Bomber (1)

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A casa di Roberto, negli ultimi tempi, non c’è stato molto da divertirsi. Fino a pochi mesi fa, abitava con sua madre e non ci stava nemmeno male, se non per il fastidio di doverla sopportare in continuazione mentre gli ripeteva che doveva trovarsi un lavoro. Tutti i giorni la solita cantilena, molte volte al giorno, e ormai da diversi anni. Roberto non ha niente di personale contro il lavoro; il fatto è che oggi non è per niente semplice trovarne uno e questo lo sa bene anche sua madre. Ma lei è fatta così, le piace ripetere sempre le solite cose. Lui ci ha fatto l’abitudine e la sopporta, anche perché quando ha bisogno di qualcosa lei è sempre lì pronta ad aiutarlo.

Una volta, ad esempio, si è rotto una gamba giocando a pallone. È stato fermo a casa più di un…

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I libri divisi in tre categorie

I libri si dividono in tre categorie: quelli che non puoi dire di non aver letto;quelli che non puoi dire di aver letto;e poi quelli di J. Iobiz di cui puoi dire cosa ti pare. I

Ho deciso che smetterò di scrivere!

E la colpa è del mio lettore ideale. Anzi della mia lettrice ideale; improvvisamente è scomparsa! Quella che stava seduta di fronte a me mentre scrivevo, che mi seguiva nelle mie elucubrazioni e digressioni senza mai perdere il filo del discorso e della storia; quella che mi accompagnava e con la sua presenza era in … Leggi tutto Ho deciso che smetterò di scrivere!

Aforisma 81

La vita è ciò che ti accade mentre sei occupato a fare altro, ma se sei troppo occupato va a finire che la tua vita accade a qualcun altro.

Piccola storia di un vecchio seduto su una panchina (Finale)

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Ogni terra custodisce gelosa le sue storie che non racconta volentieri ai forestieri, un po’ per pudore e un po’ per timore che a morire sia proprio la memoria quando perde la sua corsa con la storia.

Ogni terra, campo, collina, ogni fiume e ogni singolo fosso, nasconde i suoi racconti di guerre, vinte e perse, e delle infinite anime che lì si sono consumate nella loro ultima fatica.

Al vecchio torna in mente un vivaio di alberi ordinati dove si facevano le buche per piantare la vita; poi fu il mortaio a farci le sue buche assassine, e allora laggiù si piantarono solo croci. Croci di morti sbagliate, che la sorte assegnava senza riguardo e compassione.

La vita e la storia che si combattono e poi si ritrovano unite nei solchi dei campi e poi in quelli dei dischi, nei libri tristi, nei testi…

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Piccola storia di un vecchio seduto su una panchina (2)

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Ma il vento non parla; forse saprebbe farlo ed è solo che non gli va di parlare. Magari perché è un vento notturno e taciturno, introverso che soffia in direzione contraria. O chissà, forse è stanco perché è stato indaffarato nei giorni precedenti a trascinare grossi cumuli di nembi e a pulire le rotte lasciate dagli aerei e ogni angolo di cielo dopo le folate delle correnti; per questo avrà preferito rimanere lassù in alto, dove l’aria è più fine e il cammino più sgombro.

Sarà per caso un vento vanitoso, di quelli che si danno aria di sapere e invece non scoprono niente, anzi ricoprono tutto di nubi e di sabbia e mulinelli di foglie morte e carta straccia, bianca e sporca?

Adesso, seguendo il vento dei suoi ricordi, il vecchio si ritrova tra le dolci colline e i laghi della campagna dove è…

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Piccola storia di un vecchio seduto su una panchina (1)

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C’è un vecchio seduto sulla panchina ai margini della strada nazionale. È solo, con lui c’è soltanto la nebbia. Ciò che la nebbia nasconde ai suoi occhi sono dei muri alti di mattoni che corrono ai lati della strada statale, dove una volta c’era una fabbrica, alcuni palazzi squadrati e un po’ tristi, una fila di platani e, più lontano, due alti pini.

Il vecchio è uno dei tanti che si vedono in città; magari non è facile descriverli perché raramente ci si sofferma a osservarli, ma sembra, anzi è proprio uguale ad uno di loro.

La visibilità è minima, e solo il minuto è visibile; sfuma invece l’orizzonte e fumano davanti a quel vecchio gli scarichi degli autobus, che da lì partono per andare in città. Al loro passaggio il vecchio è ogni volta investito da ventate di aria calda, umida e sature di…

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Ti scrivo, perché il silenzio dimentica in fretta l’eco delle parole

Avrei voluto parlarti di tante cose, del bene di pochi che non è mai un vero bene, delle assenze che contano più delle presenze, dell’Essere – pensiero che illumina il mondo come la luce fa con gli oggetti; della realtà in noi, che è spesso l’ideale del Nulla, e del Nulla che è la strada … Leggi tutto Ti scrivo, perché il silenzio dimentica in fretta l’eco delle parole

Perché preferisco scrivere racconti e romanzi brevi (spiegato in sei punti)

Perché mi piacciono le favole (e di solito queste non sono molto lunghe)Perché ho paura di annoiare i lettori per troppo tempoPerché sono troppo pigro per scrivere un romanzo lungoPerché sono troppo pigro per rileggere e correggere un romanzo lungoPerché non mi riesce scrivere romanzi più lunghi(C'era anche un altro motivo ma me lo sono … Leggi tutto Perché preferisco scrivere racconti e romanzi brevi (spiegato in sei punti)

La guida turistica

Photo by Francesco Ungaro on Pexels.com Da tre anni, ormai, faccio la guida turistica in questa città. Racconto ogni giorno, più o meno con le stesse parole, la sua storia a individui che incontro per la prima volta e che non rivedrò mai più. Durante questo periodo, tuttavia, ho dovuto più volte cambiare diversi termini … Leggi tutto La guida turistica

Ricetta di poesia

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Cosa cerco in una poesia:

  1. Tentativo di un uso originale delle parole;
  2. Musicalità;
  3. Significato.

(Diego Osvaldo Ardiles)

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Fai la cosa sbagliata

Ieri sera ho guardato un film e, come mi accade spesso, mi sono ritrovato a suggerire dentro la mia testa preziosi consigli al protagonista; e lui, il protagonista, immancabilmente faceva sempre il contrario di quello che gli suggerivo io. Come era prevedibile si è infilato in un mare di problemi da cui non riusciva più … Leggi tutto Fai la cosa sbagliata

Il blocco dello scrittore (e la domanda giusta)

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30 marzo 2021

#29

Finalmente lunedì ho iniziato a scrivere il romanzo, anzi a essere sincero sincero non ho cominciato questo lunedì, come volevo far credere, ma è due lunedì fa, cioè a essere sincero sincero il libro ho iniziato a scriverlo due settimane fa.

Però mi vergogno a dire che ho cominciato a scrivere il romanzo sedici giorni fa, perché praticamente non ho ancora scritto nulla. Lunedì, quello di due settimane, fa, ho scritto dieci pagine e martedì le ho buttate via tutt’e dieci; poi ne ho scritte altre dodici e il giorno dopo, che era mercoledì di due settimane fa, le ho buttate via tutte; ed è successa la stessa cosa i giorni successivi, che è inutile che stia qui a fare l’elenco preciso preciso, tanto non serve a niente e si capisce lo stesso.

Arrivato a martedì, che sarebbe oggi, mi…

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Un cowboy che assomiglia a un contadino bavarese

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29 marzo 2021

#28

Mi sono convinto che per scrivere buoni romanzi occorre conoscere un sacco di cose, e l’unico modo per conoscere un sacco di cose è quello di leggere un sacco di libri; e per leggere un sacco di libri ci vuole un sacco di tempo; e quindi se non hai tempo a sufficienza, se devi lavorare, hai famiglia o hai degli hobby impegnativi come suonare la tromba o fare il tifo per una squadra di Serie A, va a finire che non conosci bene tutte le cose come si deve. Che poi ti succede che non scrivi nulla di buono, oppure scrivi la storia di un cowboy che assomiglia a un contadino bavarese o di un americano che ha perso la seconda guerra mondiale o qualcosa di questo tipo.

Con il tempo, invece, puoi conoscere tante cose: io, per esempio, con…

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