Il mondo è un posto molto più «largo» di quanto potrebbe sembrare

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Quadrilatero Modena Ravenna Padova Verona

Gli uomini occupano molto poco posto sulla Terra. Se i due miliardi di abitanti che popolano la Terra stessero in piedi e un po’ serrati, come per un comizio, troverebbero posto facilmente in una piazza di ventimila metri di lunghezza per ventimila di larghezza. Si potrebbe ammucchiare l’umanità su qualsiasi isolotto del Pacifico. Naturalmente i grandi non vi crederebbero. Si immaginano di occupare molto posto. Si vedono importanti come baobab. Consigliateli allora di fare dei calcoli, adorano le cifre e gli piacerà molto. Ma non perdete il vostro tempo con questo pensiero, è inutile, visto che avete fiducia in me.

[Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe]

Oggi, quando sono trascorsi più di settant’anni da quando fu scritto Il Piccolo Principe, un immaginario quadrilatero di pianura emiliana, veneta e lombarda, che avesse come vertici i centri delle città di Modena, Verona, Padova e Ravenna, sarebbe sufficiente a contenerci tutti…

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Se divento famoso

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21 marzo 2021

(Una breve introduzione/7)

Se divento famoso anch’io, magari non famosissimo ma faccio anche solo un po’ di successo, di sicuro ci sarà un giornalista che mi domanderà quali sono i libri che hanno influenzato il mio modo di scrivere. Allora gli dovrò spiegare – o le dovrò spiegare, se sarà una giornalista donna, come è molto probabile, anzi quasi sicuro –, che proprio per non essere influenzato da altri libri, prima di mettermi a scrivere sono stato un bel po’ di tempo senza leggere niente, e quel periodo l’ho utilizzato solo per scrivere questa introduzione per il mio nuovo romanzo; e lei, chissà, mi dirà: «Un po’ lunga come introduzione». E io le risponderò: «Sì, un po’».

Mi sto accorgendo che questa cosa della lunghezza mi sta davvero prendendo la mano e va a finire che mi ci fisso, e per un autore non c’è cosa peggiore…

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Consumismo. Il fenomeno del consumo di massa non è stato spontaneo

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La parola «consumo» ha radici anglosassoni e latine. Nella sua accezione originale, il termine «consumare» ha significato di distruggere, esaurire, spogliare. Il termine ha un contenuto violento e, fino a tempi molto recenti, ha avuto una connotazione esclusivamente negativa. Ancora negli anni Venti, il termine veniva usato per riferirsi agli effetti della più mortale delle malattie diffuse all’epoca: la tubercolosi. Oggi, l’americano medio consuma due volte di più di quanto facesse alla fine della seconda guerra mondiale. La metamorfosi del consumo, da vizio a virtù, è uno dei fenomeni più importanti – eppure uno dei meno studiati – del XX secolo.
[Jeremy Rifkin, La fine del lavoro, 1995]

Il problema non è quanti abitanti ha la Terra ma quanto consumiamo; il nocciolo della questione, è perfino banale dirlo, è la distribuzione delle risorse; e questo dipende da molti fattori, ma ciò che importante capire è quello che afferma Jeremy Rifkin…

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Prima di cominciare a scrivere

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19 marzo 2021

(Una breve introduzione/3)

Prima di cominciare a scrivere, si dovrebbe stare del tempo senza leggere nulla, perché altrimenti viene fuori un modo di scrivere che non è il nostro, ma quello di qualcun altro, e chi ci conosce, quando legge quello che abbiamo scritto, se ne accorge subito. Ora, non è che se uno legge Proust poi scrive come lui; magari! Ma può capitare che ti accada la stessa cosa che si verifica per i dialetti, e cioè che se stai per tanto tempo in una città che non è la tua, e dove la gente parla in modo diverso da te, va a finire che anche te parli un po’ diverso da come parlavi prima, e un po’ più uguale alle persone che abitano in quella città.

Per questo motivo ho deciso che prima di iniziare a scrivere questo mio nuovo libro aspetterò qualche settimana, e…

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Nessun grido pronunciato un giorno

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Nessun grido pronunciato un giorno

sarà un giorno non pronunciato,

nessuna preghiera o bestemmia,

nessuna parola resterà muta.

Nessun dolore sofferto un giorno

sarà un giorno come non sofferto,

nessuna gioia vissuta

sarà un giorno come non vissuta.

Niente andrà perso

e nulla dimenticato,

tutto sarà un giorno

riassunto in eternità.

Solo se un giorno non saremo stati,

non saremo stati mai

e tutto questo è, allora, solo un sogno.

Ma se è inevitabile ch’esista

un futuro anteriore,

questo già è,

prima ancora del nostro passato.

Diego Osvaldo Ardiles

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Albe morbide

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Nella notte galleggiano

le stelle sulle onde,

mollemente galleggiano

gli amanti e i diamanti

e ogni cosa brilla di luce riflessa.

Tu riposa la tua testa

stanca sul cuscino

e tendi l’orecchio

ad ascoltare il buio

muto della notte,

con gli occhi chiusi

per non vedere

il silenzio che ti circonda.

Albe morbide e piogge di acciaio

si susseguono infinite,

i figli della luna sentono i lupi

ma i primi raggi del mattino

disperderanno presto le tenebre

come miraggi nel deserto.

Diego Osvaldo Ardiles

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Il sommesso scandire del respiro del mare

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Di tutte le volte che siamo stati al mare

nella nostra ultima estate

una ricordo più di ogni altra.

Un pomeriggio di ottobre

con il mare sornione senza un’onda,

una vela o una bagnante.

Verso sera rimanemmo soli sulla spiaggia

e mi tornarono in mente certi giorni d’agosto

quando vi restavamo fino a notte.

Sfollati gli infiniti bagnanti,

scomparivano anche le ultime voci,

le urla e ogni altro piccolo rumore,

e il mare riprendeva a respirare.

E se chiudo gli occhi,

mi sembra di udire

nel pacato suono delle onde

il sommesso scandire del respiro del mare,

simile a un enorme animale ferito

finalmente libero

da nugoli di cavallette impazzite.

Il cielo e il mare tornavano ad abbracciarsi

e cancellavano la linea dell’orizzonte

che fino a un momento prima

li aveva divisi.

Si riunivano in quel silenzio

di nuovo raccolto

e non aveva nessuna importanza

sapere che sarebbe arrivato presto

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Breve biografia dell’autore

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Trattandosi del mio primo libro che sarà tra poco pubblicato, mi sono sentito in dovere di fare un breve cenno alla mia storia e spiegare chi sono. Per farlo ho chiesto aiuto ad un mio vecchio professore di liceo, Arturo Maria Storti, che ha acconsentito di buon grado a scrivere queste note biografiche; mi ha posto una sola condizione, che io, ovviamente, ho rispettato: quella di non modificare il testo che egli mi avrebbe inviato e di pubblicarlo interamente come lui lo avrebbe scritto.

Chi è Jakob Iobiz

È probabile, anzi è quasi certo, che nessuno di voi abbia mai sentito parlare ne sappia chi sia Jakob Iobiz. Non è però un’ignoranza imputabile alla notorietà dell’individuo, e neppure a quella di voi lettori, che non mi permetto neppure di prendere in considerazione; è piuttosto una conseguenza della facilità con cui siamo ormai abituati a masticare e dimenticare ogni tipo di…

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Un occhio distaccato

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Poesia dedicata al mio amico Diego Osvaldo Ardiles.

Avevo  un amico poeta

che aveva un occhio distaccato

con il quale osservava la realtà.

Ma, con il tempo,

e forse le troppe poesie,

l’occhio gli si distaccò completamente e cadde.

Il mio povero amico divenne cieco

e da allora vide solo l’irrealtà.

J. Iobiz

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Frasi fatte

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Esistono frasi fatte, che non le devi fare tu; sono come uomini e abiti rifatti e disfatti non si sa più da chi e chissà quante volte, e quante altre volte ancora no. Frasi già pronte per ogni circostanza per tutto e per tutti. O forse per nessuno.

D. O. Ardiles

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Certe volte #2

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Certe volte

ho paura che tutto sia finito.

Altre volte, invece, ho paura che tutto sia infinito

e di essere rimasto solo.

Altre volte ancora sono contento di essere solo;

o anche semplicemente contento

e non so neppure il perché.

Diego Osvaldo Ardiles

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Certe volte

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Certe volte la vita ti prova e poi ti scarta,

altre volte ti prova senza che tu riesca a provare lei.

Oppure proprio non ti trova,

e queste sono le volte peggiori.

Diego Osvaldo Ardiles

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Il mandorlo

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Sempre qualcuno vedrà

il ricordo della vita scomparsa

rivivere a primavera

nel mandorlo che fiorisce

i suoi petali bianchi.

In un istante cancella

gli inverni passati,

buoni e cattivi,

come il mattino

sbiadisce gli incubi e i sogni.

E la vita che resta divide

 i ricordi dal domani;

e altri vedranno anche per me

il mandorlo fiorire

i suoi petali a primavera.

Diego Osvaldo Ardiles

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L’ospedale e il burattino – Filastrocca triste

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Ripubblico questa poesia perché adesso è anche su YouTube, letta da Dalia (Mexico) e accompagnata da un mio brano musicale originale.

Ieri è giunta la notizia

di un bambino di cinque mesi

che la madre ha deciso

di abortire perché malato.

Era un feto malformato,

o almeno così sembrava,

ché dentro l’ecografie

il suo stomaco non c’era.

Ma al momento dell’aborto

quel minuscolo suo cuore

non si è però fermato,

non ha neanche rallentato.

Così, come fosse normale,

nell’imbarazzo generale,

imperterrito ha proseguito

nel suo battito regolare.

Non sapendo più che fare

si son dovuti rassegnare

ad aiutar quell’esserino

ché di morire era contrario.

Ma proprio in quegl’istanti

tutti i medici presenti

si son presto resi conto

che l’ecografia era sbagliata.

Hanno infatti constatato

che lui lo stomaco lo aveva

e che presto sarebbe nato

bello sano e non malato.

A nulla son serviti

gli aiuti che han forniti

e…

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Aforisma 68

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La normalità è come la neve: qualcuno ci scivola sopra, si diverte e perfino ci si annoia, mentre altri ne restano prigionieri e ne sono sommersi senza riuscire più a emergere.

Diego Osvaldo Ardiles

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