Aforisma 64

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Rassegnarsi vuol dire anche

fare cose inutili

sapendo che sono inutili

Diego Osvaldo Ardiles

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Aforisma 65

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Quando il cielo è chiuso e carico di nuvole nere, l’aria diventa irrespirabile; allora, è la terra stessa che invoca il sopraggiungere del temporale, e la massa non può fare altro che rimanere vittima delle intemperie.

Diego Osvaldo Ardiles

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Finalmente è online con il testo corretto

https://www.amazon.it/dp/B095MH6WXZ/ref=cm_sw_r_cp_awdb_imm_6P5QAF6ZW2X8A2M32HH4 Per quanto riguarda invece il libro cartaceo è ancora online la versione non aggiornata.

Il nuovo libro

Buongiorno, volevo fare un po' di pubblicità al mio nuovo libro ma mi sono accorto che ho pubblicato, sia nella versione ebook che in quella cartacea, il file sbagliato. Mannaggia! Adesso ho caricato di nuovo il testo ma devo aspettare che Amazon aggiorni la pubblicazione. Quindi, anche se morite dalla voglia di leggerlo, vi chiedo … Leggi tutto Il nuovo libro

Case, palazzi e filosofia

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26 marzo 2021

#17

Comunque, a guardare le cose con occhi diversi, mi sono accorto di tanti particolari che prima non avevo notato; per esempio che esistono case felici, case tristi e case che una volta erano felici e adesso non lo sono più, e queste sono quelle che a vederle fanno più tristezza di tutte.

Ciò che fa apparire le case felici o tristi sono i particolari: la forma del tetto, i colori delle facciate, le finestre, i balconi, le ringhiere, i fiori che hanno sui davanzali e il giardino, se ce l’hanno.

Ogni casa e ogni palazzo, a guardarli bene, mostra il suo ghigno o sorriso, oppure un senso di indifferenza, alterigia o ostentazione. Chi ha costruito quegli edifici, forse senza neppure saperlo, ha messo in piazza i pregi e i difetti della propria anima. E così anche i cancelli, i muri di…

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Con occhi diversi

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25 marzo 2021

#16

Comunque, io ho deciso che non scriverò nel mio romanzo niente del genere, e cioè storie che parlano di commissari, poliziotti, assassini, avvocati, cani, gatti o di gente che cucina roba da mangiare in modo fenomenale, anche perché non ne conosco nessuno di commissari, poliziotti, eccetera, e invece una delle prime regole che uno scrittore deve imparare è proprio quella che si deve scrivere solo di cose che si conoscono bene.

Per esempio, se vuoi scrivere di New York o di Corleone o del Nepal, ci devi essere stato veramente a New York o a Corleone o nel Nepal; e neppure è sufficiente che tu ci sia stato da turista – perché quando ci vai in vacanza sei come quelli che fanno i viaggi in crociera; non penserai mica che dopo una crociera uno ti possa venire a dire di…

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Un libro triste?

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23 marzo 2021

(Una breve introduzione/11)

Comunque io, dopo che tutti mi avevano detto che il mio primo libro era triste – e hai voglia di spiegare che era triste solo perché parlava di cose tristi, tanto non cambiava nulla – ho pensato:

1. che è meglio se non scrivo più delle storie tristi;

2.     che sarebbe stato diverso se avessi spiegato bene nell’introduzione qual era il motivo per cui erano tristi quelle storie, cosa che invece non avevo fatto – perché il libro era uscito senza un’introduzione, e io nemmeno ci avevo pensato che all’inizio del libro potessi mettere una bella introduzione – e questo, forse, è il motivo per cui quel libro non ha avuto grande successo.

Cioè, chi lo ha letto, quel libro, mi ha detto che gli è piaciuto, anzi spesso che le è piaciuto, perché la maggior parte sono…

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Un po’ blues, ma non triste

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23 marzo 2021

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#12

Se uno si ritrova questo testo tra le mani – che di sicuro non è triste – potrebbe pensare che nel periodo che è trascorso da quando scrissi il primo libro ad oggi mi sia successo qualcosa di strano, magari anche di molto allegro. Siccome però non mi è successo niente di strano e di allegro, sento il dovere di spiegare il motivo per cui questi due testi sono così diversi tra loro.

Perché qualcuno, lo so già, potrebbe dire che sembra quasi che a scrivere questa roba qui sia stato un altro al posto mio. Se questo qualcuno dovesse fare un’affermazione del genere, gli risponderò dicendo che la presente introduzione non è stata pensata per essere scritta ma espressa a voce ai futuri lettori del mio nuovo romanzo. Ed è normale che sia scritta in questo modo, certamente un…

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Un lavoro complicato

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24 marzo 2021

#14

Studiando per completare questa breve introduzione al mio nuovo romanzo, una cosa credo di averla compresa: fare lo scrittore è un mestiere complicato. Ed è complicato perché non è che uno scrittore passa tutto il suo tempo a scrivere, e così la gente capisce che fa davvero lo scrittore. Anche quando lavora, e non fa solo finta di lavorare, deve fare altre mille cose come: guardare fuori dalla finestra, pensare, leggere, camminare, fare la punta alla matita, osservare fisso lo schermo del computer, oppure starsene da solo chiuso dentro una stanza; che sono tutte cose che se qualcuno ti guarda, e non sa che sei davvero uno scrittore, può pensare che tu sia soltanto un perditempo che non ha voglia di far niente oppure, nella migliore delle ipotesi, un tizio stravagante a cui piace guardare fuori dalla finestra, pensare, leggere, camminare, che per molti è quasi…

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In arrivo il mio nuovo lavoro

Dopo aver finalmente avuto il tempo per ripulire i libri già pubblicati da alcuni refusi e averne migliorato l'impaginazione, sono riuscito a completare l'ultima raccolta di racconti dal titolo: CASI PRIVATI - Importante è non rimanere soli che sarà pubblicato su Amazon. In realtà c'è già il libro ma aspettate ad acquistarlo perché è la … Leggi tutto In arrivo il mio nuovo lavoro

Sogni e Free Jazz

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27 marzo 2021

#22

Il quaderno dei sogni fa comodo perché ti può dare un sacco d’idee; perché la scrittura creativa deve essere creativa, ma mica ti puoi inventare proprio tutto tutto su due piedi. È un po’ come nella musica jazz, dove in quanto a creatività non si scherza, perché è una musica in gran parte improvvisata ma neppure quella è musica interamente improvvisata. Ad eccezione di certi casi.

A questo proposito ho letto una volta un fatto buffo che è accaduto a un contrabbassista jazz americano, molto famoso anche come compositore e per i suoi lineamenti afro-asiatici; diversi anni fa, quando andava di moda il free jazz, che era un tipo di musica dove era tutto quanto improvvisato, quel contrabbassista famoso era convinto che quel free jazz non fosse la musica migliore, anzi lui non la suonava proprio e gli stava anche…

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Vessillo marino

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S’erge e s’inabissa e poi s’inombra,

e mi sorprende mentre di nuovo

riemerge e tra i flutti

poi ancora s’immerge.

Non ha peso né passo

è solo un vessillo

appeso tra le onde

ad un ramo di un albero

appassito chissà dove.

È apparsa sospesa

tra i flutti di mare

portata dal libero libeccio

Vedo ora che era

solo una semplice bottiglia vuota,

o forse un vecchio salvagente

che come me

rotola e rema

nel medesimo istante.

Diego Osvaldo Ardiles

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Aforisma 52

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Se giocando a nascondino,

perdi il senso del tempo, corri il rischio di restar nascosto,

a volte, per tutta la vita.

Diego Osvaldo Ardiles

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Una ossessione tutta mia

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21 marzo 2021

#15

Durante la pausa dalla lettura e dalla scrittura che mi sono preso prima di iniziare il mio nuovo romanzo, trascorro il tempo facendo molte delle cose che fanno gli scrittori quando non scrivono. Tra queste c’è anche quella di pensare alla storia che voglio scrivere, e tutte le volte che mi viene in mente un’idea me l’annoto su un foglio, un’agenda o un taccuino per paura di dimenticarla. Ma scrivo solo l’idea perché, come ha suggerito uno scrittore italiano famoso – che di lavoro, oltre a scrivere, aiuta gli scrittori bravi e non ancora famosi a farsi conoscere – quando ci viene un’idea non bisogna avere furia di scriverla subito tutta da cima a fondo, con le parole, gli avverbi, i punti e le virgole messe al posto giusto; non si deve fare così perché può succedere di usare delle…

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Una comitiva di fantasmi

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24 marzo 2021

#13

Da una parte, per scrivere il mio nuovo libro, vorrei prendermi tutto il tempo necessario; nel contempo, invece, vorrei scriverlo velocemente e pubblicarlo il prima possibile perché ho paura che con tutti i libri che si pubblicano oggigiorno qualche altro scrittore, anche per caso, o per sbaglio e senza neppure volerlo, possa scrivere le stesse cose che vorrei scrivere io prima di me, e allora tutto questo lavoro non servirebbe più a niente.

E poi, anche se sono ancora piuttosto giovane, non so quanti anni mi rimangono ancora da vivere; e non mi piacerebbe arrivare in punto di morte senza aver pubblicato il libro. Non deve essere bello arrivare nel momento in cui si muore e sapere che ci è rimasto da fare una cosa importante, una cosa che si voleva fare a tutti i costi – anche se non…

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