Frasi fatte

Esistono frasi fatte, che non le devi fare tu; sono come uomini e abiti rifatti e disfatti non si sa più da chi e chissà quante volte, e quante altre volte ancora no. Frasi già pronte per ogni circostanza per tutto e per tutti. O forse per nessuno. D. O. Ardiles

h 17.00

(Cronache dal diario segreto del professor Storti) PASSEGGIATA POMERIDIANA È pur vero che questo tipo di disturbo, lo shopping compulsivo, può colpire anche gli uomini, ma ciò accade in verità in modo molto più limitato rispetto al genere antagonista che, invece, appare più esposto a tale tipo di contagio e ne resta vittima con frequenza … Leggi tutto h 17.00

h 16.40

(Cronache dal diario segreto del professor Storti) PASSEGGIATA POMERIDIANA Camminando, notiamo come molte donne si vestano con cura, altre addirittura sembrano curare con i vestiti qualche loro dispiacere, ed altre ancora per i vestiti appaiono invece ammalarsi; e non si tratta di malattie che possono insorgere a causa della inadeguatezza dell’abbigliamento indossato rispetto al clima, … Leggi tutto h 16.40

h 16.30

(Cronache dal diario segreto del professor Storti) La passeggiata pomeridiana. Alla nostra età dobbiamo stare molto attenti ai mutamenti del tempo, ma le asprezze della stagione che più ci affliggono sono in realtà quelle causate dalle debolezze subdolamente sopraggiunte con gli anni alle giunzioni e legamenti, articolazioni deambulatorie e processi cognitivi; senza parlare dell’indebolimento dei … Leggi tutto h 16.30

h 16.00

(Cronache dal diario segreto del professor Storti) Passeggiata pomeridiana. Passeggiando insieme ai miei osteoporotici amici siamo soliti discutere della malvagità o benignità della stagione meteorologica che, infischiandosene delle numerose e puntuali previsioni di cui sovrabbondano i mezzi di comunicazione, ha ormai l’abitudine di volgersi al bello come al cattivo tempo esclusivamente in base al proprio … Leggi tutto h 16.00

Disadattato

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All’improvviso ha gettato il cappello per aria

e il vento glielo ha portato via

mentre il tempo gli portava via la vita.

Ora è fermo all’angolo della via e della vita

la fronte fugge da non sai cosa

le orecchie sventolano ai lati del viso.

La pancia spancia più del dovuto

e del voluto, senz’altro più del goduto.

Pagine e dita ingiallite, reparti e case imbiancate

vette e storie inviolate.

Qui è un triste andirivieni

dove è facile andar perduti

senza più venir trovati.

Il viso è fisso davanti alla tivù

come il quadro alla parete

e lo sguardo nel vuoto.

Come quel soprabito

disabitato appeso ad un attaccapanni di ferro

inchiodato ad una parete verticale.

Il muro scende a piombo

tra soffitto e pavimento,

croste e crepe, vicino ad un portaombrelli chiusi.

Uno specchio non pensa

ma riflette ora una immagine vuota

ora un vecchio ora un raggio di…

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A pensarci bene, non è una cosa da poco

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30 marzo 2021

#30

Sono le quattro del pomeriggio. In realtà, non ho ancora finito di leggere il post che spiega come superare il blocco dello scrittore, che già mi è tornata la voglia di scrivere. Partiamo dal titolo, scrive lui. Il suo consiglio è trovare un buon titolo, che sia originale e che si colleghi bene a quello di cui tratta la storia che stiamo scrivendo. Questo consiglio mi piace, anche perché di titoli qualcuno ce l’ho già. Quelli che mi piacciono di più sono:

– Se posso passo;

– Tutte le ragazze si chiamano Viola;

– Non chiedetemi perché;

– Il bello di essere brutti (che potrebbe avere un seguito dal titolo Il brutto di essere belli);

– Fabula rasa, o Tabula rosa o Fabula rosa.

Poi ce n’è un altro che mi piace molto, ma secondo me assomiglia troppo a un…

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Beati gli ultimi (3)

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Il mattino seguente la luce entra lentamente dentro lo scompartimento. Il treno procede a scatti. Mio nonno guarda fuori dai finestrini ma non può distinguere nulla perché c’è una nebbia fittissima. Lui però dice di sapere dove ci troviamo; se non ci fosse quella nebbia, si vedrebbero degli enormi palazzi dagli occhi vuoti che stanno ancora dormendo e dentro ai recinti della città i giardini delle case con gli alberi spenti. Ma la nebbia è fittissima e non lascia intravedere nulla.

E allora dice di vedere emergere da quella massa bianca e informe i paesaggi di casa sua e mi racconta dei luoghi dove è iniziato questo nostro viaggio; la campagna dove è nato e dalla quale mia madre è emigrata prima che io nascessi, per andare a lavorare all’estero. Ora è ritornata per prendere anche lui perché ha deciso che è meglio stare…

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h 12.00

(Cronache dal diario segreto del professor Storti) Concordo apertamente con la signora della tasse riguardo alle affermazioni in merito alle mezze stagioni, forse perché colpito dalla sua avvenenza e grazia, ma anche perché sono da sempre stato contrario ad ogni tipo di globalizzazione, compreso quella del riscaldamento, e invece piuttosto favorevole alla re-imposizione dei dazi … Leggi tutto h 12.00

Questi sono per adesso come i tre moschettieri, nel senso che sono quattro e non tre

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h 11.00

(Cronache dal diario segreto del professor Storti) Pagamento obolo impositivo comunale Un malcelato disprezzo per i reggenti cova, in verità, nel mio animo e in quello dei familiari più stretti, amici e conoscenti. Tuttavia, gli amorosi consigli del mio perfido consigliere fiscale, a capo di una piccola orda di immaturi e pavidi soggetti filogovernativi, saputardi … Leggi tutto h 11.00

Commissione odierna (prosegue)

(Cronache dal diario segreto – e se era rimasto segreto fino ad ora un motivo ci doveva pure essere! – del professor Storti) Giunto alla partenza dell’autobus, vedo il Sette Barrato sfilarmi davanti agli occhi. Incurante della nutrita e teatrale malevolenza del pubblico antistante, il mezzo si allontana risoluto da me e dai poveri  naufraghi … Leggi tutto Commissione odierna (prosegue)

La storia inizia qui

Tratto dal mio primo libro pubblicato, La vita è solo una malattia mortale sessualmente trasmissibile? Ed altri dubbi metafisici da annegare nell’amicizia e nel vino rosso

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31 marzo 2021

#31

Ricordo che ci fu un periodo in cui iniziai a bere per dimenticare; poi, non contento, iniziai anche a fumare per dimenticare, e poi a mangiare per dimenticare. Non ancora soddisfatto cominciai a dormire per dimenticare.

Alla fine ce la feci e riuscii a dimenticare. Ma a un certo momento, non so se è stato per nostalgia o per qualche altro motivo, inizio a rimpiangere ciò che ho dimenticato. E allora comincio a bere per ricordare, e poi a mangiare, e poi a fumare e dormire per ricordare. E alla fine ce la faccio a ricordare e ritrovo tutto quanto avevo dimenticato. Però…

La mia salute diventa continuamente un po’ mezza e mezza, perché sto male anche quando mi sembra di stare bene; e il mio umore è sempre un po’ mezzo e mezzo, perché dentro di me sono sempre un…

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Aforisma 67

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Sarà più facile capire cosa è veramente il tempo

quando finalmente lo potremo vedere fermo.

Diego Osvaldo Ardiles

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Aforisma 66

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Il sorriso è il vestito più bello.

Diego Osvaldo Ardiles

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