Distanza tra realtà e finzione

A me non è accaduto nulla di ciò che scrivo, eppure sento di essere capace, o forse mi illudo, di provare le emozioni e i sentimenti dei protagonisti delle mie storie. E d'altra parte, non riesco a scrivere niente che mi riguardi direttamente. Forse è per questo che mi faccio aiutare da Jakob. Lui è … Leggi tutto Distanza tra realtà e finzione

Pugni e filosofia

Sabato scorso al supermercato un tizio, che per caso avevo urtato con il carello, mi rivolge un esagerato rimprovero al quale cerco di rispondere nel modo più educato possibile. Invece di accettare le mie scuse se ne esce con una frase che non sentivo pronunciare da un po’ di tempo: «Lei non sa chi sono … Leggi tutto Pugni e filosofia

Cosa guardi?

Un giorno, mio fratello disse che gli era accaduto di vedere la sua faccia allo specchio e aveva visto che piangeva. Sì, piangeva, e non era la prima volta. Ricordo che nel pomeriggio si sedette vicino alla finestra e si mise a guardare giù. «Cosa guardi?» gli chiesi. «Non le vedi?». «Cos’è che devo vedere?» … Leggi tutto Cosa guardi?

Vette dentro la testa

Mentre sono al bar con Giada, entra Tommaso ed inizia ad accusarmi. Comincia a dire che è stata colpa mia se da piccolo, mentre giocava a nascondino, è rimasto solo; che è per causa mia se nessuno lo ha più trovato. «Quando sono uscito dal mio nascondiglio», dice, «eravate tutti scomparsi; non era rimasto più … Leggi tutto Vette dentro la testa

Il riflesso

La sera, prima di ripartire da Collina Isola, vidi le grandi finestre di uno di quei padiglioni illuminarsi di una luce calda e azzurra e non capii se quella luce venisse dall’interno dell’edificio o fosse solo il riflesso del cielo nascosto dietro di me, o dentro di me. Ripensandoci adesso, credo che si trattasse del … Leggi tutto Il riflesso

Soprabiti disabitati

Spesso si trattava di persone come me, che avevano avuto una vita normale prima del ricovero; poi si erano ammalati ed erano finiti là dentro; altri normali non lo erano mai stati e, può darsi, fossero arrivati lassù da qualche altro ospedale o quando erano ancora piccoli. Ma non c’era differenza: tutti stavamo per giornate … Leggi tutto Soprabiti disabitati

Abili e fortunati

Il manicomio di Collina Isola era stato realizzato da medici e scienziati dall’aspetto severo, con sguardi profondi e idee chiarissime. Si somigliavano tutti: importanti baffi e pizzetti neri donavano ai loro volti l’autorevolezza necessaria per compiere scelte difficili. I malati reclusi là dentro, invece, erano uomini e donne diversi l'uno dall’altro. Matti rinchiusi nei padiglioni … Leggi tutto Abili e fortunati

Uomini e finestre

Tutti gli edifici del manicomio di Collina Isola erano stati appositamente costruiti per essere destinati a pazienti affetti da specifiche malattie, e per evitare che i malati si contagiassero tra di loro erano isolati gli uni dagli altri. A ciascuno di essi era stato assegnato un nome altisonante di cui pochi conoscevano il significato e … Leggi tutto Uomini e finestre

Ritorno a Collina Isola

In seguito, quando erano passati diversi anni, riuscii a ritornare a Collina Isola, questa volta come turista. Ricordo che era autunno; ogni zolla di terra era stata capovolta e si vedevano i fianchi spogli dei campi andare a incontrarsi tra di loro intorno agli argini dei piccoli botri, anch’essi completamente nudi, che scorrevano in basso. … Leggi tutto Ritorno a Collina Isola

Sinistri buchi neri

Sentii in seguito raccontare che lungo i viali interni dell’ex manicomio si potevano ancora leggere alcuni nomi famosi: Bianchi, Chiarugi, Verga, Zacchia, Krapelin, Morel, Morgagni, Koch, Biffi, Maragliano, Ferri, che detti tutti in fila in questo modo, a uno che non li aveva mai sentiti nominare prima, potevano anche sembrare i nomi di una formazione … Leggi tutto Sinistri buchi neri

E iniziarono a smontare la città

Dopo la mia partenza, mi giunsero molte voci riguardo a Collina Isola. C’era chi affermava che vi fossero rimasti ad abitare solo i malati del manicomio; chiunque ci fosse andato non sarebbe più stato in grado di distinguere i matti dalle persone sane di mente, perché ora se ne stavano tutti quanti fuori in giro … Leggi tutto E iniziarono a smontare la città

L’acqua portava via i bambini

Nel manicomio di Collina Isola il tempo non passava mai. Alla sera seguiva la notte con le sue luci gialle che impallidivano all’alba. Poi arrivavano nuovi mattini e nuove giornate e presto faceva ancora buio, prima che giungesse un nuovo giorno, quasi identico al precedente. Compresi in quegli anni che la morte non è come … Leggi tutto L’acqua portava via i bambini

Le dimissioni

Fui dimesso dall’ospedale dopo cinque anni di ricovero. Prima di partire, andai a fare una visita di ringraziamento alla chiesa del manicomio. Questa era molto più antica dei fabbricati che le stavano vicino; aveva un portico con sei archi davanti alla facciata che si apriva su un largo piazzale e alle sue spalle c’era un … Leggi tutto Le dimissioni

Il faro

Il treno non fu più sostituito. Collina Isola rimase ancor più isolata: per raggiungerla restava un’unica strada carrabile che saliva con stretti tornanti dalla valle. Era una strada che passava in mezzo alle balze di argilla che ogni anno ne inghiottivano qualche tratto: ogni inverno scompariva un tornante, una semicurva o un ponte, che l’anno … Leggi tutto Il faro

La morte del treno

Quando da poco tempo era finita la Seconda Guerra Mondiale, il treno nero a vapore che collegava la cittadina al resto del mondo a un certo punto non ce la fece più ad arrampicarsi lungo le sue pendici. Esalò l’ultimo suo sbruffo di fumo mentre era ormai prossimo alla vetta della collina. Siccome i cittadini … Leggi tutto La morte del treno