Nonno e Conrad

Mio nonno nacque quando Conrad scrisse il suo nero capolavoro. Hanno così diviso un diverso angolo di mondo, e dire angolo, per una terra tonda e sferica, è un bel dire, ma si sa, siamo umani e superficiali e per noi terrestri il mare è sempre in mezzo al dire e al fare, al bene … Leggi tutto Nonno e Conrad

Le réfugié

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Quando la nave attraccò sulla terraferma stava già facendo buio. Era freddo e la città attaccata al porto era immensa, piena di luci, di macchine e di autobus che viaggiavano carichi di gente. Mi ritrovai su una strada con grandi pozzanghere e i marciapiedi occupati da venditori ambulanti infreddoliti, tra i quali c’erano anche dei ragazzi arrivati da parti del mondo che neppure so dove sono. Ma non mi fermai con nessuno di loro.

Cercai invece di arrivare prima possibile nel posto che mi aveva indicato il mio amico Karim, prima della mia fuga dall’Istituto e con un po’ di fatica, e dopo aver camminato quasi un’ora, riuscii a trovarlo. Era l’indirizzo di un tizio, un certo Moussa; Karim mi aveva detto di andarci a nome suo perché lui mi avrebbe aiutato a trovare un modo per guadagnare un po’ di soldi e un posto…

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Solo per noi

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Guarda laggiù, il bosco cresce,

respira, muore e non lo sa.

Le colline, la valle e il cielo,

con il Carro dell’Orsa Maggiore

che a dicembre punta dritto verso terra

se ne stanno lì e neppure lo sanno.

Non sanno niente.

Chi non pensa non muore mai,

si dice,

oppure muore e non se ne accorge,

oppure siamo noi che non viviamo così a lungo

per scoprire chi muore veramente.

O, forse, solo l’uomo sa di vivere

e di dover morire

e la morte e la vita

esistono solo per noi.

Diego Osvaldo Ardiles

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In attesa di buone notizie

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Volti sconvolti aspettano la pioggia

da giorni, da mesi, e da anni la fine della crisi.

Una madre aspetta di vedere i figli crescere grandi

o guarire e non ammalarsi più,

una ragazza la cadenza mensile

annunciarle che non sarà ancora mamma

e una donna che lo diventerà presto.

Siamo tutti in attesa,

in attesa di qualche bella notizia

perché le brutte non c’è da aspettarle

arrivano da sole senza che alcuno le attenda.

Forse, proprio questo è il presente:

il tempo dell’attesa,

dell’attesa che giungano finalmente buone notizie.

Diego Osvaldo Ardiles

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Meglio essere utili o fare utili?

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Meglio essere utili o fare utili

essere franca o farla franca?

Meglio credere alla luna nel pozzo

o ignorare l’una e l’altro

ma anche gli altri

che vogliosi ti circondano

e t’inondano con i loro pensieri?

Per piacere! Non circondate lo spazio!

Non fate cerchi intorno a voi

per tentare di godervi il dentro,

il tutto incluso e ben separato

dal resto del mondo,

da chi sta fuori dal cerchio

dei giochi di potere e di piacere.

Aprite invece ed in pace,

lo spazio infinito

quello che c’è tra una mano

che lava l’altra,

tra due braccia aperte di un bambino

che se gli chiedi:

– Quanto bene mi vuoi?

Ti risponde:

– Tanto così !

E lì in mezzo, c’è così tanto spazio

che ci può davvero stare il mondo intero.

Diego OsvaldoArdiles

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L’innamorata (finale)

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E invece un bel giorno, si fa per dire, il suo Leonardo scomparve. Giulia chiese sue notizie in giro e le dissero che era partito, che aveva cambiato città. «Ma porca miseria!», pensò Giulia, «poteva cambiare questa, di città!». C’erano così tante cose che non andavano bene! A cominciare dalla Posta, ad esempio, che dopo tutto quel tempo non le aveva dato nessuna risposta!

Quella partenza la intristì. Improvvisamente vide il cielo diventare nero dentro la sua stanza; la notte calò sulla rete del suo letto e dal tetto si prese il suo sonno e i suoi sogni. Il golfo del sonno, dove prima lei si adagiava e inerme si arrendeva come in una rada, ora di rado era sereno. Piuttosto era sovente increspato e così leggero da essere esposto ad ogni minimo soffio. Le orme dei giorni nel sonno divennero sogni, segni celati…

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L’innamorata (4)

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All’ufficio postale le dicevano che doveva avere pazienza, la risposta sarebbe arrivata. Ma il tempo passava e della risposta di Leonardo non vi era nessuna traccia.

Giulia provò ad ingannare il tempo ma senza successo, se ciò che deve accadere non accade, è insuccesso.

I giorni, i mesi passarono e dall’ufficio postale non le giunse nessuna risposta. Continuava a vedere Leonardo in strada, al supermercato o al bar, ma non notava in lui alcun cambiamento.

La sua amica Luisa le aveva detto: «Giulia, stai tranquilla, vedrai che una risposta ti arriverà. Dai tempo al tempo!». Ma chi glielo toglie il tempo al tempo, aveva pensato allora Giulia, anche volendo lei non ne sarebbe stata capace!

Restò in attesa come la pioggia ancora nel cielo, come una cosa prima che accada; pensò che quel suo amore fosse giunto troppo presto o forse era lei a…

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L’innamorata (3)

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(A proposito di Giulia)

Giulia per vivere mangiava ma per mangiare doveva fare la spesa cosicché le occorreva spesso del denaro, denaro che normalmente riusciva però a farsi consegnare in cambio del suo tempo libero. Cioè, una parte del suo tempo libero, che una volta dato in cambio non era però più libero ma diventava occupato. Ma lei sapeva in anticipo quale del suo tempo sarebbe restato libero e quale occupato; per questo motivo il tempo era spesso pre-occupato, ma lei no, lei non era preoccupata e mangiava regolarmente.  

Nonostante tutto ciò, Giulia non era felice. Le mancava qualcosa, anzi, qualcuno. Attendeva una risposta alla sua lettera.

Il tempo, però si sa, è come un treno che passa: può essere lungo e veloce nello stesso momento. E in quel periodo il tempo per lei passava veloce ma era così lungo che sembrava non…

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L’innamorata (2)

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Leonardo era veramente una gran bel ragazzo e Giulia non aveva potuto fare a meno di innamorarsene. In verità, anche a lei quando era piccola dicevano che era carina e lei ci credeva, specialmente quando a dirglielo era la mamma; di lei purtroppo ricordava poco mentre del padre invece aveva molti più ricordi. Erano di suo padre molte degli insegnamenti che lei aveva ricevuto: ad esempio le aveva insegnato a leggere e a scrivere.

«Scrivere per ricordare e leggere per dimenticare» così le diceva lui. E ancora: «Quando vuoi ricordare una cosa fai una lista perché tutto quello che ci metti, lì sta». Per questo lei faceva spesso delle liste di cose che voleva ricordare, e la faccenda sembrava che funzionasse bene. Leggere invece le serviva a volare e l’aiutava a passare sopra alle cose che la facevano stare male. E certe volte era…

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L’innamorata (1)

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Arrivata all’ufficio postale, Giulia, aveva chiuso la lettera dentro la busta e la busta nella cassetta. Quindi aveva chiuso la giacca, le mani nelle tasche della giacca, e infine se stessa dentro l’autobus per fare ritorno a casa. In quel preciso momento era proprio tutto chiuso, anche il bar per turno di riposo e il cielo, almeno fino a quando il vento non si alzò, forse perché si annoiava o forse perché da seduto non arrivava bene a far sventolare la bandiera issata in alto sul pennone dell’ufficio postale.

Giulia viveva da sola da quando aveva compiuto il ventottesimo anno di età, cioè da quando era morto suo padre. Non avendo nessuno che potesse pensare a lei, i servizi sociali che la seguivano avevano deciso di fare una prova. Il tentativo era andato bene e adesso, ormai da quasi dieci anni, viveva in modo…

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Giorno di riposo

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Il grosso fuoristrada nero fu ritrovato nella notte sulla spiaggia. Aveva ancora il motore acceso ma al posto di guida non c’era nessuno; apparteneva ad un uomo che aveva due figli, uno di dieci e uno di quattro anni. Era un lunedì, il giorno di chiusura settimanale del suo ristorante, e lui ne approfittava per trascorrere un po’ di tempo con loro.

Era passato a prendere il più piccolo a casa della ex moglie dicendole che voleva portarlo a fare una gita al mare. Dopo era andato dall’oratorio parrocchiale a prendere il figlio più grande. Quando era arrivato aveva incontrato padre Amos, il prete che insegnava catechismo, e che qualcuno mormorava avesse il dono di vedere lontano. Aveva detto al prete che sarebbe andato a fare una gita al mare con i figli, ma il prete intuì che quella era solo una mezza verità…

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Rivoluzioni

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La Terra imperterrita

continua a fare le sue brave rivoluzioni

mentre gli uomini ne parlano soltanto

e quando ne fanno una

tornano sempre al punto di partenza.

Senza neppure accorgersi

che intanto l’Universo si è spostato di lato,

forse un po’ più in basso o in alto.

(Diego Osvaldo Ardiles)

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Un buco nell’anima

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C’è un buco profondo

nella mia anima

da dove vedo l’universo

– e non so se lui può vedermi -.

Lì getto le mie parole

e le mie paure.

Lì a volte mi tuffo

esausto.

Diego Osvaldo Ardiles

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Persone e parole

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Ho conosciuto persone che non dicono niente,

altre che potrebbero farlo ma non lo fanno,

e altre ancora che dicono tutto, anche quando rimangono in silenzio.

Diego Osvaldo Ardiles

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Sorella Pazienza e sorella Speranza

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All’ospedale siamo tutti pazienti

ma ancor di più lo saremo al cimitero

belli ordinati e composti,

anzi decomposti.

Senza più nulla da aspettare

libere le anime si alzeranno

dimentiche di cosa fosse la pazienza.

Anche lei finalmente riposerà

sepolta là vicino,

insieme a sorella Speranza.

(Diego Osvaldo Ardiles)

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