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Per imparare a scrivere…
Sono innamorato del cinema di Paolo Virzì. Ogni volta mi stupisce il modo con cui riesce a creare personaggi autentici, veri, reali. Francesco Bruni, oltre ad essere a sua volta regista, ha partecipato alla sceneggiatura di quasi tutti i film di Virzì. Per cercare di carpire qualche loro segreto ho ordinato questi due libri che … Leggi tutto Per imparare a scrivere…
Riscrivere storia e vocabolari
La neolingua (nell'originale Newspeak, ossia "nuovo parlare") è una lingua artificiale artistica immaginata e descritta da George Orwell per il suo libro 1984. ... Nel libro di nuova edizione del 2019, il nuovo nome attributo alla lingua è "Novalingua".(Wikipedia) L'Unione Europea lo ha preso alla lettera.
Vite in stato di ebbrezza
Domenica sera, ho fatto un giro per le vie della mia (piccola) città: strade deserte e bar vuoti. Tutti chiusi dentro Internet. Leoni e tigri da tastiera, cambieremo il mondo, oppure i posteri ci vedranno solo come un branco di sfigati? Chissà.
Distanza tra realtà e finzione
A me non è accaduto nulla di ciò che scrivo, eppure sento di essere capace, o forse mi illudo, di provare le emozioni e i sentimenti dei protagonisti delle mie storie. E d'altra parte, non riesco a scrivere niente che mi riguardi direttamente. Forse è per questo che mi faccio aiutare da Jakob. Lui è … Leggi tutto Distanza tra realtà e finzione
Pugni e filosofia
Sabato scorso al supermercato un tizio, che per caso avevo urtato con il carello, mi rivolge un esagerato rimprovero al quale cerco di rispondere nel modo più educato possibile. Invece di accettare le mie scuse se ne esce con una frase che non sentivo pronunciare da un po’ di tempo: «Lei non sa chi sono … Leggi tutto Pugni e filosofia
Cosa guardi?
Un giorno, mio fratello disse che gli era accaduto di vedere la sua faccia allo specchio e aveva visto che piangeva. Sì, piangeva, e non era la prima volta. Ricordo che nel pomeriggio si sedette vicino alla finestra e si mise a guardare giù. «Cosa guardi?» gli chiesi. «Non le vedi?». «Cos’è che devo vedere?» … Leggi tutto Cosa guardi?
Vette dentro la testa
Mentre sono al bar con Giada, entra Tommaso ed inizia ad accusarmi. Comincia a dire che è stata colpa mia se da piccolo, mentre giocava a nascondino, è rimasto solo; che è per causa mia se nessuno lo ha più trovato. «Quando sono uscito dal mio nascondiglio», dice, «eravate tutti scomparsi; non era rimasto più … Leggi tutto Vette dentro la testa
Il riflesso
La sera, prima di ripartire da Collina Isola, vidi le grandi finestre di uno di quei padiglioni illuminarsi di una luce calda e azzurra e non capii se quella luce venisse dall’interno dell’edificio o fosse solo il riflesso del cielo nascosto dietro di me, o dentro di me. Ripensandoci adesso, credo che si trattasse del … Leggi tutto Il riflesso
Soprabiti disabitati
Spesso si trattava di persone come me, che avevano avuto una vita normale prima del ricovero; poi si erano ammalati ed erano finiti là dentro; altri normali non lo erano mai stati e, può darsi, fossero arrivati lassù da qualche altro ospedale o quando erano ancora piccoli. Ma non c’era differenza: tutti stavamo per giornate … Leggi tutto Soprabiti disabitati
Abili e fortunati
Il manicomio di Collina Isola era stato realizzato da medici e scienziati dall’aspetto severo, con sguardi profondi e idee chiarissime. Si somigliavano tutti: importanti baffi e pizzetti neri donavano ai loro volti l’autorevolezza necessaria per compiere scelte difficili. I malati reclusi là dentro, invece, erano uomini e donne diversi l'uno dall’altro. Matti rinchiusi nei padiglioni … Leggi tutto Abili e fortunati
Uomini e finestre
Tutti gli edifici del manicomio di Collina Isola erano stati appositamente costruiti per essere destinati a pazienti affetti da specifiche malattie, e per evitare che i malati si contagiassero tra di loro erano isolati gli uni dagli altri. A ciascuno di essi era stato assegnato un nome altisonante di cui pochi conoscevano il significato e … Leggi tutto Uomini e finestre
Ritorno a Collina Isola
In seguito, quando erano passati diversi anni, riuscii a ritornare a Collina Isola, questa volta come turista. Ricordo che era autunno; ogni zolla di terra era stata capovolta e si vedevano i fianchi spogli dei campi andare a incontrarsi tra di loro intorno agli argini dei piccoli botri, anch’essi completamente nudi, che scorrevano in basso. … Leggi tutto Ritorno a Collina Isola
Sinistri buchi neri
Sentii in seguito raccontare che lungo i viali interni dell’ex manicomio si potevano ancora leggere alcuni nomi famosi: Bianchi, Chiarugi, Verga, Zacchia, Krapelin, Morel, Morgagni, Koch, Biffi, Maragliano, Ferri, che detti tutti in fila in questo modo, a uno che non li aveva mai sentiti nominare prima, potevano anche sembrare i nomi di una formazione … Leggi tutto Sinistri buchi neri
E iniziarono a smontare la città
Dopo la mia partenza, mi giunsero molte voci riguardo a Collina Isola. C’era chi affermava che vi fossero rimasti ad abitare solo i malati del manicomio; chiunque ci fosse andato non sarebbe più stato in grado di distinguere i matti dalle persone sane di mente, perché ora se ne stavano tutti quanti fuori in giro … Leggi tutto E iniziarono a smontare la città
