Nabokov vs. Dostoevskij

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Tra i detrattori non riluttanti ci fu Vladimir Nabokov: come noto, definì “Delitto e castigo” una spaventosa tiritera, confessò di disprezzare “I fratelli Karamazov” e di non sopportare tutto il mediocre congegno dostoevskiano, alimentato da dispositivi triti, da una grave mancanza di gusto e di stile, da orride sbrodolate a cuore aperto, da un intollerabile sentimentalismo e da un perverso piacere nel crogiolarsi nelle disavventure umane, che Dostoevskij osservava come un entomologo masochista, in ossequio a un gusto – scriveva – “da novella sentimentale”.

[Dal articolo “L’indecente Dostoevskij” di MARCO ARCHETTI  sul Foglio del 10 APR 2021]

View original post

Capote vs. Kerouak

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

«Questo non è scrivere, è battere a macchina». Truman Capote su Sulla strada di Jack Kerouak

[Citazione dalla Guida tascabile per maniaci dei libri, Edizioni Clichy ]

Della serie: Non è detto che anche se sei un buongustaio ti piaccia ogni tipo di pietanza ben cucinata.

Non a tutti può piacere la pasta con le sarde.

View original post

Ogni parola è un compromesso tra la verità e il silenzio

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Photo by Anna Shvets on Pexels.com

#55

Non è vero che Massimo Valerio Segugio Spinone sa parlare; è una bugia, e l’ho detta ad Adele e a Pilade non so neppure io il perché. O meglio, forse lo so il perché: per raccontare loro delle storie, come facevano certe volte Pilade e Adele.

Però, anche se non sa parlare, Massimo Valerio è capace di ascoltare. Di questo ne sono certo; e capisce il silenzio. Sono sicuro che anche lui è d’accordo sul motivo per cui non esistono i marciapiedi in questo paesino sperduto e sul fatto che è arrivato il momento di andarsene via per sempre da qui. Cercheremo rifugio in montagna; saliremo lungo i ripidi sentieri che portano in quota, sempre più in alto; all’improvviso ci fermeremo e rimarremo immobili, a occhi chiusi. In questo modo potremo riconoscere e catalogare tutti i rumori intorno a noi. Il silenzio, più…

View original post 108 altre parole

La vita è solo una malattia mortale sessualmente trasmissibile?

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Photo by Craig Dennis on Pexels.com

#54

Non saprei dirlo con certezza, ma fino ad adesso mi sembra di aver capito che esistono due tipi di persone: ci sono quelli che pensano che ciò che sta accadendo in questi giorni non è mai successo prima di ora, e che quindi il mondo si sia ormai incamminato verso la fine; e poi ci sono quelli che invece ritengono che il mondo sia sempre stato in questo modo, cioè pieno di eventi tragici e imprevedibili, e che gli uomini da sempre combinano gli stessi pasticci anche se in forme diverse, e quindi le medesime cose che si dicono  adesso sull’avvicinarsi della fine del mondo le hanno già pronunciate prima di noi i nostri nonni, e prima di essi i loro nonni, e i nonni dei nonni eccetera eccetera.

E poi, però, ci sono anche le persone come Pilade che non dicono nulla…

View original post 218 altre parole

Il fiume e il vino

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Photo by Markus Spiske on Pexels.com

#53.

Se n’è andato via un altro anno senza che sia accaduto niente di particolare, ad eccezione di una cosa, una sola ma molto brutta e cioè la morte di Pilade.

A dicembre gli impiegati dell’Amministrazione sono andati tutti in vacanza. A gennaio, quando sono rientrati al lavoro c’erano le scadenze fiscali. A febbraio è arrivato come ogni anno il Carnevale. Marzo è stato un mese tranquillo; di aprile non posso dire niente di preciso. A maggio è esplosa la primavera, poi ci sono stati i mesi estivi delle vacanze. A ottobre sono iniziate tutte le nuove attività e poi è arrivato ancora una volta novembre e insieme a novembre anche un nuovo impiegato che ha preso servizio negli uffici dell’Amministrazione. Si chiama Tito.

Quando Tito ha iniziato il suo lavoro si è accorto che il suo predecessore aveva commesso un errore; si trattava…

View original post 322 altre parole

Salici, tigri e persone sbadate

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Photo by Thomas B. on Pexels.com

#51

Improvvisamente Adele è cambiata; ha iniziato a trascorrere sempre più tempo seduta in cortile a fissare con lo sguardo i grandi salici vicini al pozzo. Non viene più a passeggiare con me, Pilade e Massimo Valerio; e quando la chiamo mi risponde con un sorriso dolce, poi scuote leggermente il capo e resta seduta là, a fissare quei grandi salici. Mi ricorda mia madre.

Lei amava molto gli animali; ne aveva sempre avuto qualcuno anche prima di sposarsi. Ma con il passare del tempo, la sua passione superò ogni limite e oltre ai gatti e ai cani decise di portare nella villa dove abitavamo anche due tigri. Chiese a mio padre se egli fosse d’accordo per quel genere di acquisto e lui le disse di essere assolutamente contrario; non voleva animali feroci vicino casa. Per questo motivo, quando le tigri vennero consegnate alla…

View original post 208 altre parole

Quando ancora non esistevano i colori

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Photo by Pixabay on Pexels.com

#50

Massimo Valerio dice che all’inizio del mondo non esistevano i colori ma c’erano solo il bianco e il nero; e ha precisato che quando dice bianco e nero non devo pensare alle vecchie foto o ai film d’epoca; no, intende dire che esisteva solo il bianco-bianco e il nero-nero, niente vie di mezzo. Solo in seguito, non sa dire con precisione quanto tempo dopo, cominciarono a mostrarsi tonalità più chiare di nero e più scure del bianco fino ad arrivare ad una scala infinita di grigi. Infine, comparve nel cielo un grande arcobaleno colorato che vi rimase per molto tempo. Forse un anno o un secolo, questo non sa dirlo. Comunque sia, a un certo punto quell’arcobaleno si ruppe e tutti i colori caddero sulla terra, proprio come è accaduto adesso. Fu allora che comparvero per la prima volta il giallo, il verde, il…

View original post 182 altre parole

L’arcobaleno si è rotto e i suoi colori sono caduti sulla terra

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Photo by Sharon McCutcheon on Pexels.com

#49

L’arcobaleno è andato via. Sono passati quasi quattro mesi da quando era comparso nel cielo ed oggi si è rotto ed è scomparso. I suoi colori sono finiti dispersi sulla terra e sopra le nostre teste. Ci sono voluti molti giorni e ce ne vorranno molti altri ancora per cancellare quei colori.

C’è chi dice che quello che è successo è tutta colpa dei partiti di opposizione, ma molti non credono che sia tutta colpa dei partiti di opposizione; c’è anche chi pensa sia stata un’operazione voluta dalla minoranza del Partito, chi invece crede si tratti di una trovata di qualche grande multinazionale; e poi c’è chi sente odore di mafia e quelli che giurano di essere certi che si tratti di un sabotaggio messo in atto dai servizi segreti di qualche Paese dell’Est europeo.

Pilade, invece, dice che la storia dell’arcobaleno è…

View original post 159 altre parole

Mangiatori di salsicce

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Photo by Thiago Matos on Pexels.com

#46

Mi ha raccontato oggi Massimo Valerio di un suo lontano parente, un incrocio tra un San Bernardo e un Pastore del Bernina, che vive in montagna e delle proteste del suo anziano proprietirio nei riguardi dei mangiatori di salsicce. Si lamenta perché lassù, ormai, i suddetti mangiatori di salsicce arrivano da ogni parte del mondo, e in un numero sempre maggiore.

In tempi passati, quei pochi che arrivavano, cucinavano le loro salsicce solo giù nella valle; ma poi si sono presto abituati a salire fino a duemila metri e anche più in alto, per mangiare salsicce anche lassù. Più tardi, legati tra di loro con funi e aiutandosi con dei chiodi piantati nella roccia, sono saliti a mangiare salsicce ancora più in alto, sino alla cima delle montagne.

Successivamente, hanno teso delle grandi corde di acciaio dalla valle sino alle vette più elevate…

View original post 346 altre parole

Massimo Valerio Segugio Spinone

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Photo by Isabela Catu00e3o on Pexels.com

#41

Massimo Valerio Segugio Spinone è un cane. Si chiama così; è di proprietà di una coppia di anziani che sono dovuti partire all’improvviso e lo hanno lasciato qui. Ho detto agli impiegati dell’Amministrazione che posso pensare io a lui; non è più molto giovane ma è molto educato. Abbiamo iniziato a fare insieme lunghe passeggiate e ho scoperto che, oltre a saper ascoltare, sa anche parlare. E credo sia un cane con una certa istruzione. Quando camminiamo nelle strade qui intorno, facciamo lunghe discussioni sulle differenze che ci sono tra il mondo degli uomini e quello degli animali. Ad esempio, sui modi che hanno i cani di segnare il loro territorio. Massimo Valerio insiste perché anch’io faccia come lui, in modo da tenere lontani certi tipi antipatici; gli ho spiegato di non essere capace di fare pipì a piccole dosi e in modo…

View original post 378 altre parole

Signora, si lasci andare

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

#39

A dicembre, negli uffici del Comune dove abitavamo io e Caterina, gli impiegati andarono tutti in vacanza. Prima di andare in vacanza fecero un censimento degli appartamenti abitati e di quelli vuoti. Nella strada principale abitavamo noi due, all’epoca ancora due giovani sposi che non avevano ancora avuto figli. A gennaio, quando gli impiegati rientrarono a lavoro c’erano le scadenze fiscali. A febbraio
venne Carnevale. Marzo fu un mese tranquillo. Di aprile non potrei dire niente di preciso. A maggio arrivò la primavera, poi ci furono i mesi estivi delle vacanze. A ottobre iniziò un nuovo anno scolastico
e poi arrivò di nuovo novembre e dopo novembre giunse dicembre e gli impiegati del Comune andarono di nuovo tutti in vacanza ma, prima di andare in vacanza, fecero di nuovo il censimento degli appartamenti abitati e di quelli vuoti: nella strada principale non abitava più la giovane coppia di sposi…

View original post 207 altre parole

Non ricordi?

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Photo by Rachel Claire on Pexels.com

Il treno era arrivato ai piedi della collina, Martin era sceso alla piccola stazione e aveva proseguito in autobus. In paese aveva trovato sua sorella. L’aveva abbracciata mentre lei gli accarezzava i capelli radi.

I primi forestieri avevano riempito la campagna di cereali, fratelli, cugini, zii e nipoti; gli altri di greggi di pecore. Poi erano arrivati gli stranieri. Prima gli amanti dei prati sempre verdi. “Non ci sono?” chiesero delusi. “No”, fu la risposta. “Pazienza, ci accontenteremo dei vecchi mulini abbandonati”. Dopo giunsero quelli che amavano la bellezza drammatica ma volevano anche gli abeti verdi. “Non ci sono?” chiesero. “No”. “Pazienza, va bene anche il vino rosso”, dissero.

«I loro padri erano venuti con l’uniforme?» le chiese lui.

«Sì. Sai, tutti abbiamo dovuto cambiare lavoro: camerieri, pizzaioli e baristi».

«E poi?» le chiese Martin.

«Dopo è arrivata la pandemia e i turisti sono…

View original post 98 altre parole

Non fare oggi quello che potresti fare domani

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Photo by Andrea Piacquadio on Pexels.com

#38

Oggi ho conosciuto Adele. Anche lei è ospite qui. È molto gentile e mi sembra proprio una bella persona. Viene da un piccolo paese del Centro Italia, in mezzo all’Appennino. Da giovane deve essere stata molto bella e conserva ancora un viso dolce dai tratti regolari e la sua pelle chiara non rivela gli anni – e non come Pilade che ha le mani e la testa ricoperte da numerose piccole macchie marroni. Adele ha però un animo malinconico, e questo lei lo sa. Glielo hanno detto fin da piccola: prima a scuola i suoi amici e poi anche i ragazzi che ha conosciuto, alcuni dei quali avrebbero anche voluto sposarla. Se avesse avuto dei figli, certamente avrebbero detto di lei la medesima cosa.

Nel pomeriggio vado insieme a Pilade, Adele e altre persone al mercato e incontriamo Anna, una dottoressa molto gentile…

View original post 323 altre parole

L’uomo più vecchio del mondo

Avatar di Fabio IozziFabioxxi

Photo by Gratisography on Pexels.com

#36

Le persone che sono qui, il posto in cui mi ha mandato il bravo dottore, passano il loro tempo parlando del più e del meno, giocando a carte e bevendo limonata o gazzosa. All’improvviso, mentre giocano a carte, qualcuno racconta una storia e poi un’altra e poi un’altra ancora. “Ma pensa te”, immagino che rimugini nella sua testa il vecchio con il pancione che ho conosciuto alla fermata dell’autobus – che non era la fermata dell’autobus – e che ha detto di chiamarsi Pilade; ma veramente è una cosa che penso io, perché lui cosa pensa non me lo dice. Pilade è di poche parole; lui dice solo: «E chi lo avrebbe mai detto?». E invece lo ha detto proprio lui, mentre se ne sta seduto sotto la pergola a prendere il fresco e a bere limonate e gazzose – ma forse non sono…

View original post 439 altre parole