C’è chi si è fatto una certa idea del mondo e chi di certo invece ha solo un mondo di idee; e poi ci sono persone che invece di certo non hanno proprio nulla e sono piene di dubbi; e, a volte, sono proprio quelle che hanno le idee più chiare di tutti.J. Iobiz
Libri
Romanzi Racconti Narrativa Letteratura Scrittura creativa
Aforisma pigro
Di un filosofo australiano, che forse non era neppure australiano e, forse, non era nemmeno un filosofo. Non fare oggi quello che potresti fare domani, specialmente se a fare quella medesima cosa possono essere anche altre persone. Anche perché ci può sempre essere qualcuno più bravo e intelligente di te che potrebbe fare quella stessa … Leggi tutto Aforisma pigro
Aforisma di Massimo Valerio Segugio Spinone
Si può essere d’accordo su pochissime cose con tante persone, oppure su molte cose con pochissime persone; ma d’accordo al cento per cento, proprio su tutto quanto, non lo siamo mai, neppure quando rimaniamo soli con noi stessi.Massimo Valerio Segugio Spinone
Il tempo, quiete e affanno
Una poesia di Diego Osvaldo Ardiles

Affanno,
di giorni da cancellare
giorni cancellati
giorni persi a cancellarne altri.
Di giorni ritrovati
giorni andati a male
giorni malati.
Di ore passate a osservare
il tempo che non passa
di ore divorate dal tempo
di tempo passato a ricordare.
Di minuti esitanti
minuti primi e ultimi
di minuti troppo minuti.
Affanno d’infiniti secondi eterni
istanti infiniti,
attimi opachi.
Quiete.
Candida rosa
(Una poesia di Diego Osvaldo Ardiles)
Inseguono la pioggia gli alberi nel fango,
mentre l’autunno d’intorno
nasconde l’ultima candida rosa,
innamorata ancora del giugno luminoso.
Sull’eterna anima di novembre
si adagia un’infinita caligine.
Difese immunitarie

29 marzo 2021
#27
La signora che abita al piano di sopra mi ha fatto venire in mente un’altra cosa importantissima: le interferenze.
Non so voi, ma a me sembra di essere ormai tormentati dalla mattina alla sera da una pioggia di informazioni, che alcune le vedi e le senti mentre altre neppure le vedi e le senti e ti s’infilano nella testa e nel resto del corpo approfittando del fatto che hai le difese immunitarie basse o non ce le hai nemmeno le difese immunitarie contro quella roba lì, perché non le hanno ancora inventate o se le hanno inventate non te lo dicono.
Come successe a uno scienziato che aveva messo a punto un congegno che cambiava automaticamente canale alla televisione e alla radio tutte le volte che arrivava un spot pubblicitario; ma poi non glielo aveva comprato nessuno, quel congegno lì…
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Ma te non la guardi la televisione?

28 marzo 2021
#26
Purtroppo ho capito che alla signora che abita al piano di sopra non piace molto quando io ascolto la musica o suono il contrabbasso. Pazienza: ho deciso che non ascolterò musica e non suonerò più quando lei è in casa, non voglio contrariarla, e glielo ho promesso. Ma mi chiedo: lei non lo vede che se io non metto su un po’ di musica, specialmente quella con i bassi profondi, diventa tutto piatto? Non se ne accorge che senza il chiaroscuro non si distingue più nulla? A cosa le serve vedere i colori e i disegni se non c’è più la profondità?
A volte, però, penso che sia inutile pormi queste domande, perché, come dice un mio amico, gli uomini sono esseri superficiali: «Pensa alla Terra», mi dice, «dove stanno gli uomini? Sulla superficie. E perché? Perché siamo esseri superficiali e…
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Se Beethoven e Mozart avessero raccolto cotone nei campi del Mississippi

27 marzo 2021
#24
Ma non è da credere che sia facile suonare il contrabbasso: è uno strumento complicato, una via di mezzo tra l’arte e la scienza; l’arte è arte, da soli non si apprende ma anche la scienza è uguale, e per questo da soli è difficile imparare a suonare il contrabbasso; bisognerebbe piuttosto farselo insegnare da qualcuno che già lo suona, ed è così che avrei dovuto fare anch’io, ripensandoci adesso, invece di perdere un sacco di tempo a capire come si deve maneggiare uno strumento così complicato, che secondo come lo tieni in braccio ti fa pressione sulla gola e ti fa venire la nausea tipo mal di mare.
Invece, penso che quando qualcuno lo suona per davvero deve sentire vibrare tutto il basso ventre, e questa non deve essere una sensazione spiacevole, anche se non so se succede per davvero, oppure è solo la mia…
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Bassi profondi e claustrofobia

28 marzo 2021
#25
Ecco, sul contrabbasso non credo ci sia da dire molto di più, se non che quando ascolto le sue note profonde mi sento meglio. Certe volte, infatti, mi vengono degli attacchi di claustrofobia che mi impediscono di fare qualsiasi cosa, anche di dormire. È una faccenda seria, che sento dentro; ho letto che di claustrofobia ne esistono due tipi, una esterna e una interna; la mia è di quest’ultimo tipo, mi si chiude il cervello dentro e io ci rimango intrappolato. Ma se mi accade di ascoltare le note di un contrabbasso, però, mi passa. Quelle note lunghe, basse, quelle frequenze primordiali mi rilassano, e ho tentato di spiegarlo più di una volta alla signora che abita al piano di sopra che per me la musica è come una medicina, ma non è servito a nulla. Lei dice solo che…
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Il contrabbasso

27 marzo 2021
#23
Ricordo che alla televisione, quando ero piccolo, non avevano ancora inventato il sistema stereofonico e il contrabbasso lo vedevi e basta, ma non lo sentivi. Ora invece, che la televisione è diventata quasi sempre stereofonica, il contrabbasso lo vedi e lo senti e capisci anche a cosa serve, mentre prima te lo immaginavi solamente, e nemmeno sempre; e invece… quanto è importante!
Il contrabbasso nella musica è come il chiaroscuro nei quadri.
Sì, la melodia è come il disegno, l’armonia ha la funzione del colore in un dipinto, ma è il contrabbasso che dà il senso della profondità. Quelli che suonano il contrabbasso, bisogna farglielo sapere che tengono tra le mani la profondità della musica, e che se smettono di suonare ritorna tutto piatto.
Secondo me, anche dentro la Terra ci sono i contrabbassi che suonano, che se smettono di suonare la…
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SCRIVERE FA BENE

18 marzo 2021
(Una breve introduzione/1)
Quando sono arrabbiato vedo tutto nero e, anche se il nero è un bel colore, va a finire che non vedo più nulla. Figuriamoci se è il caso, addirittura, di cominciare proprio ora a lavorare al mio nuovo libro come invece vorrei fare io.
Che invece, se non sei arrabbiato, per scrivere un libro non ti serve quasi nulla: basta un computer, una storia che non sia ancora stata scritta, o almeno che non sia stata scritta nel modo in cui la vuoi raccontare tu, e la voglia di raccontare. Qui per me, però, nasce già un problema: perché io il computer e la storia ce li ho, ma è la voglia di raccontare che a volte ce l’ho e a altre volte no. Mi piacerebbe poter dire solamente due o tre cose e che si capisse subito tutto quello che voglio dire; e…
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Il giorno dopo sarai allegro come il giorno prima?
In questo post, invece, il riferimento è al grandissimo Hemingway
20 marzo 2021
(Una breve introduzione/5)
Stavo dicendo: basta che il giorno dopo tu sia allegro e contento almeno come il giorno prima, altrimenti, dopo aver gettato via diciotto delle venti pagine che hai scritto, vai a cercare anche quelle che hai scritto nei giorni precedenti per buttarne via altre quaranta o sessanta o… tutte quante!
A questo proposito, e cioè riguardo a sbalzi di umore, nervosismo, pessimismo, eccetera, ho letto che uno scrittore americano, famoso famoso, sosteneva che va bene scrivere quando si è ubriachi, ma poi, una volta sobri, occorre correggere quello che si è scritto; e pare che lui seguisse proprio questo metodo, e con ottimi risultati, visto che ha scritto pagine indimenticabili.
Ma io penso che allora, se lui doveva mettersi a bere, vuol dire che, anche se era famoso famoso, scrivere non gli bastava per farsi passare il nervoso.
Io, invece, bevo solo qualche birra…
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Una buona abitudine
Lo scrittore famoso che pare avesse questa abitudine è Carlo Cassola
20 marzo 2021
(Una breve introduzione/4)
Mi hanno sempre detto che quando si scrive bisogna essere sintetici, ma a me, quando non sono arrabbiato, e addirittura sono quasi allegro come adesso, non mi viene di essere sintetico. Anzi, mi verrebbe da scrivere tutto quello che mi passa per la testa, e con quella roba lì ci potrei anche scrivere un libro intero, se continuassi a essere allegro per un tempo sufficiente a scriverlo dall’inizio alla fine.
Che poi, scrivere tante pagine tutti i giorni non è per niente una brutta abitudine, anzi. So che un scrittore famoso scriveva tutte le mattine venti pagine e il giorno dopo ne buttava via diciotto. Va bene, dico io, basta che il giorno dopo tu sia allegro e contento almeno come il giorno prima, altrimenti, dopo averne buttate via diciotto, vai a cercare anche quelle che hai scritto i giorni precedenti per buttarne via…
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Fragilitudine
Dall’introduzione del mio romanzo “La vita è solo una malattia mortale sessualmente trasmissibile? – Ed altri dubbi metafisici da annegare nell’amicizia e nel vino rosso”

26 marzo 2021
#18
Le case e i palazzi si dividono in due categorie: quelle abitate e quelle non abitate. Quelle vuote, di solito, ma non sempre, sono le case più tristi. Anche nella mia strada ho visto che c’è una casa vuota; allora ho chiesto: «Chi sa dirmi perché quella casa è vuota?». Mi è stato risposto che fino a qualche anno fa era abitata.
Ci viveva un uomo anziano che andava spesso dal tavolo all’armadio, dall’armadio alla cucina e poi dalla cucina al bagno; poi andava a dormire. Un giorno andò dal tavolo all’armadio e non tornò più.
Dopo gli eredi vendettero la casa. Ci andò ad abitare un ragazzo giovane che studiava letteratura italiana, ma non ci rimase per molto tempo perché andò a fare il ragazzo giovane che studiava letteratura italiana da un’altra parte. Disse che qui in città il…
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Un faticoso tentativo
21 marzo 2021
(Una breve introduzione/6)
Proseguendo nel mio faticoso tentativo di redigere una breve introduzione per il nuovo romanzo che tra qualche giorno inizierò a scrivere, mi è venuta in mente questa riflessione.
Ci sono scrittori famosi che, a volte, ci mettono solo le idee, e a scrivere per davvero i loro romanzi sono altre persone meno famose, o magari note solo a chi sa che sono quest’ultime a scrivere i libri per gli scrittori famosi; ma questa è una cosa che di solito sanno in pochi, se non in pochissimi.
E poi, gli scrittori famosi hanno spesso degli editor che gli dicono se quello che hanno scritto va bene oppure no; e cosa devono correggere o aggiungere. Così è tutto più facile.
Figurarsi che c’è stato uno scrittore che è diventato famoso perché scriveva racconti brevi e sintetici, e poi hanno scoperto che i racconti lui li scriveva…
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