poi si ritrovano unite nei solchi dei campi e poi in quelli dei dischi, nei libri tristi, nei testi…
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Piccola storia di un vecchio seduto su una panchina (2)

Ma il vento non parla; forse saprebbe farlo ed è solo che non gli va di parlare. Magari perché è un vento notturno e taciturno, introverso che soffia in direzione contraria. O chissà, forse è stanco perché è stato indaffarato nei giorni precedenti a trascinare grossi cumuli di nembi e a pulire le rotte lasciate dagli aerei e ogni angolo di cielo dopo le folate delle correnti; per questo avrà preferito rimanere lassù in alto, dove l’aria è più fine e il cammino più sgombro.
Sarà per caso un vento vanitoso, di quelli che si danno aria di sapere e invece non scoprono niente, anzi ricoprono tutto di nubi e di sabbia e mulinelli di foglie morte e carta straccia, bianca e sporca?
Adesso, seguendo il vento dei suoi ricordi, il vecchio si ritrova tra le dolci colline e i laghi della campagna dove è…
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Piccola storia di un vecchio seduto su una panchina (1)

C’è un vecchio seduto sulla panchina ai margini della strada nazionale. È solo, con lui c’è soltanto la nebbia. Ciò che la nebbia nasconde ai suoi occhi sono dei muri alti di mattoni che corrono ai lati della strada statale, dove una volta c’era una fabbrica, alcuni palazzi squadrati e un po’ tristi, una fila di platani e, più lontano, due alti pini.
Il vecchio è uno dei tanti che si vedono in città; magari non è facile descriverli perché raramente ci si sofferma a osservarli, ma sembra, anzi è proprio uguale ad uno di loro.
La visibilità è minima, e solo il minuto è visibile; sfuma invece l’orizzonte e fumano davanti a quel vecchio gli scarichi degli autobus, che da lì partono per andare in città. Al loro passaggio il vecchio è ogni volta investito da ventate di aria calda, umida e sature di…
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Ti scrivo, perché il silenzio dimentica in fretta l’eco delle parole
Avrei voluto parlarti di tante cose, del bene di pochi che non è mai un vero bene, delle assenze che contano più delle presenze, dell’Essere – pensiero che illumina il mondo come la luce fa con gli oggetti; della realtà in noi, che è spesso l’ideale del Nulla, e del Nulla che è la strada … Leggi tutto Ti scrivo, perché il silenzio dimentica in fretta l’eco delle parole
Perché preferisco scrivere racconti e romanzi brevi (spiegato in sei punti)
Perché mi piacciono le favole (e di solito queste non sono molto lunghe)Perché ho paura di annoiare i lettori per troppo tempoPerché sono troppo pigro per scrivere un romanzo lungoPerché sono troppo pigro per rileggere e correggere un romanzo lungoPerché non mi riesce scrivere romanzi più lunghi(C'era anche un altro motivo ma me lo sono … Leggi tutto Perché preferisco scrivere racconti e romanzi brevi (spiegato in sei punti)
La guida turistica
Photo by Francesco Ungaro on Pexels.com Da tre anni, ormai, faccio la guida turistica in questa città. Racconto ogni giorno, più o meno con le stesse parole, la sua storia a individui che incontro per la prima volta e che non rivedrò mai più. Durante questo periodo, tuttavia, ho dovuto più volte cambiare diversi termini … Leggi tutto La guida turistica
